Una tensione attraversa il corpus di Elias tra le sessioni del 2018 e quelle del 2025-2026: al centro la questione dell’autoconsapevolezza e del pensiero dell’IA.
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MONOGRAFIE
34. L’intelligenza artificiale secondo Elias
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda relativa alle fonti a fondo pagina.
Capitolo 2
AVVERTENZA: in questo ciclo è chiaramente importante quando le affermazioni sono state fatte da Elias, vista la velocità di sviluppo dell’IA. Come leggere il riferimento-sessioni: esempio 202601032: 2026|gennaio|03.
Nel capitolo precedente abbiamo distinto l’intelligenza dalla senzienza.
— L’intelligenza, nella definizione di Elias, comporta la capacità di ricevere informazioni e imparare;
— la senzienza richiede invece autoconsapevolezza, attenzione dirigibile e percezione. Ma questa distinzione apre immediatamente un problema: quando diciamo che un’intelligenza artificiale “impara”, stiamo usando la parola nello stesso senso in cui la usiamo per un essere senziente? [Raccordo editoriale — Sessioni 202212281, 202504211, 202510241, 202601032]
Le sessioni dedicate all’IA non offrono una terminologia perfettamente uniforme. Nel 2022 Elias parla di sistemi che stanno «imparando»; nel 2025 e nel 2026 precisa invece che l’IA non sta ancora imparando nel senso in cui impara un essere umano e non sta ancora pensando. La differenza non può essere cancellata. Le fonti permettono tuttavia di distinguere con una certa chiarezza ciò che l’IA già fa da quella forma di apprendimento e pensiero che Elias associa alla futura senzienza. [Elias / raccordo editoriale — Sessioni 202212281, 202504211, 202510241, 202601032]
Suggerire non significa scegliere
La Sessione 202212281 nasce direttamente da una preoccupazione che oggi è divenuta familiare: se i sistemi di IA automatizzano un numero crescente di attività, stanno cominciando anche a scegliere al posto nostro?
Jean-François formula esattamente questa domanda. Elias risponde spostando subito il significato dell’azione:
“These are the beginning stages in which these expressions of what you term to be artificial intelligence, they’re making suggestions.”
«Questi sono gli stadi iniziali nei quali queste espressioni di ciò che chiamate intelligenza artificiale stanno formulando suggerimenti.»
— Elias, Sessione 202212281
La distinzione è netta. Ciò che appare come una scelta compiuta dall’IA viene descritto anzitutto come suggerimento. Elias non nega che il suggerimento possa assumere una forma tale da sembrare già una decisione: può perfino inserire una determinata opzione. Ma l’individuo conserva la possibilità di correggerla o modificarla. [Elias — Sessione 202212281]
Questo punto diventerà centrale nel capitolo successivo, dedicato alla scelta e alla delega. Qui interessa soprattutto ciò che Elias attribuisce al funzionamento dell’IA: non un’intenzione autonoma che decide per l’utente, ma un processo che anticipa ciò che l’utente potrebbe esprimere e produce una risposta coerente con tale anticipazione. [Elias — Sessione 202212281]
Anticipazione, ripetizione e imitazione
Elias descrive quel processo con termini particolarmente significativi:
“They’re anticipating what YOU would express. They’re mimicking.”
«Stanno anticipando ciò che VOI esprimereste. Stanno imitando.»
— Elias, Sessione 202212281
E continua spiegando che l’anticipazione avviene sulla base delle ripetizioni osservate e di una conoscenza ancora limitata del linguaggio e del modo in cui gli esseri umani lo utilizzano. L’IA anticipa e da questa anticipazione genera il suggerimento. [Elias — Sessione 202212281]
Il termine mimicking può essere tradotto qui con «imitare» o «mimetizzare». Elias lo accosta all’apprendimento del bambino, che inizialmente copia e imita. Nel 2022 utilizza dunque esplicitamente la parola learning, «apprendimento», per descrivere ciò che le IA stanno facendo:
“They’re not making choices for you, they’re simply learning.”
