Varianti: riepilogo dei principi del Cerchio Firenze 77 [12a]

Ciclo sulle varianti secondo il Cerchio Firenze 77. Riunione 308, 29 aprile 1970 (da Opera Omnia del Cerchio Firenze 77)

Pagina base del ciclo sulle varianti con l’indice di tutti i post pubblicati e il link per l’acquisto dei volumi dell’Opera Omnia del Cerchio Firenze 77.

➡️Kempis fa un riepilogo dei principi delle varianti e trae le sue conclusioni.

Segue da [v12] Ora siamo giunti alla fine del romanzo giallo di queste varianti e, secondo una buona tecnica, abbiamo cercato di darvi degli elementi per farvi intuire chi fosse il colpevole, l’assassino, senza purtuttavia mostrarlo così chiaramente da non colpire il vostro interesse, da non tener desta la vostra attenzione. Ma certo che o noi siamo stati un po’ troppo enigmatici o voi siete stati un po’ cattivi detective, perché questa fusione di elementi non è stata raggiunta. Del resto in fondo così deve essere in un buon romanzo giallo; fino all’ultima pagina non si deve sapere chi è il colpevole.

Ora però mi sono deciso a svelarlo questo colpevole, perché vedo che in fondo, qualcuno di voi ha abbastanza messo insieme questi elementi, tanto che rimane solo una “grattatina” da compiere perché la verità comparisca. Anche se questa verità è ridotta ai termini più semplici, ai minimi termini. Perché, in effetti, è talmente complessa che sarebbe inenunciabile anch’essa. Purtuttavia gli elementi basilari dovete averli per comprendere queste varianti.

Allora abbiamo appurato che queste varianti riguardano la libertà di un individuo, sia essa 👉pura che 👉spuria: la libertà relativa. E anche, poi, 👉assoluta, è vero? Per questo voi sapete che la libertà assoluta corrisponde alla cosiddetta “volontà universale”, alla “volontà del Tutto”, è vero?

Fino dalle prime volte vi avevamo invitato a meditare su quante serie di fotogrammi esistono nelle varianti; a ragion veduta, avete visto poi, perché avete saputo che di questa serata esiste una sola versione, in quanto vi abbiamo detto:
– il fatto che taluno di voi partecipi o non partecipi è un fatto che riguarda il suo “sentire”, è vero? Non un fatto che riguarda lo svolgimento della serata. Per cui se il figlio o la figlia “X” – che hanno la libertà di scegliere di partecipare o meno – decidono di non partecipare e di rimanersene a casa – al caldo o al freddo o a quello che sia – la serata non muta il numero dei suoi partecipanti, è vero? 

Ripeto: tutti questi elementi sono esempi soltanto indicativi; lo ripeto e ricordatevelo sempre. Abbiamo preso questa serata, abbiamo preso esempi di avvenimenti a voi vicini; ma questo non vuol dire che tutti gli avvenimenti siano così; sono cose puramente esemplificative, questo tenetelo sempre presente.

Servono per capire i principi, non per capire gli avvenimenti. Allora, se la serata è quella che deve essere, significa che il figlio o la figlia “X” hanno la possibilità di scegliere – coloro che ce l’hanno – fra una serie di fotogrammi della serata in cui sono rappresentati qui, che partecipano alla riunione – e tutti quelli che “sentiranno” questa serata li vedranno discutere o stare zitti, fumare o mangiare caramelle, grattarsi la pera e via e via – come se loro “sentissero” o avessero “sentito” o “sentiranno” questi fotogrammi della serata; mentre hanno un’altra serie di fotogrammi in cui sono rappresentati a casa. Ed il fatto che questi “sentano” questa serie o l’altra riguarda unicamente loro. 

Così se io dico alla figlia Nella, la quale non ha questa libertà, ad esempio – non ha variante per una infinità di ragioni, è vero? Sempre a titolo di esempio – che ella “sentirà”, o “sente”, o ha “sentito” questa riunione, è una cosa che riguarda lei, non me. E alla figlia Nella non sembrerà strano pensare che 👉se avesse avuto invece la possibilità di stare qua o di andare al cinematografo, si svolga una serata cinematografica in cui esiste una Nella Bonora, vestita con uno dei vestiti della Nella Bonora, che segue una proiezione cinematografica, perché alla figlia Nella interesserà questa serata: quella che lei “sente”, ha “sentito” o “sentirà”. Mi spiego, figli cari? Naturalmente nel momento in cui la figlia Nella sente queste parole, la figlia Nella “sente” la serata. È chiaro questo. E questo vale per tutti. 

