Cerchio Firenze 77: Individualità e Individuo 19

[…] Certe affermazioni che possiamo fare oggi, se fossero state fatte una volta vi avrebbero lasciati esterrefatti.

Fonte: Tempo del piano fisico o della consapevolezza, dal libro: Cerchio Firenze 77, Oltre l’illusione, ed. Mediterranee.

Libri del Cerchio Firenze 77 con l’insegnamento fondamentale:
Dai mondi invisibili
Oltre l’illusione
Per un mondo migliore
Le grandi verità
Oltre il silenzio
La Fonte preziosa
– Insegnamento filosofico del Cerchio Firenze 77,indice generale dei temi e dei post della categoria “Contemplare il paradigma” di questo sito. Contemplazioni di uma.
– Libri del Cerchio Firenze 77: indice dei commenti di E.Ruggini su YouTube con indicazione dei temi e riassunto vocale di alcuni minuti del contenuto di ciascun commento.
File vocali originali del CF77 dal 1965 al 1984
L’Opera Omnia del CF77

Prendere ad esempio quello che vi abbiamo detto della Terra, e cioè che al termine di un periodo durante il quale è ricettacolo dell’incarnazione di diverse razze, sarà sommersa dalle acque. Così è scritto nella storia del piano fisico, del Cosmo fisico. Ebbene se, guardando nel tempo del «mondo degli individui», vi dicessi che mentre voi «sentite» questi fotogrammi che rappresentano la Terra quale voi la vedete, vi sono altri individui che sentono e vivono fotogrammi nei quali la Terra è rappresentata sommersa dalle acque, ed essi la stanno circumnavigando con un veicolo siderale, certo che voi comprendereste come ciò può avvenire. Ma questa stessa notizia detta a chi non sa che il Cosmo fisico è già tutto emanato, può destare enorme stupore.

[…] Vogliamo ancora precisare bene il concetto di Scintilla divina, individualità, individuo. Vi abbiamo detto che il «piano degli individui» è il piano akasico, il piano della coscienza, il piano
del «sentire», è vero? Vi abbiamo anche detto che questo «sentire», inteso come consapevolezza, scende nei piani più densi nei quali l’individuo ha ubicato un veicolo; così se noi prendiamo in esame un individuo incarnato, la sua consapevolezza è nel piano fisico, piano più denso nel quale egli ha un veicolo.

Alla morte di questo veicolo fisico, non essendovi più un veicolo nel piano fisico, la consapevolezza dell’individuo passa nel piano astrale e cosi via; abbandonato il veicolo astrale, passa nel piano mentale. Che cosa vuol dire «alla morte del veicolo fisico»? Vuol dire che quando l’individuo avrà spostato la sua consapevolezza a quei fotogrammi del piano fisico nel quale il suo corpo fisico è rappresentato moribondo e infine morto – cioè chiuso a percepire il piano fisico – la sua consapevolezza passerà ai fotogrammi del piano astrale nei quali il suo veicolo astrale è rappresentato come ridestantesi al mondo che lo circonda. E poiché così è rappresentato, percepirà cosa è attorno a lui, al corpo astrale, nel piano astrale.

Che cos’è l’individuo? Nominalmente l’individuo è quello che noi abbiamo definito «corpo akasico», è vero? Ma dico «nominalmente», perché questo corpo akasico può essere collegato a un corpo mentale, un corpo astrale e un corpo fisico, è vero? Comunque il «clou» è il corpo akasico; e questo torna con quanto vi abbiamo fino a oggi detto e cioè che l’individuo è un essere, un abitatore del Cosmo. In altre parole, l’individuo non prevarica il Cosmo.

L’individualità dov’è ubicata? Vi abbiamo detto che l’individualità – ancora lo ripetiamo – è Giano bifronte. È, per così dire, al confine, al limite del Cosmo. Ne è al di fuori in quanto non segue una successione; né la si voglia considerare successione di «sentire», né tanto meno successione di tempo, per così dire, che poi abbiamo visto non esistere. Se una successione c’è, l’unica è quella del «sentire individuale» ed è attraverso a questa successione del «sentire individuale» che si percepisce illusoriamente la successione del tempo nel piano fisico.

Non è, quindi, l’individualità appartenente al Cosmo, perché in lei non vi è una successione di «sentire»; pur tuttavia, vi è una rappresentazione di varie fasi tutte vissute e sentite in un unico «sentire ». Abbiamo detto «contemporaneamente», ma possiamo dire «in una sola volta». In una sola volta, «simultaneamente», come preferite.

In questo «unico sentire in una volta», vi sono però tante fasi di «sentire» che vanno da un sentire «potenza» a un sentire «atto».
L’individualità ha una fase della sua vita, del suo «sentire», che fa parte dell’Assoluto ed è la Scintilla divina; la Scintilla divina che è oltre il Cosmo e oltre i limiti del Cosmo. Fra Scintilla divina – che è virtuale frazionamento dell’Assoluto – e Assoluto esiste tuttavia un’enorme differenza di esistere.

Non vi sono parole per trovare distinzione fra l’Assoluto per antonomasia e l’Assoluto definito come Scintilla divina; comunque pensate che, in qualche modo, la Scintilla divina, dell’Assoluto, ne è un virtuale frazionamento. Cerchiamo, per distinguerla, di definirla —se è possibile – in questo modo. E infine vi è l’Assoluto per antonomasia che tutto comprende: il Tutto, è vero, figli e fratelli? Il Tutto, che è più della somma del Tutto. E questo lo sapete, abbiamo tante volte parlato di questo argomento difficilissimo.
Continua nella pagina successiva…

2 commenti su “Cerchio Firenze 77: Individualità e Individuo 19”

  1. Dopo aver letto la continuazione del post ( pag.2) finalmente mi si è chiarito il concetto di individualità, grazie anche al commento di Uma.

    Rispondi
  2. Il concetto di individuo ed individualità è stato affrontato più volte sia dal CF che dal CI, e fra le diverse definizioni è difficile trovare la quadra.
    L’esempio più semplice è quello della collana, il filo è la individualità, le perle sono gli individui, ma questo esempio tiene fuori la Scintilla e come le individualità “diventino” individui.
    Forse, per me, la spiegazione che capisco di più è quella contenuta nel Libro di François quando parla delle fusioni.

    Rispondi

Lascia un commento