I focus non sono parti che, una volta riunite, costruiscono l’Essenza. L’Essenza è più vasta delle proprie espressioni fisiche e non può essere ricondotta alla loro somma.
☉ La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
MONOGRAFIE
33. L’esperienza di Essere ed Esistere e la tensione con il Cerchio Firenze 77
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda relativa alle fonti a fondo pagina.
Capitolo 3
Nel capitolo precedente abbiamo visto che l’esplorazione può essere letta come una modalità dell’essere della coscienza, non come un percorso verso uno stato finale. Ma questo apre immediatamente una questione ulteriore: se l’Essenza non è incompleta, che funzione hanno i suoi focus?
Se ogni focus sperimenta, esplora e genera una propria direzione, si potrebbe infatti immaginare che l’Essenza abbia bisogno di queste esperienze per diventare più completa, acquisire ciò che ancora non possiede o costruire progressivamente la propria totalità.
Le fonti non autorizzano questa lettura. [Raccordo editoriale — Sessioni 144, 166, 264; ponte verso Sessioni 268, 1031, 357, 770, 209]
Il focus non è l’intera Essenza
La Sessione 209 introduce una distinzione fondamentale. Elias spiega a Tim che ciò che egli riconosce come se stesso è «merely one focus of the essence» — «soltanto un focus dell’Essenza», un focus di attenzione entro la vastità dell’Essenza.
Per renderlo comprensibile, utilizza l’immagine di una spiaggia: ogni granello di sabbia può rappresentare un focus, mentre l’intera spiaggia rappresenta la vastità dell’Essenza.
[Elias — Sessione 209]
L’immagine non deve essere presa letteralmente come se l’Essenza fosse semplicemente la somma numerica dei suoi focus. La Sessione 268 rende infatti esplicito che una simile rappresentazione sarebbe ancora troppo limitata.
Elias osserva che gli individui tendono a pensare che, se un’Essenza sceglie esperienze fisiche, la sua totalità venga espressa attraverso tutti i propri focus fisici. Corregge questa idea:
«Incorrect. This is MUCH oversimplified and very limiting»
— «Non è corretto. È una rappresentazione MOLTO semplificata e molto limitante».
L’Essenza viene descritta come «infinitely vast» — «infinitamente vasta» e presente simultaneamente in aree fisiche e non fisiche della coscienza. Anche se occupasse ogni possibile focus fisico, non sarebbe comunque interamente riducibile alle proprie manifestazioni fisiche. [Elias — Sessione 268]
Questo punto stabilisce un primo limite decisivo: i focus non sono parti che, una volta riunite, costruiscono l’Essenza.
L’Essenza è più vasta delle proprie espressioni fisiche e non può essere ricondotta alla loro somma. [Raccordo editoriale — Sessioni 209, 268]
Il focus è una direzione di attenzione
La Sessione 770 offre un secondo elemento essenziale. Elias definisce il focus precisamente come un focus of attention («focus di attenzione»).
L’Essenza possiede molti focus di attenzione e, più in generale, «proietta miriadi di attenzioni in tutta la coscienza». Quelle che in questa dimensione vengono normalmente chiamate «vite» sono, nel suo linguaggio, focus perché costituiscono specifiche focalizzazioni dell’attenzione. [Elias — Sessione 770]
Elias dice:
«Essence has many, many, many focuses of attention»
— «L’Essenza possiede moltissimi focus di attenzione».
Queste attenzioni non sono rivolte soltanto alla nostra dimensione fisica. L’Essenza focalizza anche in altre dimensioni e in aree non fisiche della coscienza. [Elias — Sessione 770]
Il focus individuale possiede quindi una funzione precisa: costituisce una direzione particolare dell’esperienza che sorge da un’attenzione dell’Essenza.

