Se il potenziale di tutte le probabilità esiste già, non significa forse che tutte le probabilità – nel non-tempo, eterno presente che in sé contiene il tutto – sono già presenti?
☉ La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
MONOGRAFIE
33. L’esperienza di Essere ed Esistere e la tensione con il Cerchio Firenze 77
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda relativa alle fonti a fondo pagina.
Capitolo 5
Il capitolo precedente ci ha condotti a una conclusione precisa: per Elias il nuovo non è soltanto qualcosa che esisteva già ma non era ancora conosciuto. Egli parla di espressioni che non preesistevano e che vengono create nell’esplorazione.
Ma questa conclusione incontra immediatamente un’altra affermazione del corpus:
«The potential for all probabilities does exist within consciousness»
— «Il potenziale di tutte le probabilità esiste nella coscienza».
Come possono essere vere entrambe le cose? Se il potenziale di tutte le probabilità esiste già, non significa forse che tutte le probabilità – nel non-tempo, eterno presente che in sé contiene il tutto – sono già presenti e che la scelta si limiti a selezionarne una? Elias risponde precisamente di no.
[Raccordo editoriale — Sessioni 329, 777, 1557; ponte verso Sessioni 549, 827, 160]
Il passaggio decisivo della Sessione 549
La Sessione 549 affronta direttamente il problema. Joe propone due modelli.
— Nel primo, la coscienza continua a espandersi generando nuove probabilità.
— Nel secondo, «tutto esiste già» e l’esperienza consisterebbe semplicemente nello scegliere ciò che sperimentare entro questa totalità.
Elias non accetta integralmente nessuno dei due modelli. Dice che, «in a manner of speaking» — «in un certo senso», entrambi contengono un elemento corretto. Da un lato:
«consciousness IS […] it is already all that is»
— «la coscienza È […] è già tutto ciò che è».
Dall’altro, parlando delle probabilità:
«the probabilities do not lie before you, and in a manner of speaking, do not already exist»
— «le probabilità non si trovano davanti a voi e, in un certo senso, non esistono già».
[Elias — Sessione 549]
Elias aggiunge:
«Probabilities are created in the moment»
— «Le probabilità vengono create nel momento».
Non sono cose precedentemente esistenti. Sono azioni. [Elias — Sessione 549]
Qui compare già la distinzione fondamentale:
che la coscienza sia già tutto ciò che è non implica che ogni probabilità determinata esista già come probabilità costituita.
[Raccordo editoriale — Sessione 549]
Il potenziale esiste; la probabilità viene creata
Joe formula allora precisamente l’obiezione che interessa questa monografia:
«the potential for any probability exists, although the probability or the choice or the action itself may not have been actualized»
— «il potenziale per qualsiasi probabilità esiste, sebbene la probabilità, la scelta o l’azione stessa possa non essere stata attualizzata».
Elias risponde:
«Correct. The potential for all probabilities does exist within consciousness. The actualization and the choice of any probability is created within the moment.»
— «Corretto. Il potenziale di tutte le probabilità esiste nella coscienza. L’attualizzazione e la scelta di qualsiasi probabilità vengono create nel momento.»
[Elias — Sessione 549]
Poco dopo Joe verifica ancora una volta la distinzione. La sua precedente comprensione era: se tutte le probabilità saranno esplorate, allora forse tutte le probabilità esistono già, benché non siano ancora attualizzate. Elias lo corregge esplicitamente:
«No. The potential for all probabilities exists. The probabilities themselves exist within the moment, as they are chosen and as they are created.»
— «No. Esiste il potenziale di tutte le probabilità. Le probabilità stesse esistono nel momento, quando vengono scelte e create.»
[Elias — Sessione 549]
Questa è probabilmente la distinzione più importante dell’intero capitolo.
Potenziale di tutte le probabilità ≠ tutte le probabilità già esistenti.
[Raccordo editoriale — Sessione 549]
Il potenziale indica una capacità illimitata di espressione e creazione. La probabilità determinata, invece, emerge nell’atto della scelta. [Raccordo editoriale — Sessione 549]
Non un magazzino di futuri già pronti
Nella stessa Sessione 549 Elias rifiuta l’immagine di un deposito di probabilità già esistenti.
Joe pensa alle probabilità come qualcosa che potrebbe essere già disponibile, ma non ancora attualizzato. Elias insiste invece che:
«The probabilities themselves exist within the moment»
— «Le probabilità stesse esistono nel momento».
E aggiunge che le probabilità sono azioni e si muovono insieme alla scelta.
[Elias — Sessione 549]
La differenza è sottile ma sostanziale. Un repertorio di probabilità sarebbe composto da eventi già determinati: A, B, C, D esistono già e io scelgo quale percorrere.
