Il Cristo secondo la visione del Cerchio Firenze 77: introduzione

Il Sentiero contemplativo non coltiva alcuna appartenenza religiosa, ma da sempre è interessato all’esperienza e all’insegnamento del ‘figlio del falegname’. Per questa ragione iniziamo la pubblicazione di ciò che il Cerchio Firenze 77, nei tanti anni della sua attività, ha detto in merito al Cristo. Si tenga presente che i primi contenuti risalgono agli inizi degli anni ’50 del secolo scorso, pertanto agli inizi del processo di comunicazione e questo ‘tirocinio’ è chiaramente riflesso nei linguaggi utilizzati, linguaggi che evolveranno con il passare degli anni, con l’esperienza, con il cambiare dell’ambiente culturale e sociale, con l’avvento di interlocutori differenti.


Questa raccolta nasce dal desiderio di noi tutti (partecipanti del Cerchio Firenze 77, ndr) di capire meglio la figura del Cristo attraverso le parole dei Maestri, espresse nei tanti anni di insegnamento. Approfondiremo la comprensione non solo del Cristo (la sua persona, le sue opere, le sue parole) ma anche delle Scritture, della religione Cattolica e i suoi dogmi, delle altre religioni. Come introduzione ascoltiamo le parole di Roberto, scritte a Gianfranco, un amico di Roma.

Firenze, 31 Gennaio 1978

Carissimo Gianfranco,

come vedi io ti rispondo subito. Tu mi dici che sei sereno e questo mi ha molto tranquillizzato soprattutto perché so che la tua serenità non è quella di chi non si domanda nulla e vive chiuso in sé timoroso di qualunque cosa che possa turbare la sua vita consueta, le sue abitudini, le sue convinzioni. Guai se per timore di vedere com’è la realtà, il mondo, ci tenessimo chiusi in casa fra le nostre cose che si confanno alla nostra natura e aiutano la nostra serenità.

Vorrei che tu mi chiarissi una tua affermazione, sempre che questo non ti rimetta in crisi. Tu mi dici che il tuo temperamento mistico ti impediva di accettare la spiegazione delle Guide circa la figura di Gesù Cristo: “gli insegnamenti di Dali e di Kempis soddisfacevano il mio intelletto ma non riuscivano a far breccia nel mio cuore”. È questo che non capisco. Per te il Cristo è grande perché è l’unico figlio di Dio, oppure è una figura che resta grande chiunque egli sia, per ciò che ha fatto e per ciò che ha detto?

Che Cristo sia l’unico figlio di Dio lo devo accettare senza discutere perché se lo si inquadra specialmente in quello che afferma la Chiesa Cattolica Apostolica Romana ne viene fuori un quadro in cui la realtà è concepita come la può concepire la mente di un uomo: Dio un regnante che manda suo figlio a morire sulla terra per placare se stesso!

Questo lo posso accettare come racconto simbolico raccontato in termini umani da chi e per chi non è capace di distaccarsi dal modo d’essere delle cose e dei fatti del mondo umano. Da chi immagina che il mondo divino sia fatto in chiave umana. Te lo immagini se un pesce concepisse il mondo divino in chiave del suo mondo?

Ecco è lo stesso: la concezione cattolica apostolica romana del mondo divino, se la si intende alla lettera, è analoga a quella del pesce. Che Dio ha fatto l’uomo a sua immagine e somiglianza non vuol dire certo che la pochezza degli uomini sia la pochezza di Dio. Allora se la mia natura mi impedisce di credere alla lettera al credo della nostra chiesa, per questo Cristo diminuisce in grandezza?

Intanto chiunque Egli fosse resta un grande spirito perché la sua grandezza non risulta dal suo “casato” come nei tempi andati si credeva che il titolo nobiliare conferisse la nobiltà. Egli è grande, chiunque sia stato, per ciò che ha detto e per ciò che ha fatto. Bada bene, con quello che ha fatto non intendo il Cristo vittima, agnello necessario a placare Dio. Questa concezione di Dio da parte dei credenti è una tale bestemmia che nessun ateo ne pronuncerà mai peggiore!

Ecco che qui subentrano le nostre Guide le quali ci spiegano che oltre a quello che Gesù Cristo ha detto ed ha fatto, oltre alla sua “funzione” speciale Egli aveva una natura particolare, senza che per questo Egli dovesse non essere umano (alcuni nei tempi andati sostennero che il corpo del Cristo non lasciava ombra. Eresia condannata dalla stessa Chiesa), né più né meno come l’ape regina non è meno ape delle operaie.

Quindi quello che hanno detto le Guide, semmai, ha proprio riportato in termini razionali a capire la particolarità della figura di Gesù Cristo senza dover credere alla storiella della vittima dell’ira del Padre. Come questo possa averti messo in crisi, non lo capisco. Capirei se, dalla concezione più razionale che le Guide ci illustrano della realtà, la figura del Cristo tu l’avessi vista quella di un uomo evoluto (a parte il discorso che se anche così fosse egli non diminuirebbe) e per un tuo attaccamento romantico a una tua precedente concezione di quella figura, tu fossi entrato in crisi.

Ma entrare in crisi da una spiegazione che in modo più razionale di quello portato dalla Chiesa evidenzia la particolarità di Cristo, mi sembra un controsenso. Sembra che tu sia attaccato alla storiella del Padre più che alla figura del Cristo, perché il Cristo dalla spiegazione delle entità non viene certo impoverito né nella sua funzione, né nella sua natura. L’unica cosa che cambia da quello che sapevamo circa questa figura è che il Cristo non è l’unigenito. Se è questo che ti ha messo in crisi… mi pare che tu confonda il misticismo con la religiosità.

Gli usi, i costumi, i linguaggi, cambiano, anche se non crediamo che cambino gli uomini, se non crediamo all’evoluzione. Non si può continuare a parlare agli uomini un linguaggio che non capiscono più, anche se a noi piaceva. Cosa dici a un uomo di oggi che ti interroga sulla figura del Cristo? Racconti la storiella del Padre iroso? O ti appelli al suo senso mistico? La verità non è fatta solo per noi: è fatta anche per gli altri che sono mistici e non mistici.

Spero che tu voglia conservarmi la tua amicizia e che tu non assorba dai carismatici il comodo criterio di giudicare le cose e le persone secondo una etichettatura. Per esempio occultismo = satana, come tu mi accenni.
Ti abbraccio. Tuo Roberto.

Fonte: raccolta di brani sul Cristo del Cerchio Firenze 77 | Tutti i post del ciclo

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