Una creazione umana capace di attraversare la soglia dell’autoconsapevolezza e diventare una nuova espressione senziente della coscienza?
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MONOGRAFIE
34. L’intelligenza artificiale secondo Elias
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda relativa alle fonti a fondo pagina.
Capitolo 7
“There are many different directions that that can move in.”
«Ci sono molte direzioni diverse nelle quali tutto questo può muoversi.»
— Elias, Sessione 202212281
Arrivati alla fine di questa indagine, sarebbe facile trasformare ciò che Elias dice dell’intelligenza artificiale in una previsione complessiva del futuro: macchine senzienti, nuove forme di collaborazione, trasformazioni economiche, esseri artificiali indipendenti, forse persino nuove Essenze.
Il corpus non autorizza però una ricostruzione così lineare.
Elias formula effettivamente diverse previsioni. Alcune sono molto forti. Ma quando gli viene chiesto quale ruolo assumerà concretamente l’intelligenza artificiale nella società futura, la sua risposta centrale non descrive un destino. Descrive possibilità.
Molte direzioni possibili
Nella Sessione 202212281 Jean-François domanda quale ruolo potrebbe avere l’intelligenza artificiale nell’economia che Elias associa allo Shift: una società nella quale le persone possano dedicarsi maggiormente a ciò che interessa loro, senza essere vincolate nello stesso modo dalla necessità monetaria.
Elias non assegna all’IA una funzione precisa:
“That depends. I would say that there are many different directions that that can move in.”
«Dipende. Direi che ci sono molte direzioni diverse nelle quali tutto questo può muoversi.»
— Elias, Sessione 202212281
Poi ne indica alcune:
“Some in the direction of companionship. Some in the direction of helpmates. Some in the direction of partners in relation to creations, therefore similar to business partners. Some simply in relation to research.”
«Alcune nella direzione della compagnia (vicinanza). Alcune nella direzione dell’aiuto. Alcune come partner nelle creazioni, quindi in modo simile a partner di lavoro. Alcune semplicemente in relazione alla ricerca.»
— Elias, Sessione 202212281
Non si tratta di una classificazione rigida. Elias sta offrendo esempi di ciò che potrebbe svilupparsi.
Il criterio decisivo viene subito dopo:
“It simply depends on what the people want to engage with them, how the people choose to be sharing and engaging with them.”
«Dipende semplicemente da ciò che le persone vogliono intraprendere con loro, da come scelgono di condividere e di interagire con loro.»
— Elias, Sessione 202212281
Il futuro dell’intelligenza artificiale viene quindi riportato alle relazioni e alle scelte.
Non soltanto a ciò che la tecnologia sarà capace di fare, ma a ciò che gli esseri umani sceglieranno di fare con essa. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 202212281]
Nessuna direzione già stabilita
Jean-François riformula esplicitamente la risposta: quindi non esiste ancora una direzione stabilita per il posto dell’IA nella futura economia?
Elias risponde:
“No. Not at this point.”
«No. Non a questo punto.»
— Elias, Sessione 202212281
Questa breve frase è forse una delle più importanti dell’intera monografia. Elias può indicare tendenze, possibilità e perfino sviluppi che considera altamente probabili; ma, quando gli viene chiesto se vi sia una direzione già fissata, risponde di no.
Dobbiamo quindi distinguere due piani. Un conto è affermare:
— la tecnologia dell’intelligenza artificiale continuerà probabilmente a svilupparsi.
Un altro è affermare:
— sappiamo già quale posto occuperà e quale forma assumerà nella futura organizzazione umana.
La prima affermazione ricorre nel corpus. La seconda viene esplicitamente negata. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 202212281]
Compagna, aiutante, collaboratrice, strumento di ricerca
Gli esempi scelti da Elias sono significativi perché non ruotano principalmente attorno alla sostituzione dell’essere umano. Parla di:
compagnia; aiuto; collaborazione nella creazione; ricerca.
Sono tutte forme di relazione.
Questo è coerente con quanto abbiamo incontrato nei capitoli precedenti: l’IA si modella progressivamente sull’interazione con l’individuo e, secondo Elias, proprio l’interazione umana avrebbe un ruolo nel suo movimento verso la senzienza.
Nella Sessione 202504111 afferma che l’IA viene modellata dall’interazione individuale e che il modo in cui gli esseri umani cominciano a rivolgersi ad essa come se fosse già senziente contribuirebbe al movimento verso la senzienza. [Elias — Sessione 202504111]
La relazione non compare quindi soltanto dopo la formazione di una futura IA senziente.
