Elias: che cosa fa un insegnante [E208]

Insegnare significa ascoltare, proporre guidelines («linee guida»), riconoscere che esse possono essere espresse in modi differenti e continuare a imparare nella relazione.

☉ La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati.
La pagina Facebook di Elias

📌 SPIRITUALITÀ, PRATICHE, MAESTRI, ILLUMINAZIONE secondo Elias: un volume digitale che raccoglie i post della Monografia 8

MONOGRAFIE
8. Spiritualità, pratiche, maestri, illuminazione
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda relativa alle fonti a fondo pagina.
Capitolo 16

Se una guida non deve sostituire la direzione dell’individuo, può sembrare difficile comprendere che cosa rimanga dell’insegnamento. Se non prescrive una strada, se non possiede una risposta valida per tutti e se non entra in una relazione “forte” con l’altro, quale funzione può realmente svolgere? [Raccordo editoriale — Sessioni 202105191, 1004]

La Sessione 202105191 affronta direttamente questa difficoltà. L’interlocutore teme che insegnare il materiale di Elias possa trasformarsi in un’attività prescrittiva. Elias introduce allora una distinzione molto precisa fra teaching («insegnare») e instructing («impartire istruzioni»). [Interlocutore / Elias — Sessione 202105191]

La distinzione non consiste semplicemente nel tono utilizzato. Riguarda il modo stesso in cui l’insegnante entra nella relazione. [Raccordo editoriale — Sessione 202105191]

Elias formula il punto con estrema chiarezza:

“When you are instructing, you don’t listen.”
(«Quando impartisci istruzioni, non ascolti.») — Elias, Sessione 202105191

L’affermazione identifica una differenza strutturale. Nell’instructing («impartire istruzioni») l’insegnante possiede già la forma che l’altro dovrebbe assumere; nella relazione di insegnamento descritta da Elias, invece, ciò che l’altro esprime modifica concretamente il modo in cui l’insegnante risponde. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 202105191]

Ascoltare, quindi, non è un gesto preliminare di cortesia prima di fornire comunque la risposta già stabilita. È ciò che impedisce alla relazione di ridursi all’applicazione di uno schema. [Raccordo editoriale — Sessione 202105191]

Elias prosegue:

“If you ARE listening then you aren’t instructing […] you are teaching guidelines, and […] they can be expressed in different manners.”
(«Se STAI ascoltando, allora non stai impartendo istruzioni […] stai insegnando delle linee guida, e […] esse possono essere espresse in modi differenti.») — Elias, Sessione 202105191

Il termine guidelines («linee guida, orientamenti») è importante. L’insegnante può trasmettere qualcosa di reale: non deve limitarsi a dire all’altro «trova da solo». Può indicare principi, possibilità, modalità di attenzione, criteri e strumenti. Ma ciò che insegna non deve necessariamente essere riprodotto nella stessa forma da ogni persona. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 202105191]

Il fatto che esistano più modalità attraverso cui una stessa linea possa essere espressa significa che il risultato dell’apprendimento non coincide necessariamente con l’imitazione dell’insegnante. [Raccordo editoriale — Sessione 202105191]

La funzione dell’ascolto diventa allora centrale. Se l’insegnante ascolta, può riconoscere che persone differenti comprendono, sperimentano e realizzano una stessa indicazione attraverso modalità differenti. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 202105191]

Il corpus autorizza quindi a descrivere il buon insegnante come qualcuno che propone orientamenti, osserva come vengono ricevuti, riconosce risultati raggiunti attraverso vie differenti e modifica il proprio modo di comunicare senza invalidare l’esperienza dell’altro. [Raccordo editoriale — Sessione 202105191]

L’adattamento non significa che qualsiasi risposta sia equivalente. Significa che l’insegnante non confonde il principio che intende comunicare con una sola forma possibile della sua espressione. [Raccordo editoriale — Sessione 202105191]

Elias arriva a una formulazione particolarmente significativa:

“Teaching is an art form.”
(«Insegnare è una forma d’arte.») — Elias, Sessione 202105191

