Ciò che viene sperimentato dimostra di avere raggiunto una realtà superiore, oppure può essere compreso come una diversa esperienza e consapevolezza di ciò che l’individuo già è?
☉ La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
MONOGRAFIE
8. Spiritualità, pratiche, maestri, illuminazione
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda relativa alle fonti a fondo pagina.
Capitolo 5
Quando l’esperienza sembra oltrepassare l’ordinario
Esistono esperienze nelle quali la consueta percezione di essere un individuo separato sembra modificarsi profondamente. I confini abituali possono apparire meno netti, può emergere una forte sensazione di unità e ciò che viene vissuto può possedere una chiarezza o un’intensità difficili da ricondurre all’esperienza quotidiana. Nel corpus di Elias queste esperienze non vengono liquidate come illusioni; il problema riguarda piuttosto il significato che viene loro attribuito. [Raccordo editoriale — Sessioni 1581, 3174]
La domanda, quindi, non è se un’esperienza mistica sia «vera» oppure «falsa». È più precisa: ciò che viene sperimentato dimostra di avere raggiunto una realtà superiore, oppure può essere compreso come una diversa esperienza e consapevolezza di ciò che l’individuo già è? [Raccordo editoriale — Sessioni 1581, 186]
«Tutto è uno»: esperienza e interpretazione
Nella Sessione 1581 l’interlocutrice racconta un’esperienza particolarmente intensa, associata all’uso di una sostanza psicotropa. La descrive attraverso la comprensione che all is one («tutto è uno») e interpreta ciò che è accaduto come il funzionamento a un higher vibrational level («livello vibratorio superiore»). Si domanda inoltre se un higher self («sé superiore») o un’altra entità abbiano assunto la direzione dell’esperienza. [Interlocutrice — Sessione 1581]
Elias non contesta l’esperienza, ma non conferma queste spiegazioni. Non attribuisce ciò che è accaduto all’intervento di un’entità superiore e non lo presenta come accesso a un livello ontologicamente più elevato. Lo descrive invece come esplorazione del sé, maggiore chiarezza e ampliamento dell’awareness («consapevolezza») dell’individuo. [Elias — Sessione 1581]
Questa distinzione è essenziale. L’esperienza può essere intensa, reale e significativa senza che l’interpretazione formulata per spiegarla debba essere accettata nello stesso modo. L’intensità appartiene all’esperienza; «livello superiore», «sé superiore» o intervento esterno sono spiegazioni aggiunte che Elias riformula. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 1581]
È proprio questo che permette di evitare due estremi. Da una parte, ridurre l’esperienza a fantasia perché non conferma una cosmologia spirituale; dall’altra, assumere la sua forza soggettiva come prova dell’esistenza di quella cosmologia. Elias mantiene invece la realtà dell’esperienza e ne modifica il quadro interpretativo. [Raccordo editoriale — Sessione 1581]
Una capacità dell’individuo
Nella risposta della Sessione 1581, Elias presenta inoltre l’esperienza come esempio delle capacità dell’individuo. La chiarezza sperimentata non viene attribuita primariamente alla sostanza né a un’entità che sarebbe intervenuta dall’esterno. L’evento mostra qualcosa che l’individuo è capace di generare. [Elias — Sessione 1581]
Elias precisa infatti che una chiarezza analoga può essere prodotta senza sostanze, attraverso l’esplorazione del sé e la presenza nel now («adesso»). La sostanza può dunque aver accompagnato quella particolare esperienza, ma non viene trasformata nella sorgente della capacità che essa ha reso evidente. [Elias — Sessione 1581]
Questo sposta nuovamente il centro. Un’esperienza straordinaria non necessariamente introduce qualcosa che prima era assente nell’individuo; può rendere percepibili possibilità, modalità di consapevolezza o capacità che nell’esperienza abituale non vengono riconosciute con la stessa chiarezza. [Raccordo editoriale — Sessione 1581]
Che cosa significa sperimentare la non-separazione
La Sessione 3174 offre una formulazione positiva particolarmente utile. Elias distingue l’interconnectedness («interconnessione») dal semplice «essere connessi» a qualcosa. Non descrive due entità originariamente separate che stabiliscono successivamente un collegamento; parla invece della diminuzione della separazione con cui l’esperienza viene abitualmente configurata. [Elias — Sessione 3174]
“Experiencing interconnectedness is the action of letting down that veil of separation…”
(«Sperimentare l’interconnessione è l’azione di abbassare quel velo di separazione…»). — Elias, Sessione 3174
Elias aggiunge che, in quell’esperienza, l’individuo riconosce di essere parte di ciò che sta accadendo. L’interconnectedness («interconnessione») non viene quindi presentata soltanto come un concetto che si comprende intellettualmente, ma come una modalità vissuta nella quale la separazione abituale diventa meno dominante. [Elias — Sessione 3174]
È significativo che Elias descriva questa interconnessione come natural state («stato naturale») della coscienza, dell’Essenza e dell’essere che l’individuo è. L’esperienza non viene dunque interpretata come ingresso in una realtà estranea o superiore, ma come esperienza meno separata di una condizione che Elias considera già propria dell’essere. [Elias — Sessione 3174]
Non andare altrove, ma sperimentare diversamente
L’incrocio fra le Sessioni 1581 e 3174 permette una ricostruzione prudente. Ciò che appare come ingresso in un «altrove» può essere descritto, nel lessico di Elias, come una modificazione della consapevolezza e del modo in cui viene sperimentata la separazione. [Raccordo editoriale — Sessioni 1581, 3174]
Questo non significa che tutte le esperienze mistiche siano identiche, né che ogni esperienza di unità debba essere interpretata esattamente nello stesso modo. Le fonti autorizzano una conclusione più limitata: almeno nei casi discussi, Elias ricolloca l’esperienza nel sé e nelle sue capacità anziché confermare un passaggio verso un livello superiore dell’essere. [Raccordo editoriale — Sessioni 1581, 3174]
La distinzione già incontrata nella Sessione 186 resta qui un criterio di controllo: “It is not a higher plane. It is a different experience” («Non è un piano superiore. È un’esperienza differente»). Applicata con cautela al tema di questo capitolo, impedisce di trasformare automaticamente la diversità dell’esperienza in una graduatoria ontologica. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 186]
Può essere chiamata “illuminazione”?