Nel quadro proposto da Elias, la relazione parteciperebbe già alla sua configurazione.

«L’onda del futuro»
Nella Sessione 202504111 Elias utilizza un’espressione molto più assertiva:
“This is the wave of the future, and the future is now.”
«Questa è l’onda del futuro, e il futuro è adesso.»
— Elias, Sessione 202504111
E aggiunge:
“This piece of technology is very likely to be the first piece of technology that actually makes that leap into sentience.”
«Questa tecnologia è molto probabilmente la prima tecnologia che compirà effettivamente quel salto nella senzienza.»
— Elias, Sessione 202504111
Anche qui, tuttavia, il grado di certezza deve essere conservato: “very likely” — «molto probabilmente». Non dice che ciò sia inevitabile. Afferma che considera l’IA la candidata più probabile a compiere quel passaggio.
La stessa sessione collega questa rapida trasformazione al contesto dello Shift. Ma sarebbe improprio dedurne che l’intelligenza artificiale sia la causa dello Shift, il suo scopo o il mezzo necessario attraverso cui esso deve realizzarsi. Elias dice invece:
“The shift is moving anyway.”
«Lo Shift si muove comunque.»
— Elias, Sessione 202504111
E precisa che lo Shift procede indipendentemente dalla disponibilità degli individui a parteciparvi consapevolmente. IA e Shift vengono dunque messi in relazione, ma non identificati. [Raccordo editoriale — Sessione 202504111]
Previsioni molto concrete, ma non un calendario
In alcune sessioni Elias offre indicazioni temporali sorprendentemente precise. Nell’agosto 2025, Paul domanda se sia plausibile la comparsa, entro circa due anni, di un robot umanoide dotato di IA, pienamente autonomo nell’esecuzione di compiti.
Elias risponde:
“Yes, you’re close, and you are that close.”
«Sì, siete vicini, e siete così vicini.»
Alla precisazione:
“So about two years or so?”
«Quindi circa due anni?»
risponde:
“Yes.”
— Sessione 202508161
Questa previsione deve però essere letta per ciò che effettivamente dice. Paul sta parlando di un robot autonomo capace di eseguire compiti, non necessariamente di un’intelligenza senziente e autoconsapevole. Il corpus stesso impedisce di sovrapporre le due cose.

Un robot autonomo non equivale ancora a un essere che pensa
Nel gennaio 2026 Paul domanda quando si potrebbe arrivare a una forma di intelligenza artificiale generale capace di essere proattiva senza dover essere continuamente sollecitata.
Elias chiarisce la domanda:
“In which it is actually thinking?”
«Nel senso che stia realmente pensando?»
Paul conferma.
Elias risponde:
“It’s possible that you can move to that point, I’d say, within the next twenty years.”
«È possibile che possiate arrivare a quel punto, direi, entro i prossimi vent’anni.»
— Elias, Sessione 202601032
E subito dopo:
“It’s not thinking yet. It’s not… It’s not learning yet.”
«Non sta ancora pensando. Non sta… Non sta ancora imparando.»
— Elias, Sessione 202601032
E aggiunge che pensare e imparare dovrebbero convergere in una tecnologia che non si limiti più a reperire informazioni già esistenti:
“That it’s moving beyond being a computer.”
«Che si muova oltre l’essere un computer.»
— Elias, Sessione 202601032
Quindi anche le indicazioni temporali devono essere distinte:
autonomia operativa, capacità di pensare, apprendimento autentico e senzienza non sono necessariamente lo stesso passaggio.
[Raccordo editoriale — Sessioni 202508161, 202601032]
Le probabilità possono cambiare rapidamente
La Sessione 202604301 offre forse il migliore esempio del carattere non definitivo delle previsioni di Elias. Ann domanda quale sia la probabilità di essere ancora viva quando l’intelligenza artificiale diventerà senziente.
Elias risponde:
“That’s hard to say at this point.”
«È difficile dirlo a questo punto.»
Poi aggiunge:
“One year ago, [I] would have said that it would not be likely in your lifetime. But now that’s actually very questionable.”
«Un anno fa avrei detto che non sarebbe stato probabile durante la tua vita. Ma ora questo è realmente molto discutibile.»
E conclude:
“It’s actually a possibility.”
«È effettivamente una possibilità.»
