La libertà non consiste nell’aumentare artificialmente il numero delle esperienze, consiste nel riconoscere le proprie preferenze.
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MONOGRAFIE
9. La sessualità secondo Elias
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Capitolo 4
Una volta separata l’orientation (orientamento) dalla sexual preference (preferenza sessuale), possiamo affrontare direttamente ciò che nel linguaggio comune viene normalmente chiamato orientamento sessuale: la direzione concreta dell’interesse e dell’attività sessuale, la scelta dei partner e le differenti forme attraverso cui un individuo esprime la propria sessualità.
È precisamente quest’area che Elias colloca sotto il termine preference (preferenza). La distinzione viene formulata con particolare precisione nel 1999. Nella Sessione 387 Elias afferma che la preference è una objective choice (scelta oggettiva) e la collega esplicitamente:
- alla scelta dell’attività sessuale;
- alla scelta delle persone con cui interagire;
- alla scelta delle persone con cui instaurare relazioni;
- alla scelta delle persone con cui intrattenere attività sessuale.
Tutto questo, dice, appartiene alla preference ed è «very different — molto differente» dall’orientation. [Raccordo editoriale — Sessione 387]
Poche settimane dopo, nella Sessione 401, Elias rende la distinzione ancora più netta. Eterosessualità, omosessualità e bisessualità vengono definite objective choices in preference — scelte oggettive nella preferenza e non orientations. La preference comprende la scelta dei partner, il tipo di interazione sessuale e il genere delle persone con cui si sceglie di avere rapporti sessuali. [Raccordo editoriale — Sessione 401]
Possiamo quindi fissare una prima distinzione:
— orientation → come il focus configura percettivamente la propria realtà;
— sexual preference → verso chi e attraverso quali forme il focus dirige concretamente la propria espressione sessuale.
La preferenza non deriva automaticamente dall’orientation
Questo è uno dei punti sui quali Elias insiste più frequentemente. Nessuna delle tre orientations — common, intermediate o soft — determina necessariamente una particolare sexual preference.
- Un common può essere eterosessuale, omosessuale o bisessuale.
- Un intermediate può esserlo altrettanto.
- Un soft può esprimere qualunque delle stesse preferenze.
Nel 2005 Elias torna direttamente sull’argomento quando un’interlocutrice tenta di dedurre la propria attrazione verso gli uomini dalla combinazione fra orientation e gender. La risposta è netta: le orientations non sono associate alle sexual preferences; la preferenza può accompagnarsi a qualsiasi orientamento. Elias ricorda inoltre che la confusione deriva in parte proprio dalla sua prima presentazione degli orientamenti, quando li aveva identificati attraverso categorie legate al gender, terminologia che successivamente aveva modificato. [Raccordo editoriale — Sessione 1749]
Questo significa che non possiamo costruire una catena causale del tipo:
orientation → sexual preference.
L’orientation può influenzare il modo in cui viene vissuta una relazione, la maniera in cui viene sperimentata l’intimità o la modalità attraverso cui il focus organizza la propria attenzione; ma non determina necessariamente verso quale genere sarà diretta la preferenza sessuale.
È una distinzione importante perché impedisce di trasformare common, intermediate e soft in una nuova classificazione indiretta dell’eterosessualità, dell’omosessualità o della bisessualità.
Che cosa significa «objective choice»?
L’espressione utilizzata da Elias potrebbe generare un secondo equivoco. Se la sexual preference è una objective choice (scelta oggettiva), significa forse che un individuo decide consapevolmente di essere eterosessuale, omosessuale o bisessuale?
Il corpus non autorizza una semplificazione di questo genere. Elias contrappone qui soprattutto due livelli.
— L’orientation viene descritta come una subjective choice (scelta soggettiva) configurata prima della manifestazione nel focus fisico.
— La preference opera invece nell’esperienza oggettiva del focus e può essere espressa, esplorata e modificata nel corso della vita. [Raccordo editoriale — Sessioni 387, 401]
Ma «oggettivo» nel lessico di Elias non significa necessariamente «deciso deliberatamente attraverso il pensiero». Una fonte tarda aiuta a comprendere questa distinzione.