Il potenziale, nel modo in cui Elias lo utilizza qui, non richiede invece che A, B, C e D siano già costituiti come eventi determinati. [Raccordo editoriale — Sessione 549]
Non possiamo dunque rappresentare il potenziale come una biblioteca infinita nella quale ogni futuro possibile sia già scritto e la scelta consista soltanto nell’estrarre un volume. Questa sarebbe precisamente l’immagine che Elias rifiuta. [Raccordo editoriale — Sessione 549]
Nota di uma: ma questa è la risposta che fornisce il CF77. Siamo nell’eterno presente: non può esserci un non ancora; necessariamente è tutto presente. Vedremo di affrontare questa tensione nei prossimi capitoli.
La correzione esplicita della Sessione 827
La Sessione 827 affronta il problema ancora più direttamente. Frank espone un modello nel quale, in ogni momento, esisterebbero già moltissime probabilità; il soggetto ne sceglierebbe una, mentre le altre verrebbero comunque attualizzate in realtà probabili (a grandi linee è quanto affermato dal CF77, ndr).
Elias interviene per correggere questa rappresentazione. Dice che il modello secondo il quale si sceglie fra probabilità che:
«already exist and are before you»
— «esistono già e si trovano davanti a voi»
costituisce, rispetto alla definizione precisa delle probabilità, un punto di distorsione.
[Elias — Sessione 827]
Elias utilizza un’immagine molto concreta:
«there are no probabilities floating through space in front of you»
— «non vi sono probabilità che fluttuano nello spazio davanti a voi».
Non si sceglie una probabilità come si sceglierebbe un oggetto fra molti oggetti già presenti in un mercato. [Elias — Sessione 827]
La ragione è precisamente questa: un simile modello trasformerebbe le probabilità in cose già esistenti che attendono soltanto di essere selezionate.
Possibilità e probabilità
Frank propone allora di modificare il termine. Forse ciò che esiste non dovrebbe essere chiamato «probabilità» ma possibilità.
Elias accetta questa distinzione:
«Yes, for the probability is the actual creation of the choice in the moment»
— «Sì, perché la probabilità è l’effettiva creazione della scelta nel momento».
E prosegue:
«you may allow yourself to view many different choices […] as the possibilities. The probability is what you create in an actual moment»
— «potete permettervi di considerare molte differenti scelte […] come possibilità. La probabilità è ciò che create in un momento effettivo.»
[Elias — Sessione 827]
Questa precisazione permette di distinguere tre livelli senza sovrapporli:
potenziale — capacità aperta e non limitata della coscienza;
possibilità — differenti scelte che possono essere considerate o concepite;
probabilità — creazione effettiva che si produce nella scelta.
[Raccordo editoriale — Sessioni 549, 827]
Ma anche qui è necessaria cautela. Elias non sta dicendo che tutte le «possibilità» concepibili esistano già come realtà determinate. Sta distinguendo il modo in cui possiamo considerare differenti alternative dalla probabilità effettivamente creata.
[Raccordo editoriale — Sessione 827]
La scelta non seleziona soltanto: crea
Il punto diventa ancora più netto nella stessa Sessione 827. Elias afferma:
«You create a probability in the moment»
— «Create una probabilità nel momento».
La scelta di una determinata probabilità genera inoltre altre probabilità connesse a essa.
[Elias — Sessione 827]
Più avanti ribadisce:
«Probabilities are created, chosen, and actualized within the moment»
— «Le probabilità vengono create, scelte e attualizzate nel momento».
[Elias — Sessione 827]
La sequenza lessicale è importante: create, chosen, actualized — «create, scelte, attualizzate».
Non viene detto soltanto che una probabilità preesistente viene scelta e poi resa fisica. La creazione appartiene all’azione stessa.
[Elias / raccordo editoriale — Sessione 827]
Una formulazione precoce: Sessione 160
La Sessione 160 mostra che questa distinzione non è una formulazione tarda introdotta soltanto nel 2000 o 2001. Nel 1997 Elias afferma:
«your probabilities are not “already”. They do not exist before you. They are not in front of you. You do not choose from an existing well.»
— «Le vostre probabilità non sono “già”. Non esistono davanti a voi. Non sono poste di fronte a voi. Non scegliete da un serbatoio già esistente.»
[Elias — Sessione 160]
Subito dopo introduce la formula particolarmente significativa:
«You create, within infinite possibilities, the probabilities that you choose to actualize.»
—«Create, entro possibilità infinite le probabilità che scegliete di attualizzare.»
[Elias — Sessione 160]
Questa formulazione anticipa bene la distinzione sviluppata successivamente:
- le possibilità sono infinite;
- le probabilità determinate non sono già costituite;
- la scelta partecipa alla loro creazione.
[Elias / raccordo editoriale — Sessione 160]
Ma che cosa significa «infinite possibilità»?
Qui potrebbe riaprirsi il problema. Se esistono «infinite possibilità», non siamo tornati al punto di partenza? Non significa che, almeno sotto forma di possibilità, tutto sia già definito?
La Sessione 1557 impedisce precisamente questo passaggio. Marta tenta di descrivere i blueprints («schemi di configurazione») come strutture che conterrebbero «tutti i potenziali» o tutte le «possibilità» manifestabili.
