ELIAS: «Riguardo al tempo simultaneo, il significato è questo: tutte le cose stanno accadendo ora; in tutte le dimensioni, in tutti i focus, in tutta la coscienza. Tutto avviene ora, nel momento. Tutta la coscienza è in uno stato di divenire (intende in una condizione dinamica, ndr). Non esiste passato. Non esiste futuro. Non c’è stato un inizio. Non ci sarà una fine.» [Sessione 88, 21 aprile 1996]
L’analogia del fotogramma cinematografico:
ELIAS: «Vi chiederò di pensare alle vostre pellicole cinematografiche come illustrazione del tempo simultaneo. Siete molto abituati a vedere il tempo in blocchi. Vedete le vostre vite in grumi. Avete segmenti di tempo con cui vi identificate: la vostra infanzia, la vostra adolescenza, la vostra giovane età adulta. Separate in grandi blocchi di tempo.
[…] Quando create le vostre pellicole cinematografiche, come vengono create?»
RON: «Con una macchina da presa.»
ELIAS: «E pellicola, e la vostra pellicola incorpora una serie di immagini, che poi vengono messe in movimento, creando un’immagine in movimento. Ogni fotogramma è una singola immagine che incorpora una posa, corretto? Ogni momento della vostra vita è un fotogramma. Fate scorrere questi fotogrammi consecutivamente in un movimento lineare, in quell’elemento che chiamate tempo. In questo modo, vi appare che questa vita, nel vostro tempo, sia un movimento continuo e fluido, tutto di un unico elemento. Questo è il disegno della vostra percezione. In realtà, ogni momento è il proprio fotogramma.
[…] Ogni momento della vostra esistenza, nel tempo, è un fotogramma della vostra pellicola cinematografica. Ogni fotogramma è la propria vita. Quindi tu, Lawrence, potresti sederti nella tua stanza, e potresti parlare non solo con te, Lawrence, in un altro focus, ma anche con te Lawrence, all’età di dieci anni; oppure tu, Ron, potresti parlare con te, Ron, all’età di dodici anni e di ventitré anni, tutti simultaneamente, e anche con te di cinque minuti fa, e anche con te di tre anni nel futuro — perché tutti questi avvengono simultaneamente.» [Sessione 71, 14 febbraio 1996]