Però se noi andiamo ad analizzare il “sentire” di ognuno, possiamo vedere che questo “sentire” non è contemporaneo, pur “sentendo”, o avendo “sentito”, o “sentendo” in futuro i medesimi fotogrammi e le medesime parole.

Dunque se io dico: «Allora, 👉dov’è il “sentire” della figlia Nella?». Il “sentire” della figlia Nella è nei fotogrammi che la figlia Nella sceglierà di seguire, di “sentire”.

E dico: «👉Dov’è il corpo fisico della figlia Nella?». Il corpo fisico della figlia Nella è tanto nei fotogrammi in cui ella è rappresentata – cioè in questi fotogrammi della serata – quanto nei fotogrammi in cui è rappresentata al cinematografo.

 «👉E dov’è il corpo astrale della figlia Nella?». I fotogrammi del corpo astrale della figlia Nella sono tanto qua che là, e così i fotogrammi del corpo mentale, quelli che costituiscono il suo veicolo mentale, che ha questa specie di sdoppiamento nel mondo dei fotogrammi; ma che 👉non lo ha, in effetti, se noi lo consideriamo dal mondo del “sentire”.

Perché il mondo del “sentire” conserva una sua unicità, in quanto la figlia Nella 👉“sente” una e una sola delle varianti👈. O questa serata – perché abbiamo visto che non ha possibilità in effetti di scelta, in questa serata – come se avesse avuto possibilità di scelta, invece, in una serata al cinematografo.

➡️Però vi abbiamo dato altri principi: il principio della preclusione dei fotogrammi e il principio che i conti debbono tornare.

Allora, come possono tornare i conti – voi direte – quando io ho la possibilità di starmene in casa a leggere un libro, oppure uscire e andarmi a comperare un gelato, ad esempio, è vero?

Se me ne sto in casa certo non spendo le cento lire del gelato; se invece me ne vado fuori dal gelataio, ecco che io do le cento lire e quando torno a casa le cento lire non le ho più, perché il numero deve tornare: le monete emesse dalla Zecca sono quelle e quelle devono rimanere. Allora, come si spiega questo?

Voi sapete che quando esiste questa possibilità di scelta, questa serie di fotogrammi doppia da seguire significa che 👉questa serie esiste unicamente per una creatura; per quella creatura che ha possibilità di scegliere.

Cioè esiste per me che ho possibilità di scegliere di comprarmi un gelato, ma non esiste doppia per il gelataio che non ha questa possibilità, è vero?
Dunque esiste una serie di fotogrammi in cui io sono in casa e mi leggo un libro, e una serie di fotogrammi in cui esco, scendo le scale, vado a comperarmi un gelato alla crema. Il gelataio incassa la cifra, le cento lire.

Ma guarda un poco che cosa succede il giorno seguente, o poche ore dopo che io ho comprato un gelato. Accade che avviene un cambio della valuta, ed allora lo Stato che – contrariamente a quanto avviene – ha il conto esatto delle monete emesse, di quelle perdute, di quelle andate all’estero e via e via e via, cambiando la moneta – questo Stato così modello, che sarebbe poi l’ordine del Cosmo – questo cambio della moneta deve tornare preciso.

Ma queste due serie di fotogrammi ne vedono in una con cento lire in tasca in casa; l’altra invece vede cento lire dal gelataio. «Allora, venendo – voi dite – un cambio di moneta, queste cento lire sono raddoppiate, non corrispondono più alla moneta emessa dalla Zecca».
Ed ecco che il principio della preclusione dei fotogrammi e della continuazione della variante scelta.

Cioè, che cosa significa? Che quando il giorno dopo, un’ora dopo, quando vi sarà questo cambio di moneta, il gelataio si presenterà a portare il suo incasso, porterà il suo incasso con le mie cento lire, è vero? Ripeto, questi sono esempi… non vorrei neppure che fossero letti da chi non c’è qua, perché sono esempi pedestri.

La realtà è molto più complessa, ma noi dobbiamo comprendere i principi. Il gelataio si presenterà con le mie cento lire e verserà al funzionario addetto la somma che ha in cassa, 👉perché egli non ha varianti. La variante di possibilità di scegliere di comperare il gelato riguardava unicamente me. E quando io mi presenterò, che cosa verserò? Ecco il principio della prosecuzione delle varianti e della preclusione della serie.