Elias corregge il linguaggio. Parlare di possibilità in quel contesto introdurrebbe:
«the factor of a closed end»
— «il fattore di una struttura chiusa»
e implicherebbe:
«that the probabilities are set before you, and they are not»
— «che le probabilità siano già predisposte davanti a voi, e non lo sono».
[Elias — Sessione 1557]
Questa precisazione è essenziale per non trasformare le «infinite possibilità» della Sessione 160 in un inventario infinito ma già definito. [Raccordo editoriale — Sessioni 160, 1557]
Infinito non significa necessariamente già determinato.
Il corpus autorizza l’idea di un potenziale illimitato; non autorizza l’immagine di un catalogo completo di esiti già costituiti.
[Raccordo editoriale — Sessioni 549, 1557, 827, 160]
Potenziale non significa evento già esistente
Possiamo ora formulare la distinzione centrale. La Sessione 549 dice:
il potenziale di tutte le probabilità esiste.
Ma dice anche:
le probabilità stesse vengono create nel momento.
[Elias — Sessione 549]
La Sessione 827 dice:
la probabilità è la creazione effettiva della scelta nel momento.
[Elias — Sessione 827]
La Sessione 160 dice:
entro possibilità infinite, create le probabilità che scegliete di attualizzare.
[Elias — Sessione 160]
La Sessione 1557 nega che queste possibilità debbano essere concepite come una struttura chiusa di probabilità già predisposte. [Elias — Sessione 1557]
Ne deriva una conclusione documentale molto precisa:
il potenziale non è una probabilità non ancora attualizzata.
[Raccordo editoriale — Sessioni 549, 827, 160, 1557]
È la possibilità di creare probabilità; non una collezione di probabilità determinate già esistenti. [Raccordo editoriale — Sessioni 549, 827]
Questa distinzione permette di comprendere perché Elias possa affermare contemporaneamente che il potenziale è universale e che la probabilità è nuova.
Non vi è necessariamente contraddizione fra:
«esiste il potenziale»
e
«questa probabilità non esisteva prima della scelta».
Il primo enunciato riguarda la capacità creativa; il secondo riguarda la forma determinata che essa assume. [Raccordo editoriale — Sessioni 549, 827, 160]
Un esempio semplice
Possiamo rappresentare il rapporto in forma schematica, purché sia chiaro che si tratta di un nostro ausilio editoriale.
Il potenziale non equivale a:
A + B + C + D già esistenti → scelgo C.
Il modello documentariamente più vicino a Elias sarebbe:
potenziale aperto → scelta → creazione della probabilità C.
[Raccordo editoriale — Sessioni 549, 827]
Naturalmente questa rappresentazione semplifica un movimento che Elias stesso considera difficile da tradurre nel linguaggio fisico. Ma evita l’errore principale: collocare la probabilità determinata prima della scelta che la crea.
Il rapporto con il nuovo del capitolo precedente
La distinzione getta luce anche sul problema affrontato nel Capitolo 4. Se il potenziale universale non contiene già ogni probabilità come evento determinato, allora l’esistenza del potenziale non annulla automaticamente la possibilità del nuovo.
[Raccordo editoriale — Sessioni 549, 827, 1557; raccordo con Sessioni 329, 777]
In altri termini:
potenziale universale non equivale a futuro già scritto.
E:
possibilità infinita non equivale a totalità chiusa di eventi già costituiti.
[Raccordo editoriale — Sessioni 549, 160, 1557]
La scelta assume così un carattere autenticamente creativo. Non è soltanto un atto di selezione; partecipa alla costituzione della probabilità determinata.
[Raccordo editoriale — Sessioni 549, 827, 160]
Il limite della conclusione
Non dobbiamo però estendere questa spiegazione oltre ciò che le fonti consentono. Queste sessioni permettono di affermare con il grado più alto di attendibilità che Elias distingue il potenziale dalla probabilità determinata e che la probabilità viene creata nel momento della scelta.
Non consentono ancora di spiegare in modo completo come un potenziale universale possa dare luogo a una determinazione realmente nuova senza che vi sia, a livello fondamentale, un «prima» nel quale quella probabilità non esiste e un «dopo» nel quale esiste. [Raccordo editoriale — Sessioni 549, 827, 160, 1557]
Questa è precisamente la tensione che non va risolta introducendo una spiegazione che Elias non fornisce. Il risultato raggiunto è più circoscritto:
Elias rifiuta un repertorio chiuso di probabilità determinate preesistenti. Il potenziale è presente; la probabilità viene creata nella scelta.
[Elias / raccordo editoriale — Sessioni 549, 827, 160, 1557]
Ma proprio questa conclusione rende inevitabile la domanda successiva. Se la probabilità viene creata nel momento, che cosa significa «momento» quando Elias afferma anche che il tempo fondamentale è simultaneo?
Come può qualcosa essere creato, cambiare e divenire se non esiste, in senso ultimo, una successione di prima e dopo?
È qui che il problema del nuovo incontra direttamente quello della simultaneità.
[Raccordo editoriale — Sessioni 549, 827, 160; ponte verso Sessioni 208, 991, 151, 549, 202112031]
[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org
