Elias: Common, intermediate e soft: tre configurazioni della percezione [E246]

Common, intermediate e soft non classificano ciò che una persona fa: indicano il modo di fondo attraverso cui essa configura l’esperienza.

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MONOGRAFIE
9. La sessualità secondo Elias
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Capitolo 3

Se orientation (orientamento) non indica, nel lessico maturo di Elias, l’eterosessualità, l’omosessualità o la bisessualità, occorre comprendere che cosa indichino allora le tre categorie che egli introduce nel 1999: common (comune), intermediate (intermedio) e soft (soft).

La risposta più semplice è anche la più importante: indicano tre differenti configurazioni della perception (percezione).

Non descrivono tre tipi di comportamento sessuale, tre personalità, tre generi o tre forme di attrazione. Descrivono tre modi fondamentali attraverso i quali il focus organizza la propria relazione con se stesso e con la realtà che crea.

Nella Sessione 377 Elias introduce la nuova terminologia proprio per separare l’orientamento dalle precedenti associazioni con male, female e homosexual — maschile, femminile e omosessuale. Gender e orientation, precisa, sono «quite different expressions — espressioni molto differenti».
— Il gender (genere) riguarda la configurazione corporea;
— l’orientation riguarda invece ciò che influenza complessivamente la perception: come il focus vede se stesso, come interagisce con se stesso, come vede gli altri e come interagisce con il mondo. [Raccordo editoriale — Sessione 377]

Nella Sessione 381 la definizione viene ulteriormente stabilizzata. Elias afferma che orientation è un «ingrediente» della perception e che la perception è precisamente ciò attraverso cui l’individuo crea la propria realtà. Le tre orientations corrispondono quindi, nelle sue parole, a tre differenti modi di percepire se stessi e il proprio mondo e di interagire con essi. [Raccordo editoriale — Sessione 381]

Questo è il punto da mantenere fermo durante tutto il capitolo.
Common, intermediate e soft non classificano ciò che una persona fa: indicano il modo di fondo attraverso cui essa configura l’esperienza.

Elias denomina common (comune) il primo orientamento perché lo considera quantitativamente il più diffuso nella dimensione fisica. Il termine non significa normale, corretto o maggiormente sviluppato: significa semplicemente, nella sua scelta linguistica, più frequente. [Raccordo editoriale — Sessione 381]

La caratteristica centrale del common è una perception che tende a organizzarsi verso l’esterno.
Nelle prime spiegazioni Elias associa questo orientamento a ciò che viene prodotto e manifestato nella realtà fisica: oggetti, strutture, forme, produzioni artistiche, invenzioni, tecnologia, meccanica. L’attenzione tende verso ciò che può essere proiettato dall’interno e configurato esternamente. [Raccordo editoriale — Sessioni 378, 381]

Non significa che il common sia necessariamente materialista, pratico o poco introspettivo. Elias parla piuttosto del modo in cui la perception traduce e organizza l’informazione. Nella formulazione del 1999, il common tende a comprendere attraverso riferimenti esterni, comparazioni, immagini, manifestazioni osservabili e relazioni fra elementi concretamente identificabili. [Raccordo editoriale — Sessioni 378, 381]

Anche l’artista può quindi essere common. Elias lo dice esplicitamente: il punto non è che l’individuo produca qualcosa di utilitaristico, ma che 👉 proietti esteriormente ciò che crea. Una poesia, un dipinto, un’invenzione tecnologica e un oggetto meccanico possono appartenere allo stesso movimento fondamentale se costituiscono una traduzione esterna della propria esperienza. [Raccordo editoriale — Sessione 378]

La parola common non deve perciò essere trasformata in un profilo psicologico. Non significa necessariamente razionale anziché emotivo, estroverso anziché introverso, concreto anziché spirituale. Questi sono precisamente i tipi di associazione che Elias cerca di sottrarre al gender e alle categorie culturali.
Il nucleo più affidabile rimane:

common → attenzione prevalentemente organizzata verso la manifestazione esterna e la produzione nella realtà fisica.