Cioè, questa sarà un’appendice alla variante che io ho percorsa, a quella serie di fotogrammi; in quanto vi sarà una serie di fotogrammi in cui il sottoscritto verserà la somma che ha in tasca, meno cento lire, e che corrisponderà al gelato comperato – mi seguite, figli e fratelli? – e l’altra serie in cui il sottoscritto verserà la somma più cento lire, e che corrisponderà alla serie in cui il sottoscritto è rimasto a casa a leggere il libro. È chiaro questo?
Ma che cosa c’entra il principio della preclusione dei fotogrammi?

C’entra perché il funzionario che dovrà scegliere – cioè che non deve scegliere niente, perché non riguarda la sua libertà – ma che è rappresentato nelle due serie di fotogrammi, quale percorrerà? Percorrerà quella che corrisponde alla vendita del gelato, in quanto il fatto che io abbia comprato o non comprato il gelato 👉riguarda unicamente la mia libertà. Ed il conto deve tornare e torna in questo modo. 
Domanda – È come la serata del cinema?
Risposta – Eguale eguale. La stessa cosa.

Ora queste possono sembrare novelle di fantascienza; possono sembrare cose inverosimili, strane, tutto quello che voi volete. Questa parvenza di fantascienza può derivare dalla semplicità che si è dovuto usare per fare degli esempi. Certo che le cose sono un tantino più complicate, perché se per esempio… Pensate: supponiamo che la figlia Bettina – per non parlare sempre delle stesse persone e non fare casi personali – che avesse la possibilità di scegliere di venire qua questa sera, oppure rimanersene alla mostra.

Quante serie ci sono? Esiste una serata della figlia Bettina, secondo quello che voi avete saputo, in cui è rappresentata qua, e una serata in cui è rappresentata alla mostra. Ma nella realtà… questo è il principio e io non voglio offuscarvi le idee, comprendete questo.

Però invece pensate che le cose possono essere anche più complicate perché può esistere una serie invece in cui proprio la figlia Bettina non è rappresentata là, ma vi è rappresentato un suo sostituto, suo padre, per esempio, è vero? Allora però, per quanto concerne suo padre, esiste un’altra serie di fotogrammi in cui egli è rappresentato a casa oppure alla mostra perché è un fatto – quello di rimanere a casa o andare alla mostra – che riguarda la libertà di suo padre; egli può dire sì o no. Ma allora, alla serata in cui il padre è rappresentato a casa, questa serie di fotogrammi abbraccia due possibilità; una, contrapposta, in cui la figlia Bettina ha deciso di non venire qui e di rimanere alla mostra, e l’altra in cui invece il padre decide di rimanere a casa e di non andare alla mostra.

Ecco dunque, questo vi ho detto per farvi capire che le cose non sono semplici come io ve le ho impostate, in realtà. Vi sono più varianti che si accavallano e via dicendo; ma alla resa dei conti non sono poi neppure tanto complicate come si può pensare guardando il problema da un altro punto di vista. Perché voi vedete dunque che una serie può diventare utile a due scambi.

Con questo spero di avervi dato un’idea di queste varianti. Taluno di voi può essersi domandato quale importanza potevano avere queste varianti per cui noi abbiamo così tanto insistito. Abbiamo insistito perché vogliamo che voi diventiate padroni dei concetti. Concetti della contemporaneità, della non contemporaneità. Se non vi fosse stato questo continuo insistere, probabilmente questi concetti sarebbero un po’ passati nel dimenticatoio. Mentre così voi siete stati costretti a ripensarli, a rivederli tutti, volta a volta, da capo. 

Le raccomandazioni che noi vi facciamo sono quelle che vi ho rinnovate all’inizio di questa riunione, figli e fratelli. E quelle ancora vi ricordo. Non dimenticatele. E sappiate ringraziare l’Altissimo che avete avuto la grazia – diciamolo pure – di conoscere la verità nella sua più profonda essenza. Si capisce, comprensibile al vostro intelletto; a voi comprensibile, adatta alla vostra mente. Ma purtuttavia, anche se in una veste così imperfetta, così esemplificata, così volgarizzata, rispecchia in un modo – diciamo più aderente possibile alla sua essenza reale. Ancorché così volgarizzata, dà lo spirito della sua essenza, di quanto in realtà è. Lo dà. Ed io vi auguro che voi possiate coglierla nel più profondo. Kempis

Riassunto (Ndc) (Nota del curatore di OO, ndr)
Provando a fare una sintesi. Se un evento deve accadere, accadrà comunque, qualunque scelta la persona faccia.