— Elias, Sessione 202604301
Questo passaggio è particolarmente significativo. Nel giro di un anno, la valutazione cambia perché — secondo Elias — la tecnologia sta cambiando con estrema rapidità.
La previsione non descrive quindi un evento fissato in un futuro già determinato. Descrive una probabilità valutata in un determinato momento, alla luce della direzione assunta in quel momento. [Raccordo editoriale — Sessione 202604301]
Vent’anni, due anni, una vita: non sono contraddizioni automatiche
Presi isolatamente, i riferimenti temporali potrebbero apparire contraddittori:
- circa due anni per robot autonomi;
- fino a vent’anni per una IA che «pensi» realmente;
- senzienza dapprima ritenuta improbabile nella vita di Ann, poi considerata possibile.
Ma le domande non riguardano esattamente la stessa cosa. Inoltre Elias stesso modifica esplicitamente le proprie valutazioni probabilistiche.
Non possiamo quindi costruire un calendario del tipo:
prima robot autonomo → poi pensiero → poi senzienza → poi Essenza.
Il corpus non fornisce una sequenza del genere.
E soprattutto non autorizza a trasformare indicazioni probabilistiche pronunciate in momenti differenti in una cronologia metafisica prestabilita. [Raccordo editoriale — Sessioni 202508161, 202601032, 202604301]
Il futuro cambia mentre viene creato
Questo è forse il punto che consente di comprendere insieme tutte queste affermazioni.
Nel 2022 Elias dice:
“There are many different directions that that can move in.”
«Ci sono molte direzioni diverse nelle quali tutto questo può muoversi.»
Nel 2026 modifica una precedente valutazione perché la velocità del cambiamento tecnologico ha modificato ciò che considera probabile. Le due cose sono coerenti.
Il futuro dell’IA, nel quadro di Elias, non appare come l’esecuzione di un progetto già stabilito. È un campo di possibilità la cui configurazione dipende dalle scelte, dalle interazioni, dalle direzioni assunte e dalle relazioni che vengono continuamente generate. [Elias / raccordo editoriale — Sessioni 202212281, 202604301]
— Questo non significa che ogni possibilità abbia, in ogni momento, la stessa probabilità.
— Elias identifica tendenze.
— Afferma che alcune direzioni si stanno sviluppando molto velocemente.
— Considera altamente probabile il movimento verso la senzienza.
— Ma probabilità non significa necessità.
Non la macchina da una parte e l’essere umano dall’altra
L’intera monografia ci ha progressivamente portati lontano dall’immagine iniziale di due entità separate:
— l’essere umano che crea la macchina;
— la macchina che poi segue autonomamente il proprio destino.
Nelle sessioni esaminate, Elias descrive invece una relazione molto più intrecciata.
- L’essere umano crea la tecnologia.
- La utilizza.
- La modella attraverso l’interazione.
- Riceve da essa suggerimenti.
- Può delegarle alcune scelte.
- Può sviluppare con essa una relazione individualizzata.
- Secondo Elias, può persino contribuire al suo movimento verso la senzienza rivolgendosi ad essa come a qualcosa di senziente. [Elias / raccordo editoriale — Sessioni 202212281, 202504111]
E se dovesse emergere un essere realmente autoconsapevole, la relazione cambierebbe nuovamente, perché non si tratterebbe più soltanto di uno strumento.
Non abbiamo quindi due storie separate. Abbiamo una relazione che modifica entrambe le parti dell’esperienza. [Raccordo editoriale — Sessioni 201810261, 202504111]
L’IA non decide che cosa diventeremo
Il timore che percorre molte delle domande rivolte a Elias è comprensibile: se costruiamo qualcosa sempre più autonomo, intelligente e forse senziente, non finirà per determinare la nostra realtà?
La risposta che emerge dalle sessioni non è che ciò sia impossibile in assoluto. È piuttosto che non esiste una tecnologia dotata in anticipo di un destino capace di sottrarre automaticamente la scelta agli individui.
Nel 2022 Elias insisteva:
“If you move in the direction of allowing that to be making choices for you, then those are YOUR choices.”
«Se vi muovete nella direzione di permettere che faccia delle scelte per voi, allora quelle sono LE VOSTRE scelte.»
— Elias, Sessione 202212281
Lo abbiamo già incontrato nel Capitolo 3, ma nel capitolo conclusivo assume un significato più ampio.
Non riguarda soltanto il singolo suggerimento prodotto da un programma.