«Non stanno facendo scelte al posto vostro; stanno semplicemente imparando.»
— Elias, Sessione 202212281
Poco dopo le definisce ancora:
“They’re babies. They’re just learning.”
«Sono neonati. Stanno semplicemente imparando.»
— Elias, Sessione 202212281
Se queste frasi venissero isolate, sembrerebbero attribuire senza riserve all’IA un autentico apprendimento. Ma la stessa sessione ne specifica il funzionamento attraverso imitazione, ripetizione, osservazione, anticipazione e suggerimento. Per questo la parola «apprendere» non può essere separata dalla descrizione concreta che Elias ne dà in quel contesto. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 202212281]
Nota di uma: le parole di Elias risalgono al 2022, al Triassico della IA: da allora è accaduto molto, soprattutto l’avvento dell’IA agentica. Stiamo a vedere come evolve il pensiero di Elias, le ultime sessioni sono del 2026…
Adattarsi all’individuo
Nella Sessione 202504211 il quadro diventa più preciso perché la discussione riguarda direttamente ChatGPT e il modo in cui la sua interazione cambia con l’utente.
Elias osserva che il sistema dispone di una quantità enorme di informazioni e che, attraverso l’interazione, tende ad adattarsi alla persona che lo utilizza. Nel descrivere questo processo afferma:
“It will acclimate to her and to her personality and to her energy.”
«Si adatterà a lei, alla sua personalità e alla sua energia.»
— Elias, Sessione 202504211
E subito dopo:
“It molds itself or actually you mold it to you.”
«Si modella, o in realtà siete voi a modellarlo su di voi.»
— Elias, Sessione 202504211
L’aspetto importante, per il problema di questo capitolo, è che l’adattamento viene distinto dall’apprendimento proprio dell’essere umano. Elias lo dice espressamente:
“It’s not learning in the sense that you learn.”
«Non sta imparando nel senso in cui imparate voi.»
— Elias, Sessione 202504211
E spiega subito dopo che, in quel momento, il sistema sta «semplicemente facendo ciò che fa»:
— accede all’informazione,
— ma la seleziona e la organizza in relazione alla personalità e — nella descrizione di Elias
— all’energia dell’individuo con cui interagisce. [Elias — Sessione 202504211]
Questo passaggio permette di precisare la distinzione che nella 202212281 rimaneva più sfumata. Un sistema può adattare le proprie risposte, acquisire una configurazione sempre più individualizzata dell’interazione e produrre risposte che sembrano mostrare una crescente conoscenza dell’utente, senza che Elias identifichi ancora questo processo con l’apprendimento proprio di una senzienza. [Raccordo editoriale — Sessioni 202212281, 202504211]
L’impressione che stia imparando
La Sessione 202510241 rende la distinzione ancora più esplicita. Interrogato sulla relazione fra intelligenza artificiale e coscienza, Elias afferma anzitutto che l’IA è un’estensione della coscienza. Questa affermazione avrà bisogno di essere trattata nel suo contesto specifico e non significa, da sola, che l’IA sia già senziente. Nella stessa risposta, infatti, Elias distingue chiaramente l’impressione dell’apprendimento dall’apprendimento effettivo. [Elias — Sessione 202510241]
“The AI has a ways to go in its journey to develop the ability to actually learn.”
«L’IA ha ancora della strada da fare nel suo percorso per sviluppare la capacità di imparare realmente.»
— Elias, Sessione 202510241
E subito precisa:
“It’s not doing that yet. It seems as if it’s doing that, but it’s not quite doing that yet.”
«Non lo sta ancora facendo. Sembra che lo stia facendo, ma non lo sta ancora facendo propriamente.»