Ad esempio: se deve scoppiare la bomba atomica, quella scoppierà. Il pilota potrà scegliere di sganciarla o meno, ma se non la sgancia, lui passa ad una variante in cui la bomba non è scoppiata, o sarà fatta scoppiare da altri. Nella variante in cui la bomba scoppia perché lui ha deciso di sganciarla, lui sarà come un automa, senza coscienza. Le persone che periranno nello scoppio saranno reali, ma alcune saranno solo delle comparse, avendo magari scelto, in anticipo, di allontanarsi in tempo dall’evento.

L’evento è comunque vissuto da tutti, ma non in contemporanea sul piano spazio temporale. La contemporaneità è solo sul piano akasico.


CONCETTI CHIAVE ALLA LUCE DI UN POSSIBILE CONFRONTO CON SETH

v2, 297 E infine poi il “Sentire Assoluto”. […] Raggiunta la Coscienza Assoluta, il “Sentire Assoluto”, v’è tutto.
V’è non solo il “sentire” come coscienza, ma il“sentire” completo del Tutto. Il tutto conoscere ed essere presente nel Tutto. Quindi non solo nei fotogrammi che un individuo può avere scelto, ma 👉 nelle varianti che l’individuo può non avere scelto 👈.

v4, 299 Ma se noi analizziamo tutta la serie, noi vediamo 👉un “sentire” alla volta, dal più semplice al più complesso, che vibra successivamente.

👉Le varianti esistono e sussistono solo ove non c’è Karma, non v’è passaggio obbligato

Voi vedete che 👉se questo denaro non fosse il comun denominatore della storia dei tre, le tre storie sarebbero divergenti e non esisterebbe più un Cosmo, ma sarebbe tutto un mondo di sogno.

👉solo quando questo possa bene intessersi sul comun denominatore delle storie individuali; solo quando questo non porti ad una serie di fotogrammi del tutto aliena, lontana, dalle altre, da quelle di altre creature che sono attorno al protagonista.

v5, 301 👉Esistono quindi varianti di fotogrammi del piano fisico, varianti di fotogrammi del piano astrale, varianti di fotogrammi del piano mentale.

“qualunque serie di fotogrammi appartenenti a qualunque creatura, comprese le varianti, 👉lo scenario è quello”
Vi è stata una grande eruzione vulcanica; non esiste possibilità di variante.
La vita macrocosmica, la vita del macrocosmo, non ha varianti

La sua libertà pura è piccola. «Quindi le varianti – voi direte – sono minime!». Sì, le varianti, quel genere di varianti è minimo. Ma esistono anche in una visione un po’ più ampia; sempre varianti, ripeto, del piano fisico.

Per comprendere la soluzione di questo enigma, occorre rifarsi non solo alla libertà che ha una creatura, ma 👉alle conseguenze dell’azione compiuta dalla creatura nell’ambito della sua libertà. Perché ciascuna azione ha un suo peso e se questo peso c’è, deve colpire qualcuno. Non può annullarsi, deve avere una sua esistenza, una sua vita. 

✦ v6, 302 queste varianti sono di 👉breve percorrenza, ed ai fini del peso ben presto si ricongiungono

Le vite individuali si intrecciano. Così se possono esservi dei momenti di queste vite “sentiti” unicamente dallo stesso individuo, tuttavia questi sono momenti, sono varianti, ma 👉debbono necessariamente reintegrarsi con le storie degli altri individui, in senso generale.

un fatto esistente secondo una variante, che può essere “sentito” da una creatura e non “sentito” da un’altra creatura egualmente protagonista; la quale altra creatura percorre invece la variante di quel fatto e quella variante “sente”.

✦ v7, 303 è logico che nel piano fisico esistono questi due fatti rappresentati nelle serie dei fotogrammi; per cui se io scelgo la prima di queste serie anziché la seconda, dissi che precludo la strada ad altre creature che sono come me rappresentate in entrambe le serie, a 👉percorrere la seconda delle serie, quella che io ho scartata. (👉affermazione smentita da quella che segue)

Vi abbiamo anche detto che esistono, però, varianti vissute unicamente da un protagonista, mentre gli altri protagonisti del medesimo fatto rappresentati nelle varianti vivono la variante scartata.

👉chi prima sceglie, per così dire, preclude la strada a chi “sentirà” successivamente, preclude i fotogrammi all’altro protagonista – vedi esempio del cinema – allora come può essere che il Santo, il quale – detto per assunto – ha più evoluzione e quindi più possibilità di scelta – perché noi abbiamo detto che le varianti esistono in proporzione alla libertà degli individui – come è possibile che il Santo, il quale ha più libertà del selvaggio, sia dalle scelte di questo condizionato

✦ v10, 306 Dunque noi dovremmo scegliere il tempo e lo spazio. E ponendo di scegliere questo tempo e questo spazio, noi troveremmo egualmente una staticità del Cosmo, se alla successione dei fotogrammi del piano fisico non ci legassimo.
Noi troveremmo una serie di situazioni congelate, è vero, figli e fratelli? Se non ci limitassimo in ciascuna situazione, non limitassimo la nostra attenzione a ciascuna situazione ed al moto che queste situazioni avviano, da una situazione all’altra. Solo allora troveremmo il movimento che voi sentite, che noi sentiamo e che vediamo ora. 

