Cerchio Firenze 77: le diverse possibilità di scelta 23

[…] Pensate, per portarvi a questo punto di conoscenza ci sono voluti venti anni ed era una conoscenza accessibile che non esulava dalla logica umana. Qui, invece, si tratta di vedere la Realtà da un punto di vista del tutto inusitato.

Libri del Cerchio Firenze 77 con l’insegnamento fondamentale:
Dai mondi invisibili
Oltre l’illusione
Per un mondo migliore
Le grandi verità
Oltre il silenzio
La Fonte preziosa
– Insegnamento filosofico del Cerchio Firenze 77,indice generale dei temi e dei post della categoria “Contemplare il paradigma” di questo sito. Contemplazioni di uma.
– Libri del Cerchio Firenze 77: indice dei commenti di E.Ruggini su YouTube con indicazione dei temi e riassunto vocale di alcuni minuti del contenuto di ciascun commento.
File vocali originali del CF77 dal 1965 al 1984
L’Opera Omnia del CF77

Perciò, per il momento, dobbiamo parlare per principi. Quando vi enunciammo il principio della non contemporaneità del «sentire», questa Verità vi parve strana; e via via, attraverso a spiegazioni, a discussioni, qualcuno di voi – per non dire tutti, o quasi – si è impossessato di questa Verità, prima conosciuta come semplice enunciazione di principi. Per «impossessato» intendo avere capito, non assimilato o compreso. Siamo nell’ambito del capire e accontentiamoci di questo. Del resto è un punto di passaggio obbligato: se l’uomo prima non capisce, mai arriverà a comprendere. Attenzione, consapevolezza, comprensione. È vero? Verità ancora valida.

Ora siamo giunti all’enunciazione di un altro principio: quello delle «varianti». Principio che per taluno di voi può sembrare superfluo o addirittura costituire motivo di confusione. Ebbene, se questo può sembrarvi una zeppa, qualcosa che turba il quadro che ora dell’insegnamento vi siete fatti, vuol dire che non avete capito giustamente. Vuol dire che voi date al libero arbitrio un’interpretazione del tutto soggettiva, cioè pensate che l’individuo sia libero solo perché crede di esserlo, ma che in effetti non abbia alcuna libertà.

Ciò non è tutta la Verità; infatti l’individuo non è libero – sempre di quella porzione di libertà relativa — solo perché crede di essere libero; ma perché crede di essere libero e perché ha un’effettiva possibilità di scelta. Certo quando l’individuo subisce un karma non possiamo parlare di scelte, ma veniamo a un esempio pratico. Le scelte che può fare l’individuo uomo e che veramente corrispondano a una sua effettiva libertà, non possono essere tali da sconvolgere totalmente la sua esistenza. Nella vita di un uomo quella che apparentemente può sembrare una scelta le cui conseguenze hanno radicalmente mutato la sua esistenza, in effetti non costituiva una sua libertà. L’uomo non ha la libertà così grande da mutare totalmente la sua esistenza. Se la sua esistenza cambia completamente vuol dire che quello era il suo destino, cioè quello doveva fare e non quello poteva fare.

[…] Quando l’uomo ha di fronte a sé la possibilità di scegliere, può darsi che ciò corrisponda al vero, a una sua effettiva libertà di scelta, soprattutto se le scelte non sono di una portata tale da mutare radicalmente la sua esistenza. Così, egli può godere di due tipi di libertà: una libertà effettiva anche se relativa, e una libertà supposta; la prima quando le sue scelte corrispondono a una reale possibilità di scelta, la seconda quando questa possibilità è in effetti solo supposta.

Ebbene questa sera dobbiamo enunciare il principio che il primo tipo di libertà (effettiva, ndr) si concretizza nell’esistenza dell’uomo, vista secondo l’esempio della bobina cinematografica, con tanti spezzoni (varianti) di film quante sono le effettive possibilità di scelta.
Tutti gli spezzoni confluiscono, poi, nuovamente nella pellicola che ritorna a essere una, ma tutti esistono allo stesso modo anche se uno solo sarà quello che rappresenta la scelta seguita dall’uomo.
Continua nella pagina seguente…

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