Elias: genere, orientamento e preferenza: tre dimensioni [E245]

Il problema, secondo Elias, nasce perché gli esseri umani attribuiscono al gender molti elementi che non appartengono necessariamente alla configurazione corporea…

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MONOGRAFIE
9. La sessualità secondo Elias
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda delle fonti a fondo pagina.
Capitolo 2

Una delle difficoltà maggiori nella lettura delle sessioni di Elias sulla sessualità nasce dal fatto che il suo lessico non rimane identico nel tempo. Alcune parole utilizzate nelle prime sessioni vengono successivamente ridefinite; categorie inizialmente accostate vengono separate e acquistano un significato tecnico più preciso.

Il caso più importante riguarda tre termini che nel linguaggio corrente tendiamo facilmente a sovrapporre:

— gender (genere),
— orientation (orientamento) e
— sexual preference (preferenza sessuale).

Nel sistema maturo di Elias non indicano la stessa cosa. Comprendere questa distinzione è indispensabile non soltanto per ricostruire la sua concezione della sessualità, ma anche per evitare un equivoco particolarmente insidioso: interpretare orientation nel significato comune contemporaneo di orientamento eterosessuale, omosessuale o bisessuale.
Per Elias, dopo la ridefinizione del 1999, non è questo che significa.

La Sessione 255, del gennaio 1998, costituisce una delle fonti più importanti ma anche più problematiche dell’intero corpus sulla sessualità.
Elias parla ancora di sexual orientation (orientamento sessuale) utilizzando categorie che comprendono male, female e other — maschile, femminile e altro — e nel corso della conversazione mette talvolta in relazione l’other con l’omosessualità o la bisessualità. In altri passaggi cerca invece di distinguerli. Il risultato è una terminologia non ancora stabilizzata.

Nella stessa sessione afferma, per esempio, che chi entra in questa dimensione sceglie di sperimentare diverse manifestazioni della sexual orientation e parla di male, female e homosexual. Poco dopo precisa però che «homosexuality is an incorrect terminology» per ciò che precedentemente aveva denominato other. [Raccordo editoriale — Sessione 255]

È importante non cancellare questa oscillazione. Se leggessimo la 255 utilizzando automaticamente le definizioni che Elias introdurrà l’anno successivo, produrremmo un corpus apparentemente coerente, ma storicamente falso. Elias stesso riconoscerà in seguito di avere inizialmente identificato gli orientamenti attraverso categorie collegate al genere e di avere poi modificato quella terminologia. [Raccordo editoriale — Sessione 1749]

La 255 rappresenta quindi una fase antica del lessico, non la formulazione definitiva.

La svolta comincia a diventare esplicita nella Sessione 361. Qui Elias dichiara che non utilizzerà più male/female/other per indicare l’orientation. Male e female vengono confinati al gender, mentre l’orientation viene definita come una creazione completamente diversa. [Raccordo editoriale — Sessione 361]

La distinzione è molto precisa.
— Il gender (genere) riguarda la configurazione fisica scelta per la manifestazione.
— L’orientation (orientamento) riguarda invece:

  • come l’individuo percepisce la propria realtà,
  • come percepisce se stesso,
  • come interagisce con gli altri e
  • come si rapporta complessivamente al mondo che crea.

Elias arriva a definirla come qualcosa che investe la perception (percezione) nel suo insieme. [Raccordo editoriale — Sessione 361]

Questo punto cambia completamente il significato della parola. L’orientation, nel lessico tecnico che Elias sta costruendo, non risponde alla domanda:
«Da quale genere di persona sono sessualmente attratto?»

Risponde piuttosto a una domanda molto più vasta:
«Attraverso quale configurazione percettiva creo e interpreto la mia esperienza?»
La sessualità rimane il contesto strutturale all’interno del quale questa orientation opera, ma l’orientation non descrive semplicemente la scelta dei partner. Ed è proprio qui che compare il terzo elemento.

Nella Sessione 361 Elias introduce esplicitamente la distinzione fra orientation (orientamento) e preference (preferenza).