Che cosa significa “variante”, figlio Aldo? Significa semplicemente una strada diversa per giungere a una stessa meta.

Naturalmente, poiché per definizione, libertà pura significa “azione al di fuori di influenza”, in misura maggiore questa esiste nell’evoluto; ma anche nell’inevoluto vi sono gesti dovuti alla libertà pura. 👉Qualunque azione nata spontaneamente, al di fuori di influenze, può essere dunque retaggio della libertà pura dell’individuo👈. Un esempio concreto non possiamo farlo; possiamo farne quanti volete. Potremmo capovolgere la domanda e dire: «Quale azione è al di fuori dell’egoismo?».

Quello che è certo è che le varianti – cioè la possibilità di compiere un’azione o non compierla, 👉limitatamente ad azioni che rientrano nell’ambito della libertà pura👈 – 👉certo si è che sono azioni di poco conto👈. 

Occorre che nel piano fisico esistano queste due serie di fotogrammi. Non solo, non basta. Occorre anche che, all’occorrenza, sia l’una che l’altra, possano essere o siano realizzate (?, ndr).
Non approfondiamo – perché dovremmo entrare in una tale complessità, come diceva giustamente la figlia Zoe, degli eventi che non avremmo la facoltà di seguire con chiarezza – non approfondiamo come, quando e perché, ma certo si è che entrambe le varianti debbono o possono essere seguite. Cioè: se durante la lettura del vostro libro, o il gioco del solitario, è presente un’altra creatura – e non è detto che sia una persona, è vero? – cioè l’una variante o l’altra è comune ad altre creature al di fuori di voi, ebbene perché validamente queste varianti esistano ed abbiano significato, occorre che possano essere indifferentemente seguite dall’una o dall’altra creatura.
Ecco quindi la necessità delle varianti della libertà pura, la ragione della loro esistenza. Se hanno eguale peso karmico, se sono di breve durata, se sono di eguale peso, di breve durata, di limitata portata e via dicendo, non importa. Sono egualmente importanti perché affermano e fanno sussistere la libertà pura dell’individuo. E perché questa esista e sussista, occorre che queste varianti possano indifferentemente essere seguite dall’una o dall’altra creatura. Abbiano dunque la stessa facoltà e possibilità di dare un “sentire” alle creature che in essa sono rappresentate.

✦ v12 308 Allora nel momento prima di iniziare a percorrere una di queste serie di fotogrammi, noi vediamo 👉le due storie, identiche nel valore, identiche nella vitalità, nell’importanza, nella validità. Solo che l’individuo dovrà percorrerne una.

✦ v12a 308 Allora abbiamo appurato che queste varianti riguardano la libertà di un individuo, sia essa pura che spuria: la libertà relativa. E anche, poi, assoluta, è vero? Per questo voi sapete che la libertà assoluta corrisponde alla cosiddetta “volontà universale”, alla “volontà del Tutto”, è vero?

Dunque se io dico: «Allora, 👉dov’è il “sentire” della figlia Nella?». Il “sentire” della figlia Nella è nei fotogrammi che la figlia Nella sceglierà di seguire, di “sentire”.
E dico: «👉Dov’è il corpo fisico della figlia Nella?». Il corpo fisico della figlia Nella è tanto nei fotogrammi in cui ella è rappresentata – cioè in questi fotogrammi della serata – quanto nei fotogrammi in cui è rappresentata al cinematografo.
«👉E dov’è il corpo astrale della figlia Nella?». I fotogrammi del corpo astrale della figlia Nella sono tanto qua che là, e così i fotogrammi del corpo mentale, quelli che costituiscono il suo veicolo mentale, che ha questa specie di sdoppiamento nel mondo dei fotogrammi; ma che 👉non lo ha, in effetti, se noi lo consideriamo dal mondo del “sentire”.
Perché il mondo del “sentire” conserva una sua unicità, in quanto la figlia Nella 👉“sente” una ed una sola delle varianti. O questa serata – perché abbiamo visto che non ha possibilità in effetti di scelta, in questa serata – come se avesse avuto possibilità di scelta, invece, in una serata al cinematografo.

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