L’intermediate (intermedio) viene descritto inizialmente come orientamento rivolto prevalentemente verso l’interno.
Nella Sessione 381 Elias afferma che gli individui intermediate concentrano la propria attenzione su inward creations (creazioni interiori). Ciò che creano può naturalmente manifestarsi esteriormente, ma il punto focale non è l’oggetto prodotto: sono piuttosto azioni, comprensione, sostegno, relazioni, attenzione alle dinamiche interiori proprie e altrui. [Raccordo editoriale — Sessione 381]

Nella Sessione 378 questa caratteristica viene collegata agli inner senses (sensi interiori), all’intuizione e all’esplorazione delle proprie creazioni interne. Elias afferma inoltre che l’intermediate può essere particolarmente sensibile alle emozioni e ai movimenti interiori degli altri. [Raccordo editoriale — Sessione 378]

È facile, partendo da queste descrizioni, trasformare l’intermediate nell’immagine di una persona introversa, ritirata, poco sociale o contemplativa. Il corpus successivo mostra però che questa interpretazione sarebbe sbagliata.

Già nella Sessione 1073 Elias precisa che inward (interiore) non significa necessariamente introverted (introverso). Un individuo intermediate può essere fortemente interattivo ed esposto agli altri; ciò che lo distingue è il modo in cui organizza la propria attenzione, non la quantità di contatti sociali che intrattiene. [Raccordo editoriale — Sessione 1073]

La correzione diventa ancora più esplicita nel 2015. Elias osserva che molte persone immaginano l’intermediate come riservato, silenzioso e scarsamente interattivo, ma definisce questa interpretazione «entirely incorrect — completamente errata». Gli intermediate possono essere molto interattivi, occupare posizioni pubbliche, dirigere gruppi o organizzazioni ed essere continuamente in contatto con altre persone. [Raccordo editoriale — Sessione 201501021]

La direzione inward (interiore) non descrive quindi l’isolamento sociale.
Descrive dove si colloca il centro percettivo dell’esperienza.
L’intermediate può agire intensamente nel mondo, guidare, comunicare, assistere, insegnare o creare relazioni molto articolate; ciò che distingue il suo orientamento è il fatto che l’esperienza viene elaborata con una particolare centralità del movimento interno.

È proprio nell’area dell’intimità che questa struttura diventa particolarmente rilevante per una monografia sulla sessualità. Elias attribuisce frequentemente all’intermediate una relazione molto intensa con la propria interiorità e con il proprio spazio personale. Nelle fonti degli anni Duemila descrive una tendenza, non una regola, verso rapporti intimi molto selettivi e verso la costruzione di un legame significativo con un singolo individuo, purché questo lasci spazio all’individualità e all’autonomia dell’intermediate. [Raccordo editoriale — Sessioni 641, 1341]

La stessa configurazione può riflettersi nell’attività sessuale. Nella Sessione 1626 Elias associa l’intermediate a una certa guardedness (protezione/cautela) nell’espressione della passione. L’intimità sessuale può essere vissuta come una forma particolarmente intensa di esposizione del sé e può quindi suscitare una maggiore cautela. [Raccordo editoriale — Sessione 1626]

Nel 2012 la formulazione viene precisata ulteriormente. Elias afferma che gli intermediate possono apprezzare molto forme di vicinanza fisica — abbracci, contatto, stare vicini — senza desiderare necessariamente che quella vicinanza proceda verso l’attività sessuale. Ma nello stesso passaggio avverte esplicitamente che si tratta di general statements, not a rule — affermazioni generali, non di una regola. Un intermediate può essere molto passionale e apprezzare intensamente l’attività sessuale. [Raccordo editoriale — Sessione 201205031]

Il punto non è dunque che l’intermediate «non ami il sesso». È più preciso dire che, nella generalizzazione proposta da Elias, l’attività sessuale può essere vissuta come una forma particolarmente profonda di esposizione e condivisione della propria interiorità, e per questo non viene necessariamente ricercata con la stessa frequenza o facilità da tutti gli individui intermediate.

