Una persona può trovarsi nello stesso spazio e tempo di un’altra senza inserirla nella propria realtà attraverso la percezione.
☉ La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati.
La pagina Facebook di Elias
MONOGRAFIE
45. Non contemporaneità dei sentire nel CF77 e in Elias
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda delle fonti a fondo pagina.
Capitolo 2
1. Che cosa implica un incontro?
Dopo l’esempio di Bettina e Nella, la domanda da rivolgere a Elias è precisa: quando vivo un incontro con qualcuno, questo comporta necessariamente che anche l’altro stia vivendo l’incontro con me?
Per affrontarla occorre distinguere tre elementi:
— la manifestazione dell’altro nella mia esperienza,
— l’energia con cui interagisco
— e la partecipazione della sua attenzione. Questa distinzione organizza la lettura delle due sessioni seguenti; non stabilisce ancora un’equivalenza con i veicoli e il sentire del CF77. [Raccordo editoriale — Sessioni 1007 e 1278.]
2. L’energia dell’altro e la sua attenzione
Nella Sessione 1007, del 13 febbraio 2002, Bobbi interroga Elias sulla separazione associata alla morte. La risposta introduce una distinzione applicabile anche agli incontri fra persone viventi.
Elias afferma che
— la forma fisica percepita viene generata da chi percepisce;
— l’interazione riguarda l’energia.
— Quest’ultima può presentarsi come un deposito di energia dell’altro,
— senza la partecipazione della sua attenzione. Il deposito rimane comunque un’espressione energetica di quell’individuo.
Il punto viene formulato così:
«La differenza è l’attenzione dell’altro individuo.»
Elias, Sessione 1007, 13 febbraio 2002. Traduzione italiana dall’originale inglese.
Elias non identifica ogni deposito con un’assenza di attenzione: precisa che può comprenderla oppure no. Descrive quindi un’interazione fisica generata attraverso la percezione, a partire dall’energia dell’altro, senza coinvolgerne l’attenzione. In un successivo scambio che lo coinvolga, l’altro può non avere alcuna esperienza oggettiva dell’episodio precedente. [Sessione 1007.]
3. Una distinzione da non ridurre alla distrazione
Leggere questo passo come una descrizione di qualcuno che ascolta distrattamente cancellerebbe il problema che stiamo indagando. La domanda non riguarda quanto interesse l’altro mostri nella conversazione: riguarda il rapporto fra la sua presenza nella mia esperienza e la partecipazione della sua attenzione.
Occorre però evitare anche il movimento opposto. L’assenza dell’attenzione nell’interazione descritta non autorizza a dichiarare l’altro privo di coscienza, né a dedurre l’inesistenza di ogni sua attività soggettiva. La conclusione va mantenuta entro il referente del passo: quella particolare interazione. [Delimitazione editoriale — Sessione 1007.]
4. Io vivo l’incontro, l’altro no
Nella Sessione 1278, del 21 febbraio 2003, Jon domanda se possa attrarre qualcuno nella propria esperienza senza che quella persona attragga lui nella propria: uno vivrebbe l’interazione, l’altro no.
Elias conferma che questo accade. Spiega inoltre che una persona può trovarsi nello stesso spazio e tempo di un’altra senza inserirla nella propria realtà attraverso la percezione.
La spiegazione conserva anche la normale corrispondenza fra le esperienze: lo scambio di energia e di informazioni consente di generare manifestazioni quasi identiche. L’apertura alle espressioni energetiche permette ordinariamente di percepire ambienti, oggetti e persone corrispondenti. Elias non presenta quindi l’incontro senza corrispondenza come la condizione necessaria di ogni relazione. [Sessione 1278.]
5. Che cosa accade quando i due confrontano le proprie esperienze?
Nella Sessione 1007, Elias descrive la possibilità che una persona viva un’interazione con l’energia dell’altra senza la partecipazione della sua attenzione. Quando successivamente le due persone si incontrano e la prima racconta l’episodio, la seconda può non averne alcuna esperienza oggettiva. Il confronto può dunque non produrre una conferma reciproca dell’incontro. [Elias, Sessione 1007.]
Su questo punto emerge una differenza da esaminare rispetto al CF77. Discutendo le varianti, François considera espressamente il caso in cui uno affermi di avere incontrato l’altro e questi risponda di essere stato altrove. Spiega che la verifica non rivela l’incoerenza: anche quel confronto comporterebbe una variante, nella quale alla domanda risponderebbe la rappresentazione dell’individuo. La coerenza dell’esperienza viene preservata anche nel momento della verifica. [CF77, Opera Omnia, Riunione 483, 14 maggio 1983, pp. 4164–4165.]