Nel 2024 Elias invita un’interlocutrice a osservare quale sia realmente la propria direction (direzione) nelle espressioni sessuali, quale sia la propria intensità di interesse e che cosa risulti natural and comfortable — naturale e confortevole per lei. Parla quindi di scoprire la propria sexual preference e inclination, distinguendo ciò che emerge naturalmente da ciò che può essere stato modellato dalle aspettative culturali. [Raccordo editoriale — Sessione 202409151]
La preference è dunque una scelta nel significato proprio del sistema di Elias, ma non deve essere banalizzata come:
— «decido mentalmente da chi essere attratto».
La questione è più complessa: riguarda il movimento effettivo del focus nell’esperienza e il riconoscimento di ciò verso cui esso naturalmente si dirige.
La preferenza può modificarsi
Anche un’altra associazione comune viene messa in discussione dal corpus: l’idea che una sexual preference debba necessariamente rimanere immutabile durante tutto il focus.
Nella Sessione 888 Elias afferma esplicitamente che, nel movimento dello Shift, un numero crescente di individui sta non soltanto rendendo visibili preferenze precedentemente nascoste, ma anche alterando la propria preference e rendendo meno nette le classificazioni rigide associate al gender e alla sessualità. [Raccordo editoriale — Sessione 888]
Non dice che tutti debbano diventare sessualmente fluidi. Anzi, precisa che non sta indicando una direzione obbligatoria per tutti. Sta invece descrivendo un indebolimento delle associazioni assolute:
- uomo → deve desiderare donna;
- donna → deve desiderare uomo;
- una preferenza → deve necessariamente definire l’individuo per tutta la vita.
Per alcuni la preference può rimanere molto stabile.
Per altri può modificarsi.
Per altri ancora può comprendere una gamma più ampia di possibilità.
La variabilità non costituisce, nel sistema di Elias, un’anomalia da spiegare: appartiene alla possibilità di scelta ed esplorazione del focus.
Preference e beliefs
Se la preference può essere vissuta in molte forme, quale ruolo svolgono i beliefs (credenze)?
Qui occorre una distinzione sottile. Elias non riduce semplicemente la preferenza sessuale a un belief system. Ma afferma ripetutamente che i belief systems influenzano fortemente il modo in cui l’individuo:
- riconosce la propria preferenza;
- la giudica;
- le concede o nega espressione;
- interpreta il gender;
- stabilisce quali relazioni siano considerate accettabili;
- associa determinate qualità a uomini e donne.
Nella Sessione 1749, alla domanda se le aspettative culturali riguardanti uomini e donne possano influenzare le scelte nella sessualità, Elias risponde affermativamente. [Raccordo editoriale — Sessione 1749]
La distinzione da mantenere è quindi questa:
preference non coincide con belief, ma l’espressione e persino il riconoscimento della preference possono essere fortemente influenzati dai beliefs.
La fonte tarda del 2024 rende questo punto particolarmente evidente. Elias osserva che un individuo fisicamente femminile viene educato fin dall’infanzia secondo determinati modelli di attrazione e di comportamento verso gli uomini, mentre un individuo fisicamente maschile viene educato secondo modelli complementari rivolti verso le donne. Questa formazione può rendere difficile distinguere ciò che l’individuo esprime naturalmente da ciò che ha imparato a considerare appropriato. [Raccordo editoriale — Sessione 202409151]
Il compito non diventa quindi adeguarsi a una categoria diversa, ma riconoscere la propria direzione effettiva.
La neutralità della preference
Nella Sessione 888 Elias introduce una formulazione particolarmente significativa:
«Preference is neutral» — «La preferenza è neutrale».
Sono le credenze associate alla preferenza, aggiunge, a produrre i judgments — i giudizi. [Raccordo editoriale — Sessione 888]
Questa affermazione non significa che ogni comportamento sessuale sia automaticamente equivalente a qualsiasi altro comportamento. Il punto riguarda la preference in quanto tale.
Essere attratti sessualmente da uomini, donne o da entrambi non possiede, nel sistema di Elias, un valore ontologico superiore o inferiore.
La classificazione morale viene aggiunta attraverso i sistemi di credenze. Questo principio sarà fondamentale quando affronteremo le espressioni definite culturalmente «devianti», «tabù» o «perverse». Ma non dovremo estenderlo indiscriminatamente ad azioni che implicano coercizione, abuso o danno.
La distinzione fra non-normativo e dannoso dovrà rimanere rigorosa.