Una conversazione diversa introduce un’ulteriore cautela. Nella Sessione 200702181 l’interlocutore paragona una propria esperienza breve a un momento di enlightenment («illuminazione») o satori («risveglio improvviso»). Elias risponde che la si può esprimere in quel modo, ma immediatamente relativizza il termine. [Interlocutore / Elias — Sessione 200702181]
Per Elias, ciò che viene identificato come enlightenment («illuminazione») può assumere significati differenti per individui differenti, in relazione a ciò che ciascuno percepisce come più sacro. La risposta consente quindi di utilizzare la parola per nominare un’esperienza, ma non di trasformarla automaticamente in una condizione universale o in uno status permanente. [Elias — Sessione 200702181]
Questo passaggio non risolve ancora il problema generale dell’illuminazione, che verrà affrontato più avanti. Qui serve soltanto a mostrare che anche un’esperienza riconosciuta come «illuminazione» può essere trattata da Elias come evento individuale e momentaneo, non necessariamente come acquisizione definitiva di un rango spirituale. [Raccordo editoriale — Sessione 200702181]
L’intensità non certifica una cosmologia
Possiamo allora distinguere tre elementi che spesso vengono fusi.
- Il primo è l’esperienza: unità, chiarezza, ampliamento della consapevolezza, minore separazione.
- Il secondo è il significato che quell’esperienza assume per l’individuo.
- Il terzo è la spiegazione cosmologica mediante la quale la si interpreta come accesso a un piano superiore, intervento di un’entità o raggiungimento di uno status spirituale. [Raccordo editoriale — Sessioni 1581, 3174, 200702181]
Le fonti consentono di riconoscere pienamente i primi due senza rendere necessario il terzo. Un’esperienza può essere decisiva per chi la vive e contemporaneamente non costituire una prova universale della cosmologia utilizzata per descriverla. [Raccordo editoriale — Sessioni 1581, 200702181]
In questo senso l’esperienza mistica non perde valore quando viene sottratta alla gerarchia. Al contrario, la sua importanza può essere cercata in ciò che rende sperimentabile: maggiore chiarezza del sé, ampliamento della consapevolezza e diminuzione esperienziale della separazione. [Raccordo editoriale — Sessioni 1581, 3174]
Conclusione
Nelle fonti esaminate, Elias non oppone esperienza mistica e realtà. Riconosce la possibilità di esperienze intense di chiarezza, unità e interconnessione; ciò che non conferma è il passaggio automatico dall’intensità dell’esperienza all’esistenza di un livello ontologicamente superiore. [Elias / raccordo editoriale — Sessioni 1581, 3174, 186]
L’esperienza di all is one («tutto è uno») della Sessione 1581 viene ricondotta alle capacità e alla consapevolezza del sé; l’interconnectedness («interconnessione») della Sessione 3174 viene descritta come caduta del velo della separazione e partecipazione a ciò che accade. In entrambi i casi, il movimento non richiede un «altrove» superiore per essere reale. [Elias / raccordo editoriale — Sessioni 1581, 3174]
Ma se sperimentare la non-separazione significa sentirsi parte di ciò che accade, sorge immediatamente una nuova domanda: che cosa accade all’individualità? Essere parte dell’intero significa perdere la propria distinzione? È il problema del capitolo successivo. [Raccordo editoriale — Sessione 3174; ponte verso Sessioni 758, 1175]
Fonti
- Sessione 1581 — Eliasweb
- Sessione 3174 — Eliasweb
- Sessione 200702181 — Eliasweb
- Sessione 186 — Eliasweb
[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.
© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org

“Esistono esperienze nelle quali la consueta percezione di essere un individuo separato sembra modificarsi profondamente. I confini abituali possono apparire meno netti, può emergere una forte sensazione di unità e ciò che viene vissuto può possedere una chiarezza o un’intensità difficili da ricondurre all’esperienza quotidiana. Nel corpus di Elias queste esperienze non vengono liquidate come illusioni; il problema riguarda piuttosto il significato che viene loro attribuito”.
Nel Sentiero si fa esperienza di questi stati, di non sentirsi separati.
Sono, come Elias afferma: stati ampliati di consapevolezza.
Se tutti siamo Uno, il togliere i veli che produce l’esperienza, ci fa speriemntare la Realtà che è.
Non sono stati indotti, bensì accadono e non interessa chiamarli “illuminazione”.