Il terzo orientamento è soft (soft). Nelle formulazioni iniziali Elias lo presenta come il più direttamente collegato all’interaction (interazione). Mentre il common tende verso la proiezione esterna e l’intermediate verso la creazione interiore, il soft mantiene contemporaneamente un movimento verso l’interno e verso l’esterno. [Raccordo editoriale — Sessioni 378, 381]

La Sessione 381 introduce qui un elemento specifico. Elias afferma che nel soft una parte dell’attenzione opera in maniera particolarmente subjective (soggettiva) e viene poi tradotta nell’esperienza oggettiva. Per questo alcune creazioni possono apparire al soft come se emergessero improvvisamente nella realtà, prima che egli abbia oggettivamente seguito l’intero processo che le ha generate. [Raccordo editoriale — Sessione 381]

L’interazione del soft non riguarda soltanto altre persone. Può rivolgersi alla natura, agli animali, all’ambiente, alle idee, ai movimenti collettivi, ai concetti e a molte altre configurazioni dell’esperienza. Nella Sessione 378 Elias riassume questo orientamento dicendo che la sua attenzione si concentra sull’exchange and involvement (scambio e coinvolgimento). [Raccordo editoriale — Sessione 378]

Le prime descrizioni possono però creare un equivoco. Nel 1999 Elias presenta spesso il soft come altamente interattivo e afferma che esso funziona più efficacemente attraverso l’interazione. Letta superficialmente, questa descrizione suggerirebbe un individuo estroverso, sociale, costantemente circondato da altre persone. [Raccordo editoriale — Sessione 378]

Le sessioni successive correggono nettamente questa lettura. Nella Sessione 656 un interlocutore soft osserva di amare la solitudine e di non riconoscersi nell’immagine dell’individuo continuamente immerso nelle relazioni. Elias spiega che per interaction (interazione) non intende necessariamente l’interazione sociale oggettiva con altre persone. Un soft può apparire isolato e trascorrere molto tempo senza compagnia fisica, mantenendo tuttavia una continua interazione attraverso attenzione, immaginazione, altre focalizzazioni, idee, ambiente e movimenti soggettivi. [Raccordo editoriale — Sessione 656]

Nel 2015 Elias diventa ancora più esplicito: il soft può essere poco sociale, può isolarsi e può sentirsi sopraffatto dai gruppi. Per questo distingue rigorosamente orientation (orientamento) e personality (personalità). Una persona apparentemente espansiva può essere intermediate; una persona apparentemente riservata può essere soft. Il comportamento osservabile non permette di dedurre automaticamente l’orientation. [Raccordo editoriale — Sessione 201501021]

Questo chiarimento è fondamentale.
L’interattività del soft non equivale alla socievolezza.
Descrive piuttosto una perception che si struttura continuamente attraverso relazione, scambio e interconnessione, anche quando l’individuo è fisicamente solo.

Il soft diventa particolarmente interessante per il tema centrale della presente monografia perché Elias gli attribuisce una relazione peculiare con la passion (passione).
Nelle sessioni dedicate specificamente all’argomento, Elias afferma che il soft esprime la passione continuamente, in piccole quantità e in molte direzioni diverse. Per questa ragione l’attività sessuale non deve necessariamente costituire la direzione principale attraverso cui quella passione viene espressa. [Raccordo editoriale — Sessioni 1591, 1934, 1954]

Questo produce una dinamica che Elias descrive ripetutamente: periodi anche molto lunghi nei quali il soft può non avvertire quasi alcun interesse per l’attività sessuale, alternati eventualmente a periodi relativamente brevi di intensa espressione sessuale. [Raccordo editoriale — Sessioni 1591, 1934, 1954]