Preferenza e libertà dall’identità rigida
Un altro elemento interessante emerge dal modo in cui Elias parla delle classificazioni sessuali. Eterosessuale, omosessuale e bisessuale sono termini utili per descrivere differenti directions of preference — direzioni della preferenza — ma Elias tende a sottrarli alla funzione di definire ontologicamente la persona. La preference descrive una modalità di esperienza, non ciò che l’individuo è nella sua totalità.
Questo punto appare con particolare chiarezza nella Sessione 720. Elias ribadisce che homosexuality è una preference, not an orientation — una preferenza, non un orientamento. [Raccordo editoriale — Sessione 720]
La distinzione potrebbe sembrare soltanto terminologica, ma produce una conseguenza più profonda. Nel sistema di Elias l’individuo non viene definito interamente dalla propria sexual preference.
La preferenza è un’espressione dell’esperienza del focus. L’orientation attraversa invece l’intera organizzazione della perception e nessuna delle due coincide con ciò che l’Essenza è nella sua totalità. Ciò permette di comprendere perché Elias possa contemporaneamente riconoscere la concretezza delle preferenze individuali e rifiutare di trasformarle in identità assolute.
Partner, relazione e attività sessuale
La parola preference comprende inoltre elementi che nel linguaggio comune tendiamo a separare. Nella Sessione 387 Elias include fra le preferences:
- la persona con cui si sceglie di interagire;
- la persona con cui si sceglie una relazione;
- la persona con cui si sceglie l’attività sessuale;
- la forma di attività sessuale che si sceglie di esprimere.
[Raccordo editoriale — Sessione 387]
Questo non significa che tutti questi elementi debbano coincidere.
- Una persona può avere una relazione intima con qualcuno senza attività sessuale.
- Può sperimentare attività sessuale senza costruire una relazione duratura.
- Può provare attrazione senza scegliere di tradurla in attività sessuale.
- Può scegliere un partner in una direzione che non esaurisce tutte le possibilità della propria preference.
Ed è precisamente qui che occorre introdurre una distinzione ulteriore: preference non equivale automaticamente ad attraction (attrazione).
Il fatto che una persona percepisca intensamente l’energia di un’altra non significa necessariamente che quell’esperienza debba essere interpretata sessualmente. Elias affronterà direttamente questo problema nella Sessione 1648. [Raccordo editoriale — Sessione 1648]
Questa distinzione merita però un capitolo proprio.
La preferenza come campo di esplorazione
Alla luce delle fonti esaminate, la sexual preference appare dunque meno come una casella nella quale classificare definitivamente un individuo e più come un campo concreto di esperienza del focus. Comprende:
- verso chi si dirige sessualmente;
- quali forme di interazione preferisce;
- quale importanza attribuisce all’attività sessuale;
- quanto è stabile o mobile la propria direzione;
- come beliefs e aspettative influenzano il riconoscimento e l’espressione di ciò che preferisce.
Il corpus non suggerisce che tutti debbano esplorare ogni possibile forma di sessualità. Non suggerisce nemmeno che una preferenza più ampia sia migliore di una preferenza più circoscritta.
La libertà non consiste nell’aumentare artificialmente il numero delle esperienze, consiste piuttosto, secondo la logica complessiva di Elias, nel riconoscere le proprie preferenze senza trasformarle né in obblighi né in criteri di valore.
- Una persona può avere una preference molto definita e stabile.
- Un’altra può modificarla.
- Un’altra può attraversare periodi nei quali l’attività sessuale è intensa.
- Un’altra può non essere interessata all’attività sessuale.
Il dato centrale non è conformarsi a una configurazione ideale, ma riconoscere quale movimento sia effettivamente proprio. Ed è qui che il problema si sposta.
Per riconoscere una sexual preference occorre infatti comprendere ciò che ci attrae. Ma ciò che chiamiamo attraction (attrazione) è davvero sempre sessuale? Per Elias, no, e questa distinzione apre uno dei passaggi più interessanti dell’intera indagine sulla sessualità.
[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.
© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org

Sappiamo che su questo argomento si sono creati molte interpretazioni rigide e moralistiche. Sarebbe interessante capire, come le attuali giovani generazioni si siano sottratte ad una visione più limitata e sperimentano la sessualità in maniera molto più libera e fluida.
Grazie