☉La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
Non ci interessa più come il focus possa diventare consapevole dell’Essenza. Ci interessa una questione ontologica:
Che cosa significa “consapevolezza” quando il soggetto di questa consapevolezza è l’Essenza stessa?
Questo per verificare l’ipotesi:
📌 l’esperienza dell’Essenza potrebbe essere costituita da stati di consapevolezza.
Ho quindi riletto il materiale spostando il criterio: non awareness of essence, ma awareness attribuita da Elias all’Essenza/consciousness stessa.
La conclusione preliminare è: sì, il materiale sostiene fortemente una concezione nella quale consapevolezza ed esperienza sono inseparabili dall’attività stessa della coscienza, ma dobbiamo fare alcune distinzioni per non dire più di quanto Elias dica.
1. Il punto di partenza: l’Essenza non è un soggetto separato dalla coscienza
Questo è fondamentale. Elias dice esplicitamente: “Essence is consciousness.” e precisa che non esiste separazione fra Essenza e coscienza; non esiste un confine della coscienza e non esiste nulla al di fuori di essa. (eliasweb.org)
Quindi, se chiediamo: «Di che cosa è consapevole l’Essenza?» non dobbiamo immaginare un’entità chiamata Essenza che osserva un mondo esterno.
La risposta più radicale di Elias è: non c’è un fuori della coscienza.
Questo è espresso anche nella 549, quando alla domanda se esista qualcosa di cui la coscienza possa essere consapevole al di fuori di essa, Elias risponde che non c’è alcuna cosa al di fuori della coscienza: è tutto. (eliasweb.org)
Quindi abbiamo già una prima proposizione molto forte: la consapevolezza dell’Essenza non è una relazione fra un soggetto e qualcosa di esterno.
2. Elias afferma esplicitamente che tutta la coscienza è consapevole di tutta la coscienza
La 142 probabilmente contiene la frase più importante per la nostra ricerca:
“all of consciousness is aware of all of consciousness.” (eliasweb.org)
Tutta la coscienza è consapevole di tutta la coscienza.
Elias sta spiegando che ogni cosa è costituita da links of consciousness e che l’Essenza è inclusa in questa struttura.
Quindi non abbiamo soltanto: l’Essenza è consapevole di se stessa.
Abbiamo qualcosa di molto