Una voce: Riassumendo, l’uomo “in cammino”, circoscrive il concetto di gratuità nell’“intervento” dell’eccedenza divina.
ciclo gratuità vdc
Il Divino non è il supporto dell’umano 13
Una voce: Il vostro concetto di gratuità è strettamente legato al modo con cui interpretate l’“azione” divina rivolta all’azione umana, sempre all’interno di una temporalità.
Dono e gratuità nella Via della conoscenza 12
Una voce: Per voi donare a qualcuno significa dargli qualcosa che non è legato a meriti o a crediti acquisiti; il concetto che avete del dono è asimmetrico rispetto alla risposta possibile da parte dell’altro, cioè l’offerta non ipotizza il contraccambio. Quindi il dono è gratuito.
Non c’è un Divino che ci mette alla prova 11
L’incontro con la gratuità, anche se non riconosciuto come tale, non può che mettere costantemente in crisi i vostri processi mentali, essendo la totale negazione delle vostre concettualizzazioni fra il risultato ottenuto ed il rapporto con l’eccedenza, e quindi anche la messa in crisi del vostro valore di soggetto che evolve.
Il limite dell’umano e l’illusione del Divino che soccorre 10
Una voce: L’uomo che percorre la via interiore mette in campo due polarità: se stesso e il Divino e dà una propria interpretazione di come queste due polarità entrino in rapporto a partire dall’insufficienza dell’uomo che invoca e attira a sé l’eccedenza divina. Ma quella che l’uomo chiama l’“azione” divina è il moto della gratuità rivolto al relativo.
Micro azioni, dolore e gratuità nella Via della conoscenza 9
Una voce: Per voi le azioni si diversificano in base al significato che date loro: se è un significato particolare, allora diventano importanti e spesso “problematiche”, altrimenti le considerate ripetitive e insignificanti.