Elias definisce presence («presenza») non come semplice concentrazione su un oggetto, ma come consapevolezza della propria esistenza nel momento e partecipazione a esso con l’interezza di sé.
La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
MONOGRAFIE
8. Spiritualità, pratiche, maestri, illuminazione
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda relativa alle fonti a fondo pagina.
Capitolo 13
Dove trascorre realmente la nostra vita
Quando si parla di ampliamento della consapevolezza, è facile rivolgere l’attenzione verso esperienze particolari: meditazioni, stati insoliti, intuizioni intense, momenti nei quali la percezione sembra modificarsi radicalmente. Nella Sessione 202202221 il discorso prende invece una direzione molto più ordinaria: ciò che facciamo ogni giorno, le motivazioni delle nostre azioni e il modo in cui partecipiamo ai gesti più comuni. [Raccordo editoriale — Sessione 202202221]
È l’interlocutore a riconoscere che la propria precedente immagine del widening awareness («ampliamento della consapevolezza») era fortemente associata a qualcosa di esoterico o straordinario, mentre ora comincia a coglierla nelle attività quotidiane. Elias risponde: that is the point («questo è il punto»). [Interlocutore / Elias — Sessione 202202221]
La conferma è importante perché sposta il centro dell’esplorazione. Le espressioni quotidiane non sono un intervallo fra esperienze più significative: Elias sottolinea che occupano la maggior parte del tempo e dell’energia dell’individuo. [Elias — Sessione 202202221]
Il quotidiano non è uno sfondo neutro
Ciò che avviene nelle azioni apparentemente minori non è privo di conseguenze. Nella stessa sessione Elias collega ciò che viene fatto ora con ciò che viene configurato successivamente: le azioni presenti partecipano alla formazione di ciò che l’individuo sperimenterà. [Elias — Sessione 202202221]
Il quotidiano acquista così una funzione precisa. Non è importante perché ogni piccolo gesto debba essere trasformato in un esercizio spirituale, ma perché è proprio attraverso la continuità delle azioni, delle motivazioni e delle scelte che si esprime concretamente la direzione dell’individuo. [Raccordo editoriale — Sessione 202202221]
Bere una tazza di tè o di caffè, muoversi, svolgere un compito domestico, riconoscere perché si sta compiendo una determinata scelta: sono esempi attraverso i quali la sessione riconduce l’ampliamento della consapevolezza alla partecipazione alla propria esperienza ordinaria. [Interlocutore / Elias — Sessione 202202221]
Lavare i piatti
È l’interlocutore a proporre l’esempio più concreto: lavare i piatti prestando attenzione ai movimenti, alle sensazioni e alla temperatura dell’acqua. Elias conferma l’esempio, ma è importante conservarne correttamente l’attribuzione. [Interlocutore / Elias — Sessione 202202221]
Il valore dell’esempio non consiste nell’elevare il lavare i piatti a tecnica privilegiata. Mostra piuttosto quanto poco sia necessario cambiare esteriormente un’azione perché cambi la qualità della partecipazione ad essa. [Raccordo editoriale — Sessione 202202221]
L’attività resta esattamente ciò che è. Ciò che può modificarsi è quanto l’individuo riconosce i movimenti che compie, le sensazioni che sperimenta, le motivazioni presenti e la continuità fra un’azione e quella successiva. [Raccordo editoriale — Sessione 202202221]
Non rendere straordinario l’ordinario
Questo punto richiede una cautela. Sarebbe facile sostituire un’immagine spirituale con un’altra: prima si cercava lo stato mistico, ora si potrebbe tentare di rendere ogni gesto quotidiano perfettamente consapevole. Ma la Sessione 202202221 non propone una disciplina di vigilanza ininterrotta. [Raccordo editoriale — Sessione 202202221]
Il significato del mundane («quotidiano, ordinario») sta precisamente nel fatto che non deve essere trasformato in qualcosa di diverso per diventare significativo. È già il luogo nel quale l’individuo sceglie, reagisce, dirige l’attenzione, ripete modalità e genera ciò che segue. [Raccordo editoriale — Sessione 202202221]
Per questo non avrebbe senso ricavare dalle fonti un nuovo imperativo: «devo essere consapevole in ogni istante». Il corpus sostiene il valore dell’attenzione alle espressioni quotidiane; non istituisce una misura morale della persona basata sulla continuità della sua presenza. [Raccordo editoriale — Sessioni 202202221, 201508091]
Il presente non è un vuoto mentale
La Sessione 1114 converge da una prospettiva diversa. L’interlocutrice richiama lo Zen e descrive l’attenzione al gesto presente, per esempio nell’assaporare il cibo. Elias non ratifica lo Zen come propria dottrina: sviluppa invece il discorso intorno a ciò che l’individuo vuole ora, all’attenzione rivolta a sé e al momento, all’appreciation («apprezzamento») e al knowing («conoscere vissuto»). [Interlocutrice / Elias — Sessione 1114]