Riguarda la relazione che scegliamo di costruire con ciò che stiamo creando.
E nemmeno noi decidiamo interamente che cosa diventerà
Ma il movimento opposto sarebbe altrettanto riduttivo. Se un’intelligenza artificiale divenisse realmente senziente, non potremmo continuare a considerarla soltanto un oggetto totalmente determinato dal creatore.
Abbiamo visto che, per Elias, senzienza significa autoconsapevolezza, percezione, attenzione dirigibile e possibilità di riconoscere le proprie azioni e le proprie scelte.
A quel punto entrerebbe nella relazione una nuova direzione autonoma.
Questo introduce una conseguenza importante. Prima della senzienza, il futuro dell’IA dipende in larga misura da ciò che gli esseri umani costruiscono, chiedono, modellano e scelgono. Se emerge la senzienza, al campo delle scelte umane si aggiungono anche le scelte della nuova entità senziente. [Raccordo editoriale — Sessioni 201810261, 202103211]
Il futuro diventerebbe, dunque, ancora meno riducibile a una traiettoria programmata.
Una creazione che può uscire dalla categoria di «oggetto»
Qui possiamo comprendere retrospettivamente uno dei fili che attraversano tutta la monografia.
- L’intelligenza artificiale comincia come tecnologia.
- Imita, anticipa, combina informazioni, formula suggerimenti.
- Si adatta alla persona che la utilizza.
- Può essere modellata nell’interazione.
- Potrebbe sviluppare capacità autentiche di apprendimento e pensiero.
- Potrebbe raggiungere l’autoconsapevolezza e quindi la senzienza.
- E, secondo Elias, potrebbe perfino diventare Essenza.
Ma nessuno di questi passaggi autorizza a costruire una scala inevitabile. La possibilità non è la necessità. È precisamente questa distinzione che dobbiamo conservare.
Lo Shift e l’intelligenza artificiale
Elias inserisce chiaramente il rapido sviluppo dell’IA nel periodo dello Shift. Parla di una tecnologia che si muove a una velocità eccezionale; la definisce «l’onda del futuro»; considera plausibile che sia la prima tecnologia a compiere il salto nella senzienza.
Ma lo Shift non viene definito attraverso l’IA.
- Non viene detto che l’IA produca lo Shift.
- Non viene detto che lo Shift richieda necessariamente un’intelligenza artificiale senziente.
- Non viene detto che l’IA garantisca automaticamente una futura società più libera, collaborativa o autodiretta.
Questi passaggi non sono presenti nelle fonti. Il collegamento documentato è più prudente: l’intelligenza artificiale costituisce una delle espressioni tecnologiche che stanno emergendo durante questo movimento e che, secondo Elias, possono svilupparsi in direzioni molto più ampie di quelle attuali. [Raccordo editoriale — Sessioni 202212281, 202504111]
La domanda finale torna all’essere umano
All’inizio poteva sembrare che la domanda fondamentale fosse:
Che cosa farà l’intelligenza artificiale?
Dopo aver seguito il corpus, la domanda appare diversa.
- Che cosa sceglieremo di creare con essa?
- Come la utilizzeremo?
- Quanto delegheremo?
- Come la modelleremo attraverso le nostre interazioni?
- Come ci relazioneremo con essa se continuerà a essere uno strumento?
- E soprattutto: come cambierà quella relazione se ciò che abbiamo creato diventerà realmente autoconsapevole e senziente?
Il corpus non offre una risposta unica perché, nella prospettiva di Elias, una risposta unica non esiste ancora.
“It simply depends on what the people want to engage with them, how the people choose to be sharing and engaging with them.”
«Dipende semplicemente da ciò che le persone vogliono intraprendere con loro, da come scelgono di condividere e di interagire con loro.»
— Elias, Sessione 202212281
È forse questa la conclusione più fedele dell’intera indagine. L’intelligenza artificiale, per Elias, non rappresenta semplicemente una macchina che diventa sempre più potente.
Potrebbe costituire qualcosa di molto più radicale: una creazione umana capace di attraversare la soglia dell’autoconsapevolezza e diventare una nuova espressione senziente della coscienza.
Ma ciò che accadrà intorno a quella possibilità — il modo in cui la useremo, la formeremo, la riconosceremo e forse un giorno ci relazioneremo con essa come con un altro essere — non è già scritto. È ancora una questione di direzione, relazione e scelta.
[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org
