☉Fonte [Sessione 1185, 18 novembre 2002] Empowerment1 Ricostruzione editoriale
I testi pubblicati da E73 in poi non sono più parafrasi. Sono ricostruzioni editoriali ottenute riorganizzando il dialogo originale di Elias, eliminando esclusivamente gli elementi dialogici e le ridondanze, senza alterarne il contenuto concettuale.
Il primo passo è smettere di combattere la paura
Molto spesso gli individui cercano continuamente conferme delle proprie capacità. Cercano prove, riconoscimenti e approvazione, sperando che siano gli altri o le circostanze a confermare il loro valore. Così facendo, però, la loro attenzione rimane costantemente rivolta all’esterno. Questa è la direzione opposta a quella che conduce al proprio potere.
Ogni volta che si cerca di dimostrare qualcosa agli altri, o a se stessi attraverso manifestazioni esteriori, si continua a rafforzare il dubbio sulle proprie capacità. La ricerca di conferme non elimina il dubbio: lo alimenta.
Alla base di questo movimento vi è quasi sempre una paura profonda: 👉la paura di non essere accettati, di non essere riconosciuti, di non avere valore. Per questo si tenta continuamente di modificare la percezione che gli altri hanno di noi, sperando che la loro approvazione produca finalmente sicurezza.
Ma l’accettazione non può essere ricevuta dagli altri. L’accettazione viene generata dentro di sé. Solo successivamente viene riflessa attraverso gli altri. Finché non si genera accettazione nei propri confronti, ciò che verrà riflesso continuerà a essere il dubbio, il conflitto e la sensazione di non essere realmente riconosciuti.
Il primo passo consiste quindi nel riconoscere la paura. Non giustificarla. Non attribuirla alle circostanze. Non considerarla una reazione provocata dagli altri. Riconoscere semplicemente che quella paura è una propria creazione. Solo da questo riconoscimento può iniziare un cambiamento reale.
Il passo successivo è ancora più importante. Generalmente si tenta di eliminare la paura, di combatterla, di trasformarla o di distrarsi da essa. Tutti questi tentativi mantengono vivo il conflitto.
👉La paura non richiede di essere combattuta. Richiede di essere riconosciuta.
È un’espressione della propria energia, non un nemico. Quando si smette di lottare contro di essa, l’energia comincia naturalmente a rilassarsi. Si riconosce che quella paura esiste, ma nello stesso tempo si riconosce anche che, pur essendo presente, si continua ad avere una possibilità di scelta.
Per questo è fondamentale riportare continuamente l’attenzione al momento presente. Quando la paura appare travolgente, è utile chiedersi che cosa stia realmente accadendo adesso. Non ciò che potrebbe accadere, non ciò che si teme, non ciò che viene immaginato, ma ciò che sta realmente accadendo in questo preciso momento.
Molto spesso ci si accorge che la minaccia appartiene all’anticipazione, non al presente. L’intensità della paura nasce dall’aspettativa di ciò che potrebbe verificarsi, non da ciò che il presente sta effettivamente mostrando.
Per descrivere questo processo Elias utilizza l’immagine di un demone rinchiuso dietro una porta. Per molto tempo si costruiscono barriere sempre più robuste per impedirgli di uscire. Si evita perfino di avvicinarsi a quella porta. Ma proprio questo continuo evitarlo lo rende sempre più grande e sempre più minaccioso.
Il processo non consiste nello spalancare improvvisamente quella porta. Consiste semplicemente nell’avvicinarsi, girare lentamente la chiave e aprirla di poco: quanto basta per guardare all’interno, senza oltrepassare la soglia, rimanendo nel presente e ricordando che, in quel momento, si è al sicuro.
Ogni volta che la porta viene aperta un poco di più, entra più luce. E, con sorpresa, il demone comincia a cambiare. Quello che sembrava enorme diventa progressivamente più piccolo. Quello che appariva terribile perde la sua forza. Alla fine non resta più un mostro minaccioso, ma una presenza ormai incapace di fare paura.
È in questo processo che nasce il vero potere personale. 👉Non perché la paura venga sconfitta, ma perché cresce la fiducia in se stessi. Quando si riconosce la propria forza, la paura perde naturalmente la sua importanza.
Riappropriarsi del proprio potere significa proprio questo: smettere di vivere cercando conferme all’esterno e riconoscere, momento dopo momento, la propria capacità di scegliere, anche in presenza della paura.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org