La spiegazione proposta non è quella della repressione. L’energia della passione, secondo Elias, sta già trovando espressione altrove: nelle attività, nelle interazioni, negli interessi, nella creatività e nel rapporto continuo con la propria esperienza. Quando invece per un certo periodo quella passione non trova sufficienti canali, può manifestarsi una concentrazione più intensa che viene tradotta sessualmente. [Raccordo editoriale — Sessione 1934]

Nel 2012 Elias formula il punto in maniera particolarmente utile: per il soft la sexual activity (attività sessuale) è una possibile espressione della passione, ma la passione possiede così tante altre direzioni che l’attività sessuale non costituisce necessariamente una main direction of passion — direzione primaria della passione. [Raccordo editoriale — Sessione 201205031]

È uno dei passaggi più importanti per il tema che affronteremo più avanti sulla possibile non-centralità dell’espressione sessuale. Non significa che il soft sia meno sessuale.
Significa che, nel sistema di Elias, sexuality (sessualità) non si misura dalla frequenza dell’attività sessuale, e che la passione può trovare molte altre modalità di traduzione.

È necessario fermarsi su una distinzione che il corpus successivo rende sempre più esplicita. Le descrizioni di common, intermediate e soft sono facilmente trasformabili in tipologie psicologiche:

  • common = razionale ed estroverso;
  • intermediate = introverso e sensibile;
  • soft = emotivo e sociale.

Ma Elias stesso rifiuta questa semplificazione. Nel 2015 distingue esplicitamente personality (personalità) da orientation (orientamento). La personalità influenza il comportamento visibile e può persino far apparire un individuo simile a un orientamento diverso dal proprio. [Raccordo editoriale — Sessione 201501021]

Ciò significa che non possiamo identificare l’orientation osservando superficialmente:

  • quanto una persona parla;
  • quanto è socievole;
  • quanto è emotiva;
  • quanto è razionale;
  • quanto ama stare sola;
  • quanto è sessualmente attiva;
  • quanto è creativa.

Tutti questi comportamenti possono essere influenzati da personalità, beliefs (credenze), esperienze, ambiente e scelte individuali.
L’orientation opera a un livello più fondamentale: è una configurazione del modo in cui la perception organizza l’esperienza.

Elias introduce inoltre un’altra cautela. L’orientation non coincide con l’intent (intento) del focus e non coincide con l’appartenenza o l’allineamento alle famiglie d’Essenza.
Nella Sessione 381 avverte esplicitamente di non confondere questi livelli. Un individuo può esprimere un particolare intent, appartenere o allinearsi a una determinata famiglia e contemporaneamente possedere qualunque delle tre orientations. [Raccordo editoriale — Sessione 381]

Anche questo è importante per evitare una lettura tipologica. Common, intermediate e soft non dicono perché il focus si manifesta né quale sia la sua direzione fondamentale d’esperienza. Descrivono attraverso quale configurazione percettiva vive quella direzione.

Le prime sessioni del 1999 contengono affermazioni molto forti sulla compatibilità fra orientamenti differenti. Nella Sessione 381 Elias arriva a sostenere che una relazione intima fra individui con orientations diverse incontrerà considerevoli difficoltà e che gli individui tendono a gravitare verso partner dello stesso orientamento (affermazione che verrà superata, vedi i paragrafi successivi, ndr). [Raccordo editoriale — Sessione 381]

Se ci fermassimo qui, potremmo ricavarne quasi una legge di compatibilità. Ma il corpus successivo non autorizza questa conclusione.
Nel 2003 un interlocutore intermediate osserva di avere ricavato dai transcript l’idea che una relazione con qualcuno di orientamento differente fosse praticamente impossibile. Elias lo corregge esplicitamente: «No, this is quite incorrect — No, questo è decisamente scorretto». Ciò che diventa importante è piuttosto comprendere l’espressione naturale propria e dell’altro e lasciare spazio alle rispettive differenze. [Raccordo editoriale — Sessione 1341]

