«Sto parlando dell’ESSERE quelle cose e dell’essere consapevoli di quelle cose nell’adesso — essere consapevoli del vostro intero sé.»
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MONOGRAFIE
8. Spiritualità, pratiche, maestri, illuminazione
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda delle fonti a fondo pagina.
Capitolo 23
Non un altro traguardo
Arrivati alla fine di questo percorso, sarebbe facile trasformare anche la sintesi conclusiva in un nuovo ideale: dopo avere abbandonato l’illuminazione come stato definitivo, la linea d’arrivo e l’immagine del maestro compiuto, potremmo inventare un’altra condizione da raggiungere e chiamarla «unità», «presenza» o «consapevolezza integrale». Non è questa la direzione che emerge dal corpus. [Raccordo editoriale — Sessioni 1586, 201508091, 202210241]
La questione non è diventare, in futuro, un essere finalmente unitario. Le fonti spostano piuttosto l’attenzione sulla possibilità di riconoscere più interamente ciò che si è e ciò che si sta vivendo nel momento. [Raccordo editoriale — Sessioni 201508091, 202210241]
Presenza: essere consapevoli della propria esistenza intera
La formulazione più netta viene dalla Sessione 201508091. Elias definisce la presence («presenza») non come semplice attenzione mentale al presente, ma come consapevolezza della propria esistenza nel momento. [Elias — Sessione 201508091]
“Not that you are aware of only your thinking or your feeling, but that you are aware of your complete existence in the moment.”
(«Non che siate consapevoli soltanto del vostro pensiero o del vostro sentire, ma che siate consapevoli della vostra esistenza completa nel momento.») — Elias, Sessione 201508091
E poco dopo:
“It is that genuine awareness of the entirety of yourself and that you are actually participating in each moment.”
(«È quella genuina consapevolezza dell’interezza di voi stessi e del fatto che state realmente partecipando a ogni momento.») — Elias, Sessione 201508091
Il termine decisivo è complete existence («esistenza completa»), insieme a entirety of yourself («interezza di voi stessi»). La presenza non consiste quindi nel ridurre l’esperienza a un punto di attenzione, ma nel parteciparvi con una porzione più ampia di ciò che si è. [Elias — Sessione 201508091]
Essere nel presente non basta
La Sessione 202210241 introduce una precisazione importante. Elias distingue il semplice essere nel now («adesso») dall’essere self-aware («consapevoli di sé»). [Elias — Sessione 202210241]
“Being present is partially being now […] and being aware of you IN that now.”
(«Essere presenti significa in parte essere nell’adesso […] ed essere consapevoli di voi stessi IN quell’adesso.») — Elias, Sessione 202210241
E chiarisce:
“I’m speaking about BEING those things and being aware of those things in the now — being aware of your entire self.”
(«Sto parlando dell’ESSERE quelle cose e dell’essere consapevoli di quelle cose nell’adesso — essere consapevoli del vostro intero sé.») — Elias, Sessione 202210241
La consapevolezza non è quindi uno sguardo distaccato che osserva ciò che accade. È partecipazione al proprio modo concreto di essere: capacità, disposizioni, scelte, espressioni, aspetti gradevoli e meno gradevoli di sé. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 202210241]
L’interezza non è soltanto oggettiva
A questa immagine la Sessione 202103041 aggiunge un altro elemento. L’esperienza umana non è costituita soltanto da ciò che viene riconosciuto attraverso la consapevolezza oggettiva. Corpo, sensi e comunicazioni soggettive partecipano continuamente alla configurazione dell’esperienza. [Elias — Sessione 202103041]
Elias parla della possibilità di divenire consapevoli:
“of the action of one moment, one subject flowing into the next and being able to see that as it’s happening.”
(«dell’azione di un momento, di un soggetto che fluisce nel successivo, e di riuscire a vederlo mentre accade.») — Elias, Sessione 202103041
E indica sensi e coscienza corporea come vie di comunicazione. [Elias — Sessione 202103041] (La porta di accesso alla contemplazione di cui parla il Sentiero contemplativo)
L’interezza vissuta non coincide quindi con il pensiero che sa di essere presente. Comprende il modo in cui differenti dimensioni dell’esperienza partecipano simultaneamente a ciò che accade. [Raccordo editoriale — Sessione 202103041]
Più consapevolezza di sé, meno separazione
Nella stessa Sessione 202210241 Elias collega la maggiore consapevolezza di sé a una maggiore esperienza dell’interconnectedness («interconnessione»):
“The more you are self-aware […] the more you are genuinely, experientially aware of interconnectedness.”
(«Quanto più siete consapevoli di voi stessi […] tanto più siete genuinamente ed esperienzialmente consapevoli dell’interconnessione.») — Elias, Sessione 202210241
Il movimento è significativo. Non si arriva all’interconnessione cancellando il sé; è attraverso una maggiore consapevolezza di sé che può diventare più evidente anche la partecipazione a ciò che non viene vissuto come isolato da noi. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 202210241]
La Sessione 3174 esprime lo stesso nucleo da un’altra angolazione: sperimentare l’interconnessione significa lasciar cadere il velo della separazione e riconoscersi parte di ciò che sta accadendo. [Elias — Sessione 3174]
Non è necessario sviluppare ulteriormente questo tema qui. Ciò che importa nella conclusione è il rapporto: interezza di sé e minore separazione non sono movimenti opposti. [Raccordo editoriale — Sessioni 202210241, 3174]
Il conoscere deve diventare esperienza
Resta un ultimo passaggio. Una costruzione concettuale dell’interezza non sarebbe ancora ciò a cui Elias attribuisce il significato più profondo del conoscere.