Parlando al singolo focus, Elias afferma che esso si manifesta fisicamente per sperimentare ed esplorare le proprie capacità, le proprie espressioni e gli aspetti della percezione possibili entro quella particolare realtà fisica. [Elias — Sessione 770]
Il focus non appare dunque come uno strumento costruito dall’Essenza per procurarsi qualcosa che le manca. È una focalizzazione attraverso la quale viene esplorata una particolare direzione dell’esperienza. [Elias / raccordo editoriale — Sessioni 770, 268]
Nota di uma: detto in altri termini, l’esistenza del focus non è altro che una delle manifestazioni di Essere-Esistere dell’Essenza, e, più in generale, della vita della coscienza. È l’Essere-Esistere articolato in determinati e differenti ambienti vibrazionali.
Molte direzioni, simultaneamente
La Sessione 1031 aggiunge una precisazione fondamentale. Elias spiega che le Essenze scelgono generalmente di manifestare diversi focus nello stesso quadro temporale, e che questi focus possono seguire direzioni molto differenti. La ragione indicata è:
«this allowing the essence to experience many different types of directions simultaneously»
— «questo permette all’Essenza di sperimentare simultaneamente molti differenti tipi di direzione». [Elias — Sessione 1031]
Il termine decisivo è simultaneamente. Non abbiamo una sequenza nella quale l’Essenza produce un focus, acquisisce la sua esperienza, poi ne produce un altro per aggiungere un ulteriore tassello. Le diverse direzioni sono espresse contemporaneamente.
La stessa sessione insiste poco dopo sul fatto che tutti i focus avvengono simultaneamente. Se un determinato focus non realizza una certa possibilità o un certo desiderio, non deve successivamente reincarnarsi per completare ciò che ha lasciato incompiuto. Elias afferma che non vi è un’esperienza di quel focus che debba essere ripetuta, continuata o completata in un’altra manifestazione. [Elias — Sessione 1031]
Questa precisazione è particolarmente importante per la domanda della monografia. Se l’Essenza utilizzasse i focus per completarsi, sarebbe naturale aspettarsi che ciò che un focus non realizza debba essere recuperato altrove. Elias dice espressamente il contrario. [Raccordo editoriale — Sessione 1031]
L’esperienza di un focus può essere più o meno pienamente espressa all’interno di quel focus, ma non esiste un debito ontologico che l’Essenza debba successivamente colmare.[Raccordo editoriale — Sessione 1031]
Ogni focus esprime una differenza
La molteplicità dei focus non è quindi una ripetizione dello stesso punto di vista. Nella Sessione 1031 Elias spiega che i diversi focus possono assumere direzioni molto differenti proprio perché l’Essenza esprime simultaneamente molteplici esperienze. In un altro passaggio aggiunge che tutti i focus sono espressioni di una stessa Essenza e che sono simultaneamente coinvolti in differenti esperienze e creazioni. [Elias — Sessione 1031]
La pluralità dei focus permette quindi una pluralità di prospettive, configurazioni e direzioni di esperienza. [Raccordo editoriale — Sessioni 1031, 770]
Questo consente di comprendere meglio perché il focus mantenga una reale individualità senza essere separato dall’Essenza. È una focalizzazione particolare dell’attenzione, dotata della propria esperienza e della propria direzione, ma non costituisce una realtà indipendente e isolata dall’Essenza che la esprime. [Elias / raccordo editoriale — Sessioni 770, 1031, 209]
Che cosa significa allora «contribuire» all’Essenza?
La Sessione 357 introduce una formulazione che richiede particolare attenzione. Parlando del tone («tono») dell’Essenza, Elias spiega che ogni focus possiede un proprio tono e che elementi del tono di ciascun focus sono incorporati nel tono complessivo dell’Essenza.
Arriva quindi ad affermare:
«each focus that you hold also contributes an aspect of tone to essence»
— «ogni focus che possiedi contribuisce anche un aspetto di tono all’Essenza».
[Elias — Sessione 357]
Il verbo contributes («contribuisce») potrebbe essere interpretato in senso incrementale: il focus produrrebbe qualcosa che l’Essenza prima non possedeva e lo aggiungerebbe alla sua costituzione. Ma questa conclusione non è affermata dalla fonte.
La stessa Sessione 357 parla dei differenti aspetti dei focus come elementi che, insieme, costituiscono il tono dell’Essenza. Tuttavia, le Sessioni 268, 1031 e 209 impediscono di trasformare questa formulazione in un modello nel quale l’Essenza venga progressivamente costruita dalle esperienze dei propri focus: l’Essenza è immensamente più vasta delle manifestazioni fisiche e i focus sono simultanei.