Nel 2006, parlando del soft, Elias afferma nuovamente che una relazione con common o intermediate non è affatto destinata al fallimento: dipende dagli individui e dalla loro disponibilità a comprendere il «linguaggio» percettivo dell’altro. [Raccordo editoriale — Sessione 1954]

Anche questo rappresenta una tensione cronologica da conservare. La differenza fra orientations può produrre incomprensione perché due individui possono letteralmente organizzare e tradurre l’esperienza in modi differenti; ma il corpus successivo attenua l’idea che tale differenza costituisca di per sé un impedimento alla relazione.

Fin dalla formulazione originaria Elias insiste su un ultimo punto. Nessuna delle tre orientations è superiore alle altre.

Common non è meno consapevole perché orientato maggiormente verso la manifestazione esterna. Intermediate non è più spirituale perché rivolto verso l’interno. Soft non è più vicino all’Essenza perché incorpora una particolare interazione fra movimento soggettivo e oggettivo.

Nella Sessione 381 Elias affronta direttamente questa possibile gerarchizzazione e afferma che nessun orientamento è migliore, peggiore, più spirituale o più illuminato di un altro. Sono semplicemente differenti configurazioni dell’esperienza. [Raccordo editoriale — Sessione 381]

La precisazione assume particolare importanza per questa monografia, perché impedisce di trasformare le differenze nell’espressione sessuale in una graduatoria evolutiva.

— Se un soft può attraversare lunghi periodi senza interesse sessuale, ciò non lo rende spiritualmente superiore.

— Se un common esprime più frequentemente la propria sessualità attraverso l’attività fisica, ciò non lo rende più identificato con il corpo.

— Se un intermediate vive l’intimità sessuale con particolare selettività, ciò non lo rende più puro o più represso.

Sono variazioni che, nel linguaggio di Elias, appartengono ai differenti modi nei quali la perception configura l’esperienza.

Possiamo quindi ricondurre le tre orientations ai loro nuclei più stabili:

— common (comune) — la perception tende a tradurre e proiettare l’esperienza verso la manifestazione esterna;

— intermediate (intermedio) — la perception concentra maggiormente l’attenzione sul movimento e sulle creazioni interiori;

— soft (soft) — la perception si organizza soprattutto attraverso interazione e scambio, mantenendo un particolare rapporto fra movimento interno, soggettivo ed espressione esterna.

Queste formule restano necessariamente sintetiche. Non devono diventare etichette rigide. Il corpus stesso mostra perché.

  • Un intermediate può essere estremamente sociale.
  • Un soft può preferire la solitudine.
  • Un common può essere artista.
  • Un soft può non avere una relazione romantica.
  • Un intermediate può vivere un’intensa vita sessuale.
  • Un soft può attraversare lunghi periodi senza alcun interesse sessuale.

E nessuna di queste variazioni modifica necessariamente l’orientation. L’orientamento non è quindi il comportamento osservabile, ma la grammatica percettiva attraverso cui quel comportamento e quell’esperienza vengono organizzati.

Ed è proprio questa distinzione che ci consente di tornare ora al tema specificamente sessuale. Se orientation e sexual preference (preferenza sessuale) sono due funzioni differenti, allora resta da comprendere che cosa determini o configuri concretamente la preferenza: perché un individuo sia attratto da alcuni partner e non da altri, perché scelga determinate forme di espressione sessuale, quanto tali preferenze siano stabili o modificabili e quale rapporto abbiano con beliefs (credenze), esperienza e scelta.
È il passaggio successivo della nostra indagine.

Qui un semplice questionario per comprendere più facilmente la complessità dei personali orientamenti. È nostro, non di Elias.

[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.


© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org

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