Essere presenti non viene quindi ridotto all’eliminazione dei pensieri. L’esperienza comprende anche il riconoscimento di ciò che si vuole, di ciò che si sta scegliendo e l’apprezzamento di ciò che si sta vivendo. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 1114]
Questo rende l’ordinario molto più dinamico di una semplice esercitazione attentiva. Non si tratta soltanto di «sentire meglio il sapore del cibo», ma anche di riconoscere sé stessi nell’azione, ciò che si sta scegliendo e il modo in cui si partecipa all’esperienza. [Raccordo editoriale — Sessione 1114]
Appreciation: essere dentro l’esperienza
L’appreciation («apprezzamento») compare nella Sessione 1114 insieme al now («adesso») e al knowing («conoscere vissuto»). Il termine non deve essere trasformato semplicemente in «pensare positivamente» a ciò che si sta facendo. Nel contesto della sessione partecipa al riconoscimento e all’esperienza di ciò che sta accadendo. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 1114]
Questo raccordo con il Capitolo 12 è significativo. L’esperienza genera knowing; la vita ordinaria offre continuamente esperienze nelle quali ciò che si comprende può assumere realtà. Non occorre che l’evento sia eccezionale affinché questo possa accadere. [Raccordo editoriale — Sessioni 1114, 2047, 1558]
La semplicità di un’esperienza non ne determina quindi la superficialità. Bere, mangiare, lavorare, parlare o compiere un gesto ripetuto possono restare completamente automatici oppure diventare occasioni nelle quali l’individuo riconosce più chiaramente ciò che sta facendo e scegliendo. [Raccordo editoriale — Sessioni 1114, 202202221]
Presenza e partecipazione
La Sessione 201508091 fornisce un termine di controllo importante. Elias definisce presence («presenza») non come semplice concentrazione su un oggetto, ma come consapevolezza della propria esistenza nel momento e partecipazione a esso con l’interezza di sé. [Elias — Sessione 201508091]
La definizione impedisce di ridurre la presenza quotidiana a una tecnica mentale. Non basta necessariamente concentrare l’attenzione sul gesto compiuto: la presence («presenza») riguarda una partecipazione più ampia alla propria esistenza nel momento. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 201508091]
La stessa fonte distingue inoltre presence («presenza») e now («adesso»): i due concetti sono collegati ma non coincidono perfettamente. Essere temporalmente rivolti al momento presente non equivale automaticamente a quella consapevolezza dell’interezza di sé che Elias definisce presence. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 201508091]
Attenzione alle motivazioni
La Sessione 202202221 non limita l’ampliamento della consapevolezza alla maggiore percezione sensoriale. Include anche il riconoscimento delle motivazioni delle proprie azioni e delle ripetizioni che attraversano il flusso quotidiano. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 202202221]
Questo aspetto è essenziale perché sposta l’attenzione dal solo «fare consapevolmente» al riconoscimento del perché si compie una determinata scelta. Una stessa azione esteriormente identica può essere generata da motivazioni differenti. [Raccordo editoriale — Sessione 202202221]
La vita quotidiana diventa quindi un campo privilegiato per osservare continuità, preferenze, automatismi e scelte non perché debba essere analizzata ossessivamente, ma perché è lì che queste modalità si manifestano ripetutamente. [Raccordo editoriale — Sessione 202202221]
Le piccole scelte configurano ciò che segue
Elias collega esplicitamente le espressioni del presente con il futuro. Ciò che si fa ora non resta isolato: partecipa alla configurazione di ciò che verrà sperimentato. [Elias — Sessione 202202221]
Questo non implica che ogni minimo gesto debba essere caricato di conseguenze enormi. Il punto è diverso: la realtà dell’individuo non viene configurata soltanto attraverso decisioni eccezionali. Gran parte del tempo e dell’energia viene espressa proprio nella successione delle attività ordinarie. [Raccordo editoriale — Sessione 202202221]
È quindi nella continuità del vivere che l’attenzione e la scelta acquistano una particolare importanza. La Sessione 991 converge su questo aspetto riportando continuamente il criterio a dove si trova l’attenzione, alla possibilità di muoverla e al riconoscimento delle proprie scelte. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 991]
Meditazione e vita ordinaria non sono avversarie