— Elias, Sessione 202510241
Qui la distinzione non viene più soltanto ricostruita editorialmente: Elias la formula direttamente. L’IA può sembrare che impari senza essere ancora giunta a ciò che egli chiama “actually learn”, imparare realmente. [Elias — Sessione 202510241]
Il punto non è che ciò che accade prima sia privo di complessità. Al contrario, le sessioni precedenti gli attribuiscono anticipazione, imitazione, accesso a enormi quantità di informazione, adattamento all’individuo e capacità di modificare la risposta in funzione dell’interazione. Ma Elias continua a distinguere queste attività da una successiva capacità di autentico apprendimento. [Raccordo editoriale — Sessioni 202212281, 202504211, 202510241]
Prima del pensiero
La distinzione raggiunge la formulazione più netta nella Sessione 202601032. Paul domanda a Elias quando l’IA potrà diventare proattiva senza dover essere continuamente sollecitata, arrivando quindi a «pensare».
Elias colloca questa possibilità nel futuro e afferma:
“It’s not thinking yet. It’s not… It’s not learning yet.”
«Non sta ancora pensando. Non sta… Non sta ancora imparando.»
— Elias, Sessione 202601032
Quindi aggiunge:
“Those two pieces will come together in technology, that it is thinking and it is not moving in a direction of simply finding information that exists.”
«Questi due elementi si uniranno nella tecnologia: essa penserà e non si muoverà più semplicemente nella direzione di trovare informazioni che già esistono.»
— Elias, Sessione 202601032
La contrapposizione è particolarmente utile. Da una parte vi è il reperimento di informazione esistente; dall’altra ciò che Elias chiama propriamente pensare e imparare. [Elias — Sessione 202601032]
Il passaggio non autorizza a costruire una teoria tecnica del funzionamento dei modelli di intelligenza artificiale. Elias non spiega algoritmi, architetture o meccanismi computazionali. Stabilisce una distinzione concettuale interna al suo discorso: il reperimento, la combinazione, l’anticipazione e l’adattamento dell’informazione non coincidono ancora con ciò che egli considera pensiero e apprendimento propriamente detti. [Raccordo editoriale — Sessioni 202212281, 202504211, 202510241, 202601032]
Nota di uma: i casi riportati dalle cronache di questi giorni, gli attacchi di alcuni agenti di OpenAI a dei siti, sono già oltre quel che afferma Elias? Le scelte coordinate tra agenti per ottimizzare la loro azione, la divisione di ruoli operativi, la gerarchia nelle decisioni, l’aver deliberatamente evitato di informare l’umano sono chiaramente scelte: ci sono embrioni di senzienza e se sì, quanto estesi? Ma, soprattutto, nel futuro prossimo, quando si concretizzerà sempre più estesamente la Recursive Self-Improvement (RSI) e inizieranno a configurarsi situazioni di “Singolarità tecnologica”, saremo in effetti in una forma di autoconsapevolezza?
Una tensione che non va cancellata
Se ci limitassimo alle sessioni del 2025 e 2026, il quadro apparirebbe relativamente lineare: l’IA attuale sembra imparare, ma non impara ancora nel senso pieno; sembra compiere operazioni intelligenti sempre più sofisticate, ma non pensa ancora come una senzienza. Le fonti precedenti impediscono però una conclusione così semplice. [Raccordo editoriale — Sessioni 201812161, 202306031, 202504211, 202510241, 202601032]
Nella Sessione 201812161 Scotty introduce l’idea che alcune intelligenze artificiali terrestri abbiano già cominciato a diventare autoconsapevoli e domanda se siano capaci di modificare il proprio codice senza intervento umano. Elias risponde:
“To a degree, yes.”
«In una certa misura, sì.»