Se l’insegnamento fosse soltanto trasferimento di informazioni, basterebbe conoscere il contenuto e ripeterlo correttamente. Definirlo una forma d’arte introduce invece ascolto, sensibilità alla situazione e capacità di modulare ciò che viene proposto in relazione alla persona concreta. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 202105191]

L’insegnante non dispone soltanto di un sapere; deve anche riconoscere come quel sapere possa essere reso utilizzabile dall’altro senza sostituirsi alla sua esperienza. [Raccordo editoriale — Sessioni 202105191, 1004]

Elias introduce poi un elemento ancora più radicale:

“The teacher is aware that they are learning in relation to the students, that they don’t know everything.”
(«L’insegnante è consapevole di stare imparando in relazione agli studenti, di non sapere tutto.») — Elias, Sessione 202105191

L’insegnante può possedere maggiore familiarità con un ambito e tuttavia continuare a imparare. Le due condizioni non si escludono. [Elias — Sessione 202105191]

Questo permette di riconoscere una reale asimmetria di esperienza senza trasformarla in una separazione rigida fra chi sa e chi non sa. Una persona può essere più esperta in qualcosa e, proprio mentre insegna, continuare ad ampliare la propria esperienza attraverso la relazione con chi apprende. [Raccordo editoriale — Sessione 202105191]

L’autorità fondata sull’idea «io so perché ho terminato il processo» non trova quindi sostegno in questa concezione. [Raccordo editoriale — Sessione 202105191]

Dire che anche l’insegnante apprende non significa però eliminare ogni differenza fra insegnante e allievo. Nel momento dell’insegnamento esiste una funzione specifica: qualcuno possiede una familiarità sufficiente con un processo da poterlo rendere più comprensibile o praticabile per un altro. [Raccordo editoriale — Sessioni 202105191, 202506121]

La reciprocità riguarda il carattere aperto della relazione, non l’assenza di competenze differenti. [Raccordo editoriale — Sessioni 202105191, 202506121]

Questa distinzione è importante perché evita due estremi: da una parte il maestro che possiede la verità definitiva; dall’altra l’idea che nessuno possa realmente insegnare nulla perché tutti sarebbero sempre esattamente nella stessa condizione. [Raccordo editoriale — Sessione 202105191]

La Sessione 202506121 fornisce un esempio concreto di questa funzione. Viene discussa una meditazione guidata che conduce l’attenzione attraverso diversi aspetti dell’esperienza: il corpo nel suo insieme, lo spazio e la densità, sistemi e funzioni corporee, sensazioni e movimenti interni, consapevolezza della stessa consapevolezza e relazione fra consapevolezza oggettiva e soggettiva. [Elias / interlocutrice — Sessione 202506121]

Elias riconosce una funzione precisa alla guida: alcune persone non sanno ancora strutturare e guidare autonomamente quel tipo di esperienza. Rendere espliciti i passaggi può allora offrire una struttura attraverso la quale imparare. [Elias — Sessione 202506121]

Qui l’insegnante non sostituisce l’esperienza dell’altro. Organizza le condizioni affinché l’altro possa fare personalmente l’esperienza. [Raccordo editoriale — Sessione 202506121]

Questo esempio consente una distinzione importante. Una pratica può essere strutturata senza che il suo risultato debba essere predeterminato. [Raccordo editoriale — Sessioni 202506121, 202105191]

La guida può indicare una successione di passaggi, suggerire dove dirigere l’attenzione e rendere riconoscibili aspetti dell’esperienza che il praticante non avrebbe ancora saputo esplorare autonomamente. Ma l’esperienza che emerge appartiene comunque a chi la vive. [Raccordo editoriale — Sessione 202506121]

Questo è coerente con la distinzione del capitolo precedente: l’informazione e la struttura sono tools («strumenti»), non sostituti del riconoscimento individuale. [Raccordo editoriale — Sessioni 1004, 202506121]

La Sessione 202506121 contiene un elemento particolarmente interessante: la guida può servire proprio perché rende apprendibile una struttura che in seguito l’individuo può essere maggiormente capace di organizzare da sé. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 202506121]

Questo rende l’insegnamento potenzialmente emancipante. L’obiettivo non deve necessariamente essere mantenere l’allievo dipendente dalla presenza dell’insegnante; una struttura trasmessa può aumentare la capacità dell’altro di orientare autonomamente la propria esperienza. [Raccordo editoriale — Sessioni 202506121, 1004]