  • La preference riguarda una scelta che il focus esprime oggettivamente nella propria esperienza;
  • gender e orientation vengono invece descritti come scelte già configurate entrando nella manifestazione fisica. Elias sottolinea soprattutto che orientation e sexual preference non sono automaticamente accoppiate. [Raccordo editoriale — Sessione 361]

La distinzione diventa definitiva poche settimane dopo. Nella Sessione 401 un interlocutore richiama la precedente classificazione in omosessualità, eterosessualità e bisessualità.
Elias risponde:
«Let me offer to you a re-definition»
— «Lascia che ti offra una ridefinizione».

È difficile immaginare un’indicazione cronologica più esplicita. [Raccordo editoriale — Sessione 401]

A quel punto precisa che:
eterosessualità, omosessualità e bisessualità sono
👉objective choices in preference (scelte oggettive di preferenza);
👉non sono orientations.

La orientation riguarda invece l’intera perception (creazione/percezione, ndr) e il modo in cui l’individuo crea la propria realtà. [Raccordo editoriale — Sessione 401]

Anche gli esempi forniti sono inequivocabili. La scelta del partner, il genere della persona con cui si intrattiene un rapporto sessuale e il tipo di interazione sessuale appartengono alla preference, non necessariamente alla orientation. [Raccordo editoriale — Sessione 401]

Questa distinzione rimarrà stabile. Nel 2002, quando un interlocutore domanda a Elias della propria «sexual orientation» riferendosi al fatto di essere omosessuale, Elias lo corregge immediatamente:
— si tratta di sexual preference, e non bisogna confonderla con orientation, perché le due cose sono «quite different» — molto differenti. [Raccordo editoriale — Sessione 976]

Nel 2005 Elias ricostruirà persino la storia della propria terminologia, ricordando di avere inizialmente identificato le orientations attraverso i genders e di avere successivamente modificato tale impostazione. [Raccordo editoriale — Sessione 1749]

Non siamo quindi davanti a una nostra interpretazione editoriale. È Elias stesso che segnala la correzione.

Una volta separata orientation dal gender, occorreva un nuovo vocabolario. Nella Sessione 377 Elias dichiara esplicitamente che la terminologia precedentemente utilizzata era inadeguata e introduce tre nuove denominazioni:

— common (comune), intermediate (intermedio) e soft (soft).

Lo scopo dichiarato è precisamente evitare che l’orientation venga identificata con il gender. [Raccordo editoriale — Sessione 377]

In questa fase Elias conserva ancora alcune analogie: common può ricordare ciò che veniva associato al maschile, intermediate ciò che veniva associato al femminile e soft ciò che in precedenza era stato avvicinato all’other. Ma avverte che queste associazioni non devono essere trasformate nuovamente in equivalenze.

La ragione è fondamentale: l’orientation è una configurazione della perception.
Essa investe il modo in cui il focus vede se stesso, incontra gli altri, organizza la propria attenzione e interagisce con la realtà. [Raccordo editoriale — Sessione 377]

  • Un uomo può quindi essere intermediate.
  • Una donna può essere common.
  • Un individuo soft può avere qualsiasi configurazione corporea e qualsiasi sexual preference.

La combinazione fra questi elementi non segue necessariamente lo schema che i belief systems culturali associano al sesso biologico o alle categorie socialmente riconosciute.
Le tre orientations verranno analizzate separatamente nel prossimo capitolo. Per ora è sufficiente fissare il principio:

— common, intermediate e soft non indicano eterosessualità, bisessualità e omosessualità.

Nella Sessione 378 Elias porta la separazione alle sue conseguenze più nette. Definisce il gender, in relazione a male e female, come:

«a body type and function»
— «un tipo corporeo e una funzione».

E aggiunge che, in quella definizione, non dovrebbe estendersi oltre. [Raccordo editoriale — Sessione 378]

Il problema, secondo Elias, nasce perché gli esseri umani attribuiscono al gender molti elementi che non appartengono necessariamente alla configurazione corporea: modalità percettive, comportamenti, qualità psicologiche, ruoli e aspettative.