La differenza da indagare non riguarda dunque soltanto chi vive l’incontro, ma anche che cosa accade quando si cerca di verificarlo con l’altro. Nel passo di Elias la mancata corrispondenza può emergere; nella spiegazione CF77 delle varianti, il confronto resta coerente all’interno dell’esperienza vissuta. Questo confronto circoscritto non basta ancora a stabilire un’opposizione generale fra i due insegnamenti. [Valutazione comparativa editoriale.]
6. Il punto acquisito e la domanda aperta
Le due sessioni permettono di separare la realtà dell’incontro per uno dei partecipanti dalla necessaria corrispondenza dell’esperienza dell’altro. È questo il punto pertinente al confronto: viene interrogata la partecipazione all’evento, non soltanto la sua interpretazione.
Rimane aperta la spiegazione di tale mancata corrispondenza rispetto al principio CF77. Non abbiamo ancora una base per identificare
— l’attenzione con il sentire,
— il deposito di energia con i veicoli rappresentati, oppure per attribuire a Elias una successione regolata dai gradi del sentire.
Il confronto può proseguire conservando questa domanda: quale rapporto c’è fra la realtà che ciascuno crea-percepisce e quella che chiamiamo una scena condivisa? [Raccordo comparativo editoriale — Sessioni 1007 e 1278; rinvio al capitolo 1 per il CF77.]
Fonti primarie: Sessione 1007, 13 febbraio 2002, dialogo con Bobbi; Sessione 1278, 21 febbraio 2003, dialogo con Jon. Citazione tradotta; restanti esposizioni in parafrasi e raccordi segnalati.
Registro delle fonti e prosecuzione
CF77 — passi verificati nell’Opera Omnia
Le pagine indicate sono quelle della numerazione visibile dell’Opera Omnia, non l’indice delle pagine dei singoli PDF.
| Riunione | Data | Pagine | Funzione |
|---|---|---|---|
| 276 | 3 aprile 1968 | 2312–2313 | Enunciazione del principio e rapporto fra tempi individuali. |
| 280 | 29 maggio 1968 | 2341–2342 | Solitudine, tempo ed eterna unione al Tutto. |
| 281 | 14 giugno 1968 | 2352–2353 | Valore dell’azione verso gli altri. |
| 291 | 2 aprile 1969 | 2431–2432 | Esempio dei veicoli e della serata vissuta da Bettina e Nella. |
| 382 | 20 novembre 1976 | 3250 | Sentire analoghi, simultaneità e differenze di evoluzione nella scena. |
| 495 | 11 ottobre 1983 | 4298–4299 | Creazione-percezione ed Eterno Presente. |
| 496 | 15 ottobre 1983 | 4303 | Precisazione sul carattere non oggettivamente preesistente dei fotogrammi. |
Elias — base verificata nella ricerca iniziale
| Sessione | Transcript | Funzione prevista |
|---|---|---|
| 1007 | https://eliasweb.org/Session/1007 | Deposito di energia e partecipazione dell’attenzione dell’altro. |
| 1278 | https://eliasweb.org/Session/1278 | Interazione vissuta da uno senza esperienza corrispondente dell’altro; somiglianza ordinaria delle manifestazioni. |
| 1083 | https://eliasweb.org/Session/1083 | Differenti percezioni ed espressioni fisiche dello stesso evento. |
| 1411 | https://eliasweb.org/Session/1411 | Scenari differenti e simultaneità; esempio dell’automobile. |
Questi riferimenti sostengono l’avvio del confronto, non una verifica esaustiva del corpus Elias. Il risultato negativo resta circoscritto: nei testi finora esaminati non è stata individuata l’enunciazione del principio CF77 nella sua interezza.
Questioni aperte per i capitoli successivi
- Il capitolo 2 distingue la partecipazione dell’attenzione dall’esperienza oggettiva e circoscrive il significato del successivo incontro nella Sessione 1007.
- Verificare se Elias descriva il successivo vivere della medesima interazione da parte dell’altro, senza dedurlo dalla sola simultaneità.
- Non assumere che deposito di energia e veicoli rappresentati siano la stessa cosa.
- Non assumere che l’attenzione sia l’equivalente del sentire CF77.
- Conservare la distinzione fra non contemporaneità della medesima scena e differenti scenari sperimentati.
- Affrontare il rapporto fra grado del sentire e successione senza introdurre un tempo universale esterno alle esperienze individuali.
Prossimo nodo di redazione: capitolo 3, sulla scena condivisa e la realtà creata.
[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.
© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org
