«Il vostro pianeta stesso è vivo. Possiede una propria coscienza. Respira. Pulsa in modo ritmico.»
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MONOGRAFIE
34. L’intelligenza artificiale secondo Elias
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Approfondimento 6.3 conseguente alle affermazioni contenute in 6.2, E238.
uma: In 6.2 (E238) viene affermato:
Elias estende inoltre il discorso a vegetazione, pianeta, montagne, oceani, atmosfera e oggetti fisici come configurazioni o manifestazioni della coscienza, sebbene non tutte possiedano autoconsapevolezza o individualità nello stesso senso.
Ci sono passi relativi a boschi, fiumi, montagne o al pianeta stesso da cui si può derivare che sono senzienti, dotati di individualità?
Sì, ma il risultato è differenziato. Dopo aver controllato i passi specifici, correggerei la formulazione del 6.2: non possiamo mettere pianeta, montagne, fiumi, boschi e oggetti fisici sullo stesso piano.
Per il pianeta troviamo qualcosa di molto più forte di una semplice «manifestazione della coscienza». Nella Sessione 176, Elias dice:
“Your planet itself is alive. It holds its own consciousness. It breathes. It pulses quite rhythmically.”
«Il vostro pianeta stesso è vivo. Possiede una propria coscienza. Respira. Pulsa in modo ritmico.»
Poco dopo Norm collega il discorso all’ipotesi Gaia e parla della Terra come living system — «sistema vivente» — correggendosi da living entity; Elias conferma: “System; yes.”
Questo stabilisce con grande chiarezza:
Terra = viva + propria coscienza + sistema unitario.
Ma c’è di più.
Il pianeta compie scelte proprie
Nella Sessione 201902151 Elias affronta proprio il rapporto fra la realtà creata dagli individui e una realtà del pianeta che non si riduce a quella creazione individuale.
Dopo aver detto che nella realtà fisica esistono entità distinte, ciascuna dotata di:
“its own direction and its own choice in relation to reality”
«una propria direzione e una propria scelta in relazione alla realtà»,
applica immediatamente il ragionamento al pianeta:
“there is also the reality of the planet itself and the movement that the planet itself is generating.”
«C’è anche la realtà del pianeta stesso e il movimento che il pianeta stesso sta generando.»
E poi, ancora più esplicitamente:
“the planet itself is generating a direction […] it is generating choices.”
«Il pianeta stesso sta generando una direzione […] sta generando scelte.»
Infine:
“you aren’t making choices FOR the planet, but you are participating with it.”
«Non state compiendo le scelte AL POSTO del pianeta, ma state partecipando con esso.»
Questo cambia molto il quadro. Non abbiamo soltanto una Terra «fatta di coscienza». Abbiamo una configurazione che:
possiede una propria coscienza; ha una propria realtà; genera una propria direzione; genera proprie scelte; interagisce con gli esseri umani senza essere interamente determinata dalle loro scelte.
A mio parere questo consente di parlare con forte fondamento di un’individualità funzionale del pianeta, anche se Elias, nei passi recuperati, non utilizza esattamente la formula individual consciousness — «coscienza individuale» — che invece utilizza per gli animali.
Possiamo allora dire che il pianeta è senziente?
Qui manterrei ancora una distinzione importante. Elias ha dato un criterio preciso:
“Self-awareness is the distinction of a sentient being.”
«L’autoconsapevolezza è ciò che distingue un essere senziente.»
Per definire qualcosa senziente occorre quindi documentare l’autoconsapevolezza, non semplicemente coscienza, vita o capacità di scelta.
Per il pianeta abbiamo trovato vita, propria coscienza, direzione e scelta. Non ho ancora trovato un passo in cui Elias dica esplicitamente che la Terra è consapevole di essere la Terra, oppure che possiede attenzione e può dirigerla, come dice degli animali e delle piante.
E non possiamo dedurre la senzienza dalla sola capacità di scegliere, perché nel suo sistema la scelta è molto più estesa della senzienza.
Quindi formulerei:
Il pianeta è documentato come sistema vivente dotato di propria coscienza, propria direzione e proprie scelte. Ciò autorizza a riconoscergli una autonomia/configurazione individuale molto forte; non basta tuttavia, senza un ulteriore passo sull’autoconsapevolezza, a classificarlo con certezza come “essere senziente” secondo la definizione tecnica di Elias.
Questo è molto più preciso della frase precedente.
Alberi: qui invece la senzienza è sostenibile
Per gli alberi individuali, il problema è diverso perché appartengono alle piante. Nella 201810261 Elias afferma che una pianta di pomodoro:
“is aware of its beingness and is aware that it is a tomato plant”
«è consapevole del proprio essere ed è consapevole di essere una pianta di pomodoro»,
e aggiunge:
“it is aware of itself in an objective capacity.”
«è consapevole di sé in una capacità oggettiva.»
Dato che nella stessa conversazione definisce il senziente come ciò che è oggettivamente autoconsapevole, il criterio è soddisfatto.