Una determinata configurazione corporea non determina quindi automaticamente una determinata perception. Due individui con lo stesso body type (tipo corporeo) possono possedere orientations differenti e creare la propria realtà attraverso modalità percettive differenti. [Raccordo editoriale — Sessione 378]

Nella costruzione di fine anni Novanta possiamo pertanto distinguere abbastanza nettamente tre piani:

— gender → configurazione corporea e funzione;
— orientation → configurazione complessiva della perception;
— sexual preference → partner e forme concrete dell’espressione sessuale.

Questa tripartizione costituisce uno dei cardini della concezione eliasiana della sessualità. Ma non è ancora l’ultima parola.

Nel 2024 Elias torna diffusamente sull’argomento e introduce un elemento che impedisce di trattare la definizione del 1999 come una formula immutabile. Parla ora esplicitamente di non-binary gender (genere non binario).

Nella Sessione 202409151 mette in relazione la vecchia espressione other con ciò che oggi viene chiamato non-binary e insiste sul fatto che non stava parlando di omosessualità. [Raccordo editoriale — Sessione 202409151]

Nella Sessione 202410261 la distinzione diventa ancora più articolata. Nel dialogo vengono separati:

— physical gender (genere fisico),
— modo in cui l’individuo si identifica o si esprime, e
— attraction (attrazione).

Elias concorda esplicitamente che questi elementi possono essere differenti. [Raccordo editoriale — Sessione 202410261]

Nella stessa sessione presenta male, female e nonbinary come tre modalità di gender identity (identità di genere) e afferma che il nonbinary attraversa le diverse orientations: non è quindi sinonimo di soft, come non è sinonimo di omosessualità.
Orientation e gender identity possono essere profondamente intrecciati nell’esperienza individuale, ma rimangono distinguibili. [Raccordo editoriale — Sessione 202410261]

Qui compare una tensione terminologica che non dobbiamo eliminare. Se nel 1999 Elias poteva definire gender semplicemente come body type and function, nel 2024 utilizza il termine anche parlando di identità male, female e nonbinary e distingue ulteriormente physical gender, identity/espressione e attraction.

Non sarebbe corretto fingere che le due formulazioni siano perfettamente identiche. Ma sarebbe altrettanto scorretto dedurne immediatamente una contraddizione dottrinale. Il dato documentabile è più circoscritto: il vocabolario di Elias sul gender si amplia e si modifica nel tempo, come era già accaduto alla parola orientation. La monografia dovrà conservare questa stratificazione.

Possiamo ora formulare in maniera semplice la distinzione raggiunta.

— Quando Elias parla del gender, almeno nella sua definizione tecnica originaria, domanda in quale configurazione fisica il focus si manifesta; nelle fonti tarde il discorso viene ampliato alla relazione fra configurazione fisica e identità di genere.

— Quando parla dell’orientation, domanda in quale maniera complessiva il focus percepisce se stesso, gli altri e la realtà.

— Quando parla di sexual preference, riguarda invece le direzioni concrete nelle quali l’individuo esprime sessualmente le proprie preferenze: con chi, verso quale genere, attraverso quali forme di interazione.

Questi tre livelli possono interagire, ma non si determinano reciprocamente in modo necessario. Ed è precisamente questa separazione a rendere possibile la grande varietà che Elias attribuisce all’esperienza sessuale umana.

L’omosessualità, per esempio, non identifica per Elias una orientation nel significato tecnico maturo del termine. È un’espressione della sexual preference. Un individuo omosessuale può essere common, intermediate o soft; così come ciascuna delle tre orientations può accompagnarsi a differenti preferences.

La stessa cautela deve valere per gender. Una configurazione corporea non permette, da sola, di dedurre l’orientation; e l’orientation non permette di dedurre automaticamente la sexual preference.

La sessualità descritta da Elias non procede dunque attraverso una catena lineare:

corpo → identità → orientamento → attrazione → comportamento.

È molto più simile a un insieme di dimensioni che possono combinarsi secondo configurazioni differenti. Questo è uno dei primi luoghi nei quali diventa visibile la molteplicità che caratterizza l’intero discorso di Elias sulla sexuality.

Ma rimane da comprendere che cosa siano davvero quelle tre enigmatiche orientations — common, intermediate e soft — se non indicano né il genere né la preferenza sessuale.
È da qui che occorre proseguire.

[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.


© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org

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