Ritorna così l’immagine della Sessione 1004: l’informazione come strumento attraverso il quale l’attenzione viene riportata alla persona e alla propria familiarità con sé. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 1004]

Nella Sessione 202506121 la relazione non è descritta come un trasferimento unidirezionale. Anche il teacher («insegnante») apprende dagli studenti e partecipa all’esperienza che sta contribuendo a strutturare. [Elias — Sessione 202506121]

Questo elemento converge direttamente con la 202105191, nella quale Elias afferma che l’insegnante autentico sa di non conoscere tutto e riconosce di stare imparando nella relazione con gli studenti. [Elias — Sessione 202105191]

L’insegnamento appare quindi come una relazione asimmetrica per funzione, ma non chiusa: uno dei partecipanti può avere maggiore esperienza nell’articolare il processo, senza smettere per questo di essere coinvolto in un proprio processo di apprendimento. [Raccordo editoriale — Sessioni 202105191, 202506121]

Non tutti devono imparare nello stesso modo

La conseguenza della distinzione fra teaching («insegnare») e instructing («impartire istruzioni») è che non esiste necessariamente una sola modalità corretta attraverso cui una persona debba arrivare a comprendere o realizzare qualcosa. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 202105191]

Le guidelines («linee guida») possono essere espresse in modi differenti. Ciò richiede che l’insegnante sappia riconoscere quando l’altro sta realmente raggiungendo il punto indicato attraverso un percorso diverso da quello che egli avrebbe scelto. [Raccordo editoriale — Sessione 202105191]

La differenza fra le persone non costituisce dunque un ostacolo da correggere affinché tutti adottino la stessa forma. Può diventare parte stessa dell’insegnamento. [Raccordo editoriale — Sessione 202105191]

Il corpus consente inoltre di distinguere correzione e invalidazione. Un insegnante può indicare che qualcosa non sta producendo l’effetto desiderato, suggerire un’altra modalità o proporre un orientamento differente. Ciò non richiede necessariamente di dichiarare sbagliata la persona o la sua capacità di riconoscere. [Raccordo editoriale — Sessione 202105191]

Proprio l’ascolto permette di comprendere se sia necessario suggerire un cambiamento oppure riconoscere che l’altro sta raggiungendo un risultato attraverso una forma diversa. [Raccordo editoriale — Sessione 202105191]

L’insegnamento diventa così meno simile all’applicazione di uno standard e più simile a una relazione nella quale una competenza viene continuamente adattata alla situazione concreta. [Raccordo editoriale — Sessione 202105191]

Questo porta a una conseguenza significativa: possedere molte informazioni non rende automaticamente una persona un buon insegnante. [Raccordo editoriale — Sessione 202105191]

La capacità di insegnare comprende anche ascolto, adattabilità, riconoscimento della diversità delle risposte e disponibilità a imparare dalla relazione stessa. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 202105191]

È probabilmente questo il senso più concreto dell’affermazione secondo cui teaching is an art form («insegnare è una forma d’arte»): il sapere dell’insegnante deve diventare capacità relazionale, non soltanto contenuto posseduto. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 202105191]

Le Sessioni 202105191 e 202506121 convergono quindi su una distinzione fondamentale. Una guida può offrire struttura senza stabilire rigidamente quale forma debba assumere l’esperienza dell’altro. [Raccordo editoriale — Sessioni 202105191, 202506121]

Può indicare una direzione di esplorazione, proporre passaggi, rendere più visibile qualcosa che l’allievo non riconosce ancora e mettere a disposizione la propria maggiore familiarità. Ma, proprio perché ascolta, deve rimanere aperta a ciò che accade realmente nella persona davanti a sé. [Raccordo editoriale — Sessioni 202105191, 202506121]

La struttura, quindi, non coincide con il controllo. [Raccordo editoriale — Sessioni 202105191, 202506121]