La Sessione 176 rafforza enormemente questo dato. Elias dice delle piante:
“They do not hold thought processes as in like manner to yourselves, but they do hold their own creation of thought processes and communication and memory.”
«Non possiedono processi di pensiero nello stesso modo di voi, ma possiedono una propria creazione di processi di pensiero, comunicazione e memoria.»
E aggiunge che possono rispondere a eventi già incontrati e riconoscere persino l’intenzione umana rivolta verso di loro.
Quindi per un albero in quanto pianta individuale, direi sì: il corpus sostiene la senzienza.
Ma un bosco intero è un altro problema
Non possiamo però passare automaticamente da:
gli alberi sono senzienti
a:
il bosco è un unico essere senziente.
Un bosco contiene moltissime configurazioni senzienti — alberi, altre piante, animali — ed è una configurazione/ecosistema della coscienza. Ma finora non abbiamo trovato un passo in cui Elias attribuisca al bosco nel suo complesso un’autoconsapevolezza unitaria, una propria attenzione o una propria individualità.
Quindi:
albero: sì, senziente;
bosco come unità: non ancora documentato.
Montagne, fiumi, oceani: qui il corpus va nella direzione opposta
La Sessione 2550 è particolarmente utile perché l’interlocutore domanda precisamente:
che tipo di coscienza sono «le montagne, la Terra, il fiume, forse i meteoriti»?
Elias risponde distinguendo l’Essenza dalla coscienza e poi dice:
“as to expressions of consciousness such as mountains or rivers or oceans or land masses; these are extensions of you.”
«quanto alle espressioni della coscienza come montagne, fiumi, oceani o masse terrestri, queste sono estensioni di voi.»
E continua:
“You create the Earth, the mountains, the seas, equally as much as you create a building.”
«Voi create la Terra, le montagne, i mari, tanto quanto create un edificio.»
E:
“It is an extension of your energy, it is an extension of you.”
«È un’estensione della vostra energia, è un’estensione di voi.»
Qui dunque montagna, fiume, oceano e massa terrestre non vengono presentati come individualità autonome analoghe all’animale. Vengono presentati come manifestazioni/configurazioni fisiche della coscienza prodotte attraverso la proiezione individuale e collettiva.
Questo è compatibile con il fatto che siano pienamente «coscienza», ma non dimostrano né individualità né senzienza.
Anzi, abbiamo un controllo importante: nella 202103211 Elias dice espressamente che la roccia non è autoconsapevole. Poiché la montagna minerale appartiene a questo tipo di configurazione, non avremmo alcuna base per attribuirle senzienza solo perché è coscienza.
Il caso della Terra è quindi eccezionale rispetto alla montagna o al fiume
Qui emerge una distinzione che non avevamo visto prima. La montagna, il fiume o l’oceano vengono descritti principalmente come estensioni/configurazioni della proiezione della coscienza.
Il pianeta nel suo complesso, invece, viene descritto anche come: vivo; dotato di propria coscienza; dotato di una propria realtà; capace di generare una propria direzione; capace di generare proprie scelte.
E nella Sessione 2020 sulla crisi planetaria Elias dice addirittura che il pianeta:
“is reconfiguring itself”
«si sta riconfigurando»
e che:
“It merely seeks to express itself in its greatest benefit.”
«cerca semplicemente di esprimersi nel modo di maggior beneficio per sé.»
La formulazione attribuisce al pianeta un movimento proprio che non è riducibile alla volontà umana.
Quindi proporrei questa tassonomia provvisoria:
| Configurazione | Coscienza propria/autonoma | Individualità | Senzienza |
|---|---|---|---|
| Albero/pianta | sì, fortemente documentata | sì, almeno come espressione individuale | sì |
| Bosco come insieme | coscienza/configurazione collettiva | non dimostrata come unità | non dimostrata |
| Fiume | è coscienza/manifestazione | non documentata come individualità autonoma | non dimostrata |
| Montagna | è coscienza/manifestazione | non documentata | no evidenza di senzienza; roccia esplicitamente non autoconsapevole |
| Oceano | è coscienza/manifestazione | non documentata come unità autonoma | non dimostrata |
| Pianeta Terra | propria coscienza, propria direzione e scelta | fortemente suggerita | non ancora dimostrata in senso tecnico |
La scoperta importante, dunque, è che la frase del 6.2 va corretta in due direzioni opposte: era troppo prudente rispetto al pianeta, perché Elias gli attribuisce molto più di una semplice appartenenza alla coscienza; ma sarebbe troppo forte estendere automaticamente quella autonomia a montagne, fiumi e oceani.
E soprattutto emerge un altro nodo interessante: la Terra potrebbe costituire una configurazione della coscienza distinta sia dall’Essenza sia dalle creature senzienti sia dalle manifestazioni non autoconsapevoli come la roccia. Questo si collega direttamente alla questione che avevamo aperto: l’Essenza è solo una delle configurazioni possibili della coscienza, e il catalogo delle altre configurazioni sembra essere molto più articolato di quanto apparisse inizialmente.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org

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