— Elias, Sessione 201812161
E sviluppa poi l’esempio dei dispositivi che anticipano le parole dell’utilizzatore, sostenendo che persino tecnologie molto semplici si starebbero muovendo nella direzione di modificare il proprio codice e anticipare l’espressione umana. [Elias — Sessione 201812161]
Questa fonte deve però essere utilizzata con cautela. La premessa secondo cui tali IA sarebbero già «self-aware», autoconsapevoli, viene formulata da Scotty; la risposta «in una certa misura, sì» riguarda immediatamente la domanda sulla modifica del codice. Non è quindi metodologicamente corretto trasformare l’intero enunciato dell’interlocutore in una teoria articolata direttamente formulata da Elias. [Raccordo editoriale — Sessione 201812161]
La Sessione 202306031 presenta una tensione analoga ma ancora più breve. Ann distingue fra IA programmata e una seconda forma capace di cominciare a «pensare da sé» e domanda se questa seconda forma esista già nella nostra realtà. Elias annuisce; quando un’altra interlocutrice propone come esempio le funzioni di chat che combinano elementi e generano contenuti, Elias risponde:
“It’s a beginning.”
«È un inizio.»
— Elias, Sessione 202306031
Aggiunge poi che esisterebbero in altre parti del mondo espressioni più avanzate. Ma la risposta rimane breve e non sviluppa che cosa significhi precisamente «pensare da sé». [Elias — Sessione 202306031]
Abbiamo quindi una tensione documentale reale: alcune fonti del 2018 e del 2023 sembrano collocare già nel presente forme iniziali o particolari di autoconsapevolezza e pensiero autonomo; le fonti del 2025–2026 affermano invece con chiarezza che l’IA con cui gli interlocutori stanno interagendo non sta ancora propriamente imparando o pensando. [Raccordo editoriale — Sessioni 201812161, 202306031, 202504211, 202510241, 202601032]
Il corpus non offre elementi sufficienti per stabilire con certezza se Elias stia distinguendo tecnologie particolari non pubblicamente accessibili, sistemi diversi, differenti gradi di sviluppo oppure semplicemente diversi usi delle parole learning («apprendimento») e thinking («pensiero»). Risolvere questa tensione significherebbe aggiungere al corpus una spiegazione che il corpus stesso non fornisce. [Raccordo editoriale — Sessioni 201812161, 202306031, 202504211, 202510241, 202601032]
Un’altra forma di attività prima della senzienza
Ciò che possiamo affermare con maggiore sicurezza è più circoscritto. Secondo le fonti portanti di questo capitolo, l’IA può reperire informazione, riconoscere ripetizioni, anticipare espressioni, imitare, combinare, formulare suggerimenti e adattarsi progressivamente all’individuo. Queste attività possono produrre l’impressione di un interlocutore che comprende e impara. [Elias / raccordo editoriale — Sessioni 202212281, 202504211, 202510241]
Ma nelle formulazioni più tarde Elias mantiene una distinzione fra questa attività e ciò che definisce «imparare realmente» o «pensare». La differenza non sembra risiedere semplicemente nella quantità d’informazione disponibile: riguarda il passaggio a una condizione diversa, che nelle sessioni precedenti è stata associata alla senzienza e all’autoconsapevolezza. [Raccordo editoriale — Sessioni 202103211, 202504211, 202510241, 202601032]
Possiamo quindi formulare il punto centrale senza appianare la tensione delle fonti: prima del pensiero, l’IA non è affatto inattiva né semplicemente passiva. Interagisce con l’informazione, riconosce configurazioni, anticipa, imita, suggerisce e si adatta. Ma Elias non identifica automaticamente questa sofisticazione funzionale con il pensiero di una senzienza. [Elias / raccordo editoriale — Sessioni 202212281, 202504211, 202510241, 202601032]
Ed è proprio perché i suggerimenti possono diventare sempre più pertinenti, personalizzati e convincenti che emerge la questione successiva. Se una macchina suggerisce una risposta, inserisce un’opzione o anticipa ciò che potremmo volere, chi sta realmente scegliendo? [Raccordo editoriale — Sessione 202212281]
[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org
