☉Fonte [Sessione 21310 — 13 febbraio 2015]
JASON: «Quando penso alla costruzione di una percezione — userò esempi di cui parliamo spesso, prendiamo due cose, non so se le chiamereste opposti, ma qualcosa come apprezzamento e paura. Chiaramente puoi guardare a una tempesta con apprezzamento per la sua bellezza e la sua potenza, oppure puoi guardarla con paura — sai, rischi di essere colpito da un fulmine o travolto dalla grandine. Come influenza questo la tua realtà? Guardando questi due esempi, porterebbero su due strade diverse?»
ELIAS: «Oh, moltissimo. Direi che, prima di tutto, come sapete, ciò a cui prestate attenzione influenza fortemente la vostra percezione, e la vostra percezione è ciò che effettivamente crea la vostra realtà, le manifestazioni fisiche della vostra realtà. Quindi, se interpretiamo l’esempio della tempesta… Diciamo che ci sono due individui per illustrare le differenze nell’attenzione e nella percezione.
- Un individuo presta attenzione alla tempesta dalla prospettiva, o sotto l’influenza, della paura, e proietta la propria attenzione avanti, nel futuro, anticipando ciò che accadrà in relazione alla tempesta. E quanto più l’individuo proietta e anticipa, tanto più presta attenzione ai fattori della tempesta che crede potenzialmente pericolosi. E quanto più l’individuo presta attenzione a ciò che ritiene essere gli aspetti pericolosi della tempesta, tanto più genera in se stesso un’energia in sintonia con l’energia espressa dalla tempesta stessa.
Quindi, in un certo senso, si connette con l’energia della tempesta, e perciò nella realtà di QUELL’individuo la tempesta sarà probabilmente piuttosto pericolosa, forse persino devastante — tutto intorno a quell’individuo osserverà situazioni pericolose o distruzione, e creerà sempre più eventi che rinforzeranno la paura che già sta esprimendo. - Ora, al contrario, un altro individuo, diciamo, è presente e non sta esprimendo paura, e osserva la stessa tempesta; e in questo, dalla prospettiva di essere presente e non avere paura, quell’individuo presterà attenzione ad aspetti diversi della tempesta. E quindi, prestando attenzione ad aspetti diversi della tempesta, rinforzerà allo stesso modo la propria percezione che non sia pericolosa, e che forse sia bella, o emozionante, o interessante, e creerà, nella SUA realtà, aspetti della tempesta e un’attività della tempesta che non saranno pericolosi, ma interessanti.
Quindi, l’individuo che osserva la tempesta dalla prospettiva del presente, e la apprezza e la gode, percependola come non pericolosa, potrebbe vedere venti che colpiscono diverse strutture, ma nella sua percezione, quei venti probabilmente non genereranno danni considerevoli, ma potrebbero invece creare configurazioni diverse o curiose delle strutture, interessanti per quell’individuo — oppure quell’individuo potrebbe persino vedere arcobaleni insoliti all’interno della tempesta.
L’altro individuo, che sta proiettando e anticipando e quindi esprimendo paura — perché ricordate: la paura non è mai un’espressione presente; è sempre basata sul futuro — quell’individuo che esprime paura vedrà quella stessa tempesta generare azioni distruttive: potrebbe abbattere alberi, o danneggiare un edificio, o inondare una strada. E in questo, quell’individuo non solo assisterà a quel tipo di distruzione, ma potrebbe anche sperimentare diversi aspetti di quella distruttività. Potrebbe trovarsi in un veicolo, e la strada su cui sta guidando si inonderà, e il suo veicolo si fermerà. Può essere la stessa identica tempesta, nello stesso identico luogo, in cui questi due individui si pongono per assistere alla tempesta, e la loro esperienza sarà completamente diversa.» […]
ELIAS: «Perché in questo, non si tratta di “pensiero positivo”. Diciamo che un individuo che è presente gode realmente dell’eccitazione di quella tempesta. Quindi potrebbe amare la pioggia, potrebbe amare l’attività elettrica dei fulmini, potrebbe amare il suono; quindi, in questo, 👉presta attenzione da quella prospettiva👈.
Ora, al contrario, l’altro individuo potrebbe genuinamente non amare la pioggia, o i tuoni, o il vento, e questo potrebbe essere semplicemente una questione di preferenza. Ma se l’individuo non è presente, comincia automaticamente a proiettare la propria attenzione in modo anticipatorio, e questo crea la paura.
Mentre quello stesso individuo, portando la propria attenzione al presente, potrebbe non sentire paura e potrebbe anche continuare a non amare la tempesta, ma genererebbe scelte diverse, magari evitando la tempesta o muovendo la propria attenzione in altre direzioni che gli permettano di generare azioni ed esperienze più produttive e piacevoli per lui. Questo non cambia il fatto che non gli piaccia la tempesta, ma non si sta necessariamente confrontando con la tempesta, e quindi può muovere la propria attenzione in altre direzioni più benefiche per lui.» [Sessione 21310 — 13 febbraio 2015]
Non solo la percezione crea oggetti e scene diverse tra persone diverse, ma soprattutto la differenza tra paura (sempre proiettata nel futuro) e presenza è il meccanismo pratico per cambiare la propria percezione — risposta diretta e operativa alla domanda “come si fa, in pratica?”
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org