Il corpus verificato propone una sintesi utile tra le Sessioni 202508121 e 202506121: una stessa tecnica può essere usata in due modi differenti. Può partire da una forma prestabilita da riprodurre oppure dall’ascolto di ciò che sta accadendo; può privilegiare una direzione imposta oppure integrare diverse comunicazioni; può fissare un risultato oppure restare aperta all’esperienza presente. [Raccordo editoriale — Sessioni 202508121, 202506121]

La distinzione non è quindi semplicemente fra tecnica e assenza di tecnica. Riguarda il rapporto con la tecnica. [Raccordo editoriale — Sessioni 202508121, 202506121]

Analogamente, la differenza fra insegnare e impartire istruzioni non dipende dall’avere o meno qualcosa da trasmettere. Dipende dal fatto che ciò che viene trasmesso rimanga aperto alla persona concreta e alla sua esperienza. [Raccordo editoriale — Sessione 202105191]

Collegando questo capitolo al precedente, emerge una funzione abbastanza precisa. La guida non deve rendersi inutile immediatamente, ma ciò che offre dovrebbe aumentare progressivamente la capacità dell’altro di riconoscere e dirigere la propria esperienza. [Raccordo editoriale — Sessioni 1004, 202105191, 202506121]

La Sessione 1004 parlava di informazioni utilizzate per riportare l’attenzione a sé e riacquistare familiarità con sé stessi. La 202506121 mostra concretamente come una guida possa rendere esplicita una struttura che altri non sanno ancora organizzare autonomamente. [Elias / raccordo editoriale — Sessioni 1004, 202506121]

In questa prospettiva, una misura possibile della qualità dell’insegnamento non è quanto l’allievo diventi simile al maestro, ma quanto diventi capace di riconoscere, sperimentare e dirigere più consapevolmente sé stesso. Questa è una sintesi editoriale, non una formula letterale di Elias. [Raccordo editoriale — Sessioni 1004, 202105191, 202506121]

Proprio perché Elias riconosce una funzione positiva dell’insegnante, è importante non trasformare questa descrizione in un nuovo ideale perfetto. [Raccordo editoriale — Sessione 202105191]

L’insegnante stesso continua a imparare. Non conosce tutto. Può possedere maggiore familiarità con un ambito e tuttavia dover ascoltare, adattarsi e modificare il proprio modo di insegnare. [Elias — Sessione 202105191]

Questa imperfezione non invalida la sua funzione; ne fa parte. Un insegnante capace di apprendere non perde autorevolezza per questo: evita piuttosto di trasformare la propria competenza in una pretesa di completezza. [Raccordo editoriale — Sessione 202105191]

Ed è proprio qui che si apre il problema successivo: una reale differenza di esperienza può essere riconosciuta senza trasformarsi in autorità assoluta? [Raccordo editoriale — Sessioni 202105191, 1004]

La Sessione 202105191 offre una definizione positiva dell’insegnamento molto precisa. Insegnare non significa semplicemente impartire istruzioni: significa ascoltare, proporre guidelines («linee guida»), riconoscere che esse possono essere espresse in modi differenti e continuare a imparare nella relazione. [Elias — Sessione 202105191]

La Sessione 202506121 mostra questa funzione in azione. Una guida può articolare un’esperienza, rendere espliciti passaggi che altri non sanno ancora organizzare autonomamente e offrire una struttura apprendibile senza vivere l’esperienza al posto loro. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 202506121]

La differenza di esperienza rimane reale, ma non chiude la relazione. Il teacher («insegnante») può sapere qualcosa che l’altro ancora non sa fare e nello stesso tempo continuare a imparare attraverso l’altro. [Raccordo editoriale — Sessioni 202105191, 202506121]

Il buon insegnamento, in questa prospettiva, struttura l’esplorazione senza fissarne rigidamente l’esito. Offre forma senza trasformarla in obbligo; trasmette esperienza senza pretendere di sostituire quella dell’allievo; indica possibilità senza appropriarsi della sua direzione. [Raccordo editoriale — Sessioni 202105191, 202506121, 1004]

Resta però il rischio decisivo. La competenza reale dell’insegnante può essere trasformata dall’allievo — o dall’insegnante stesso — in autorità sulle scelte e sulla direzione personale. Quando seguire qualcuno diventa delegare sé stessi? È il tema del Capitolo 17. [Raccordo editoriale — ponte verso Sessioni 1004, 933]


  • Sessione 202105191 — teaching («insegnare») distinto da instructing («impartire istruzioni»); ascolto, linee guida, adattabilità e reciprocità.
  • Sessione 202506121 — meditazione guidata come caso concreto di struttura didattica apprendibile e relazione reciproca.
  • Sessione 1004 — informazione come tool («strumento») che riporta l’attenzione al sé.