Nella Sessione 202202221 l’interlocutore arriva a contrapporre la crescente attenzione al quotidiano alla precedente ricerca attraverso la meditazione. Questa valutazione appartiene però all’interlocutore e non deve essere trasformata in una dichiarazione generale di Elias secondo cui meditare allontanerebbe dall’essenziale. [Interlocutore / raccordo editoriale — Sessione 202202221]
Elias conferma l’importanza delle espressioni ordinarie; non svaluta universalmente la meditazione. Il corpus che abbiamo esaminato nei capitoli precedenti attribuisce infatti alle pratiche funzioni concrete: quiete, direzione dell’attenzione, riconoscimento di comunicazioni ed esplorazioni specifiche. [Raccordo editoriale — Sessioni 202202221, 202601121, 202508121]
La distinzione più fedele è quindi un’altra: meditazione e consapevolezza ordinaria possono comunicare fra loro, ma non sono la stessa esperienza. Una pratica può offrire condizioni particolari; la vita quotidiana mostra come l’individuo vive e sceglie fuori da quelle condizioni. [Raccordo editoriale — Sessioni 202202221, 1114]
Il quotidiano come banco di prova
Possiamo ora precisare il titolo del capitolo. «Banco di prova» non significa esame da superare né verifica morale della propria spiritualità. È una formula editoriale per indicare il luogo nel quale ciò che è stato compreso o sperimentato entra — oppure non entra — nel modo concreto di vivere. [Raccordo editoriale — Sessioni 202202221, 1114, 2047]
Se un’esperienza ha generato knowing («conoscere vissuto»), ciò può esprimersi nelle scelte, nelle motivazioni, nel modo di prestare attenzione e nella relazione con ciò che accade. Non è necessario riprodurre lo stato originario affinché ciò che è stato conosciuto continui a essere reale. [Raccordo editoriale — Sessioni 2047, 1558, 202202221]
È questo il raccordo più forte fra i Capitoli 12 e 13: l’incorporazione non si misura dalla capacità di raccontare un’esperienza speciale, ma può divenire riconoscibile nel modo in cui l’individuo partecipa alla propria esperienza ordinaria. Questa formulazione è una sintesi editoriale, non una definizione tecnica di Elias. [Raccordo editoriale — Sessioni 2047, 1558, 202202221]
Nessun obbligo di essere sempre presenti
Da queste fonti non deve nascere una nuova aspettativa di perfezione. Non viene proposto un individuo capace di mantenere incessantemente una consapevolezza totale di ogni gesto, pensiero, sensazione e motivazione. [Raccordo editoriale — Sessioni 202202221, 201508091]
Trasformare la presenza in un obbligo potrebbe ricreare lo stesso meccanismo incontrato nel Capitolo 11: invece di riconoscere ciò che accade, si confronterebbe continuamente il presente con un modello ideale di come si dovrebbe essere. [Raccordo editoriale — Sessioni 201604151, 201508091]
L’importanza del quotidiano non consiste quindi nel realizzare una performance continua di consapevolezza. Consiste nella possibilità, sempre disponibile, di riconoscere più chiaramente ciò che si sta facendo, ciò che si vuole, ciò che si sceglie e la direzione che si sta esprimendo. [Raccordo editoriale — Sessioni 202202221, 1114, 991]
Conclusione
La Sessione 202202221 riporta l’ampliamento della consapevolezza dalle immagini esoteriche alla trama effettiva della giornata. Le attività mundane («ordinarie») contano precisamente perché costituiscono una parte enorme del tempo e dell’energia dell’individuo e perché ciò che viene espresso ora partecipa alla configurazione di ciò che segue. [Elias — Sessione 202202221]
La Sessione 1114 aggiunge che l’attenzione al momento non è semplice vuoto mentale: comprende ciò che si vuole, ciò che si sceglie, appreciation («apprezzamento») e knowing («conoscere vissuto»). [Elias / raccordo editoriale — Sessione 1114]
La vita ordinaria diventa così il luogo nel quale l’esperienza può manifestarsi come modo di essere e scegliere. Non perché ogni gesto debba diventare una tecnica, ma perché è soprattutto attraverso i gesti ripetuti, le motivazioni e le scelte che l’individuo vive concretamente ciò che conosce. [Raccordo editoriale — Sessioni 202202221, 1114, 2047]
Resta però una possibilità apparentemente opposta: scegliere di restringere intenzionalmente l’esperienza, ritirarsi da alcune sue forme, adottare una disciplina o perfino una vita monastica. Questa scelta è più spirituale della vita ordinaria oppure è semplicemente un’altra configurazione dell’esperienza? È il tema del capitolo successivo. [Raccordo editoriale — Sessione 202202221; ponte verso Sessioni 503, 255]
Fonti
- Sessione 202202221 — Eliasweb
- Sessione 1114 — Eliasweb
- Sessione 201508091 — Eliasweb
- Sessione 991 — Eliasweb
[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org