Nella Sessione 2047 afferma:
“Experience is what generates the reality AND the knowing.”
(«È l’esperienza che genera la realtà E il conoscere.») — Elias, Sessione 2047
E distingue esplicitamente il knowing («conoscenza vissuta») dalla semplice comprensione intellettuale. Senza esperienza può esservi comprensione, ma non necessariamente knowing. [Elias — Sessione 2047]
La Sessione 1558 radicalizza ulteriormente il punto:
“Remembrance is not memory, it is being.”
(«Il ricordo dell’essere non è memoria: è essere.») — Elias, Sessione 1558
Elias collega remembrance («ricordo dell’essere») e being («essere») all’esperienza effettiva. [Elias — Sessione 1558]
Il conoscere verso cui converge il percorso non è quindi soltanto sapere qualcosa sull’interezza, sulla presenza o sull’interconnessione. È viverne progressivamente la realtà. [Raccordo editoriale — Sessioni 2047, 1558]
«Essere ed Esistere unitariamente»
È qui che il linguaggio del Sentiero contemplativo incontra quello di Elias senza coincidere con esso.
Elias non usa l’espressione «Essere ed Esistere unitariamente» e non costruisce una categoria chiamata «disposizione contemplativa». Queste formulazioni appartengono al Sentiero contemplativo. [Raccordo editoriale — Sessioni 703, 201508091, 202210241, 202103041, 2047, 1558]
Ma possono essere utilizzate come sintesi dichiaratamente nostra di una convergenza documentata:
— Essere: non una parte selezionata di sé, ma l’interezza di ciò che si è.
— Esistere: partecipare concretamente all’esperienza che si sta generando.
— Unitariamente: senza separare artificialmente pensiero, sentire, corpo, consapevolezza oggettiva e soggettiva, sé e relazione con ciò che accade.
— Ora: non perché il presente debba diventare una tecnica o un rifugio, ma perché è nel momento vissuto che questa partecipazione può effettivamente essere riconosciuta. [Raccordo editoriale — Sessioni 201508091, 202210241, 202103041]
Questa articolazione è nostra. Le sue componenti, però, sono direttamente sostenute dal corpus.
Non uno stato speciale
La disposizione contemplativa così intesa non coincide necessariamente con uno stato mistico, con una particolare intensità emotiva o con una condizione eccezionale della coscienza. [Raccordo editoriale — Sessioni 201508091, 202202221]
Il criterio non è quanto insolita sia l’esperienza, ma quanto l’individuo partecipi realmente a ciò che vive e quanto ciò che comprende diventi esperienza e knowing («conoscenza vissuta»). [Raccordo editoriale — Sessioni 201508091, 2047]
Questo permette anche di evitare una nuova separazione fra «momenti spirituali» e resto dell’esistenza: separazione che l’intera ricerca aveva già escluso fin dall’inizio. [Raccordo editoriale — Sessioni 282, 703]
La Sessione 703 aveva espresso il nucleo con una formula estremamente semplice:
“The entirety of being — merely being. In ALL of your expression.”
(«L’interezza dell’essere — semplicemente essere. In TUTTA la vostra espressione.») — Elias, Sessione 703. M11_UNIFICATA_CORPUS_VERIFICATO…
Conclusione — Non altrove, non dopo
Il percorso di questa monografia è partito dalla domanda su che cosa debba essere chiamato spirituale e termina senza individuare un luogo separato nel quale collocarlo.
- Non altrove.
- Non in un essere futuro che avrà finalmente superato l’esperienza ordinaria.
- Non soltanto negli stati eccezionali.
- Non nel possesso di una tecnica, di una dottrina o di una condizione definitiva. [Raccordo editoriale — Sessioni 703, 201508091, 1586]
Ciò che le fonti permettono invece di riconoscere è una possibilità presente:
- essere consapevoli più interamente di sé mentre si partecipa all’esperienza;
- rendere più riconoscibili le diverse comunicazioni che concorrono a essa;
- sperimentare una separazione meno rigida;
- lasciare che ciò che viene compreso diventi knowing («conoscenza vissuta»).
[Raccordo editoriale — Sessioni 201508091, 202210241, 202103041, 3174, 2047, 1558]
Nel linguaggio del Sentiero contemplativo possiamo chiamare questa disposizione:
— Essere ed Esistere unitariamente, ora.
Non come nuova meta.
Come modo di partecipare più interamente a ciò che già si sta vivendo.
[Raccordo editoriale — sintesi del Sentiero contemplativo su Sessioni 703, 201508091, 202210241, 202103041, 2047, 1558]
Fonti principali
- Sessione 201508091 — presence («presenza») come consapevolezza della complete existence («esistenza completa») e partecipazione nel momento.
- Sessione 202210241 — self-awareness («consapevolezza di sé») come consapevolezza dell’intero sé nell’adesso e apertura esperienziale all’interconnessione.
- Sessione 202103041 — rapporto fra consapevolezza oggettiva e soggettiva e flusso dell’esperienza.
- Sessione 2047 — l’esperienza genera il knowing («conoscere vissuto»).
- Sessione 1558 — remembrance («ricordo dell’essere») come being («essere»), non semplice memoria.
- Sessioni 703 e 3174 — convergenze rispettivamente sull’interezza dell’essere e sull’interconnessione vissuta.
[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org