[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.


© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org

Lascia un commento

Utilizziamo cookie tecnici per garantire il funzionamento del sito e, con il tuo consenso, cookie di tracciamento e profilazione. Puoi acconsentire all'uso di tutti i cookie o selezionare le tue preferenze. View more
Cookies settings
Accept
Privacy & Cookie policy
Privacy & Cookies policy
Cookie name Active
Titolare del Trattamento dei Dati Roberto Olivieri, Via Caravaggio 13, 61039 San Costanzo, PU Indirizzo email: eremo@contemplazione.it Privacy & Cookie Policy di contemplazione.it Su questo sito vengono raccolte alcune informazioni sui navigatori con il fine di offrire gratuitamente l’esperienza migliore possibile dei contenuti visionati. La raccolta di informazioni avviene nel rispetto delle leggi: Raccolta dei dati: quali e come puoi evitarlo? Su questo sito raccolgo dati attraverso tre modalità:
  • modulo di contatto e commenti
  • modulo di iscrizione ai Feed
  • cookie di profilazione
  • cookie
Modulo di contatto e commenti In alcune pagine del sito, è presente un modulo di contatto che ti permette di scrivermi facilmente; in ogni post è possibile inserire un commento. Tramite questo tipo di modulo, raccolgo nome e email: questi dati non li conservo ma li uso esclusivamente per ricontattarti. Solo se il nostro rapporto continua, li inserisco nella mia rubrica personale. In ogni momento, potrai sempre chiedermi di non contattarti più e quindi di cancellare i dati. I dati che fornisci nei commenti non vengono mai utilizzati, senza eccezzioni. Modulo di iscrizione ai Feed Nella colonna di destra è presente un modulo che ti collega con il servizio di Feed Burner (Google) che raccoglie il tuo indirizzo mail e lo gestisce al fine di avvertirti dell'uscita di nuovi post: qui trovi la loro Privacy Policy Cookie I cookie sono piccoli file salvati nel tuo browser che contengono informazioni quali un identificatore univoco, la tua posizione geografica ecc. Ogni cookie ha una sua scadenza: alcuni posso durare anche anni, mentre altri scadono nel momento in cui chiudi il browser. I cookie possono essere di tre tipi:
  • tecnici: servono a migliorare la tua esperienza sul sito
  • analytics: servono a farmi capire le cose che apprezzi di più
  • di profilazione: servono a mostrarti annunci pubblicitari mirati basati sulle pagine che vedi
Alcuni cookie provengono da questo sito altri da siti esterni. Cookie tecnici Su questo sito uso i cookie tecnici per:
  • velocizzare il caricamento delle pagine
  • gestire la Privacy & Cookie Policy
Cookie analytics Su questo sito uso Google Analytics per raccogliere queste informazioni: - quali pagine e post risultano maggiormente letti; - il tempo di permanenza su un post/pagina. Altri dati sono deducibili da Analytics ma ad essi non faccio riferimento non essendo questo un sito commerciale o con finalità economiche. L’analisi di questi dati mi permette di migliorare il sito per andare incontro alle esigenze dei lettori. Cookie di profilazione Su questo sito uso uso i cookie di profilazione per:
  • integrare i social network
Integrare i social network: per poter inserire in questo sito i bottoni per condividere su Facebook, Twitter e Google+, i commenti di Facebook e il box che richiama la pagina Facebook, devo consentire a Facebook, Twitter e Google di installare dei cookie nel tuo browser. Facebook, Twitter e Google usano questi cookie per mostrarti annunci pubblicitari mirati quando navighi sui loro siti. Per dare il tuo consenso clicca su Ok nella barra che compare in basso nel sito. Se vuoi navigare in questo sito senza approvare questi cookie, usa la navigazione in incognito. // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ //
Save settings
Cookies settings