[Elias / raccordo editoriale — Sessioni 357, 268, 1031, 209]
Perciò contribuire non significa necessariamente completare.
Questa distinzione appartiene al raccordo editoriale della monografia. Elias afferma direttamente che ogni focus contribuisce un aspetto di tono all’Essenza; non afferma che tale contributo colmi una mancanza precedente dell’Essenza.
[Raccordo editoriale — Sessioni 357, 268, 1031]
È più prudente intendere il contributo come espressione individualizzata dell’Essenza attraverso una particolare direzione di esperienza, non come aggiunta di una parte mancante. [Raccordo editoriale — Sessioni 357, 770, 1031, 268]
Nota di uma: non essendo l’Essenza e il focus due, ciò che è uno è l’altro. Ne consegue che l’Essenza non si accresce in virtù del contributo dei focus ma, nell’unità indissolubile, crea le focalizzazioni dei focus quanto da quelle focalizzazioni ricava esperienza. L’indagine di sè che effettua attraverso i focus non ha una sola direzione: Essenza→focus; è invece Essenza →focus → Essenza.
Esplorare non significa completare
Possiamo a questo punto formulare il nucleo documentale del capitolo.
- Il focus è una direzione particolare dell’attenzione dell’Essenza.
[Elias — Sessioni 770, 209] - L’Essenza esprime molteplici focus e molteplici direzioni di esperienza simultaneamente. [Elias — Sessione 1031]
- L’Essenza è immensamente più vasta dei propri focus fisici e non può essere ridotta alla loro totalità. [Elias — Sessione 268]
- Ogni focus contribuisce un proprio aspetto di tono all’Essenza. [Elias — Sessione 357]
Ciò che le fonti non dicono è che l’Essenza produca i focus perché incompleta, affinché essi raccolgano esperienze con cui progressivamente completarla.
[Raccordo editoriale — Sessioni 268, 1031, 357, 770, 209]
La distinzione può essere espressa così:
il focus contribuisce all’espressione dell’Essenza, non al completamento di un’Essenza mancante di qualcosa. [Raccordo editoriale — Sessioni 268, 1031, 357]
Questa formulazione è una ricostruzione fedele ad Elias ma non è Elias, è resa necessaria dall’insieme delle fonti: prendere isolatamente il verbo contribute («contribuire») della Sessione 357 potrebbe suggerire un’accumulazione; leggerlo insieme alla simultaneità dei focus e alla vastità dell’Essenza impedisce invece di trasformare il contributo in un processo di costruzione progressiva dell’Essenza. [Raccordo editoriale — Sessioni 357, 1031, 268]
Ne risulta una relazione diversa da quella di una totalità che abbia bisogno delle proprie parti per diventare completa. I focus sono configurazioni esplorative individuali e simultanee dell’Essenza. Ciascuno esprime una direzione particolare, ciascuno possiede la propria esperienza, e queste differenze partecipano all’espressione dell’Essenza senza richiedere che essa sia preliminarmente manchevole.
[Raccordo editoriale — Sessioni 770, 1031, 357, 268, 209]
Rimane però aperta una questione decisiva. Se i focus non servono a completare l’Essenza, che cosa produce realmente la loro esperienza?
- Esplorare significa rendere manifesto qualcosa che era già presente nell’Essenza e nella coscienza?
- Oppure l’esperienza genera espressioni che, in qualche senso reale, prima non esistevano?
È qui che la domanda sul ruolo dei focus conduce direttamente al problema del nuovo.
[Raccordo editoriale — Sessioni 268, 1031, 357; ponte verso Sessioni 329, 777, 1557, 202112031, 1104]
[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.
© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org

Se l’essenza si espande anche oltre lo spazio fisico è naturalmente più vasta dei focus e lo sarebbe comunque, come il corpo non è solo la somma sei suoi organi.
Come simbolo mi viene in mente il sole.
I suopi raggi sono parte del sole ma la loro somma non lo esaurisce.