Cerchio Firenze 77: fasi dell’evoluzione individuale 34

[…] Noi abbiamo fissato delle fasi nell’evoluzione di questo essere che abbiamo chiamato «individuo».

Libri del Cerchio Firenze 77 con l’insegnamento fondamentale:
Dai mondi invisibili
Oltre l’illusione
Per un mondo migliore
Le grandi verità
Oltre il silenzio
La Fonte preziosa
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File vocali originali del CF77 dal 1965 al 1984
L’Opera Omnia del CF77

Durante la prima di esse egli anima nel piano fisico forme di vita inferiori all’umana; durante questa fase si organizzano i corpi, gli strumenti che gli serviranno nella fase successiva. Si forma il corpo astrale che gli dà la percezione delle sensazioni, emozioni, desideri; il corpo mentale che gl’insegna a ricordare le esperienze vissute, a cercare di ripeterle o a prevenirle.

Nella seconda fase di evoluzione l’individuo anima forme umane; durante questa, servendosi degli strumenti che si è formato nella trasmigrazione nelle vite inferiori all’umana, egli ha delle esperienze che formano la sua coscienza, quella che noi abbiamo chiamata coscienza individuale. Naturalmente la completa costituzione di essa occupa l’intero arco delle molteplici incarnazioni di un individuo come uomo e il modo come si costituisce è quello che prima abbiamo accennato.

Coscienza individuale costituita significa press’a poco avere fatto proprio, perché divenuto intimo «sentire», l’insegnamento dell’altruismo, dell’amore al prossimo, epilogo del quale il senso del proprio dovere rappresenta la prima tappa. Significa amare il prossimo come se stesso. E dopo?

A voi sembra che un uomo che così «senta», un uomo che riesca a essere buono e giusto, sia già meritevole di partecipare alla gloria di Dio. Ma non è cosi. Altri destini lo attendono.
A questo punto l’individuo è interamente costituito tanto che ha coscienza di sé, ma nello stesso tempo comprende di non essere il centro dell’Universo; egli non è che una goccia in un infinito mare. E ne è tanto convinto che ama tutte le altre gocce a lui simili, verso le quali nutre un senso di profondo amore, ma con le quali ancora non si è immedesimato.

«Allora – direte voi – che cosa fa, materialmente, l’uomo che ha costituito la propria coscienza individuale, per giungere alla coscienza cosmica?».
Noi abbiamo visto che la coscienza individuale costituita dà un profondo senso del dovere, un essere altruista, amare il prossimo nostro come se stessi; che cosa significa invece «coscienza cosmica»?

  • Significa «sentire» in termini cosmici; sentire il Cosmo come un «tutto» del quale l’individuo fa parte in maniera viva.
  • Significa non solo essere convinti di far parte del Cosmo, ma vivere di questa partecipazione, sentirsi sangue di questo Cosmo;
  • partecipare in modo attivo e inequivocabile alla vita del Cosmo;
  • vederla nella sua eterna esistenza e nel suo mai trascorrere.
    Questo è il significato che si può dire con parole umane.

Ma – ecco la vostra domanda – come si perviene a questa coscienza cosmica?
Voi sapete che il Cosmo mai trascorre, ma che è l’individuo che ha l’illusione di trascorrere perché inserito in una gamma di «sentire». E allora, quando sperimenta il «sentire» che corrisponde alla coscienza individuale costituita, tocca una tappa che prelude a una fase del tutto diversa: immedesimazione coi «sentire» degli altri. Noi abbiamo chiamato questa fase: «intendere il significato della storia».

Facendo un esempio paragonammo i «sentire individuali» alle lettere dell’alfabeto
con cui è scritto un libro. Dicemmo che nell’illusoria successione del «sentire» le lettere compaiono non nella progressione in cui le ha vergate lo scrittore, ma secondo l’ordine progressivo occupato rispettivamente nell’alfabeto. Saranno stampate prima tutte le lettere «a» in qualunque pagina si trovino, poi le «b» e così via. Sicché il senso della storia che è narrata nel libro, non potrà essere compreso fino a che tutte le lettere dell’alfabeto non saranno comparse. Cioè finché non sarà completato l’intero ciclo di susseguirsi delle lettere stampate.

Così quando l’individuo è pervenuto a costituire la sua coscienza individuale, deve pervenire a leggere il senso della storia cosmica, e ciò significa vivere, compenetrare, scorrere come sangue nelle vene del Cosmo al quale appartiene. «Sentire» non già come ha «sentito» fino ad allora attraverso ai suoi veicoli; ma «sentire» di coscienza costituita da tutti i «sentire» del Cosmo.

Dall’alto verso il basso: non più dal basso verso l’alto. Questa è la terza fase dell’evoluzione individuale. Ma la mèta finale non è ancora toccata. Lo sarà quando con lo stesso processo «sentirà» tutti i Cosmi, perché l’individuo è chiamato ad avere una «coscienza assoluta», a «sentire» tutti i Cosmi, il «tutto», cioè l’Assoluto stesso, attraverso ad analogo processo: dall’alto verso il basso. Come ultimo episodio di questo vivere e partecipare, è la «coscienza assoluta», è Dio stesso, è il cessare di ogni scorrere che illusoriamente si può percepire. È l’Eterno Presente, è l’Infinita Presenza. È il Tutto, l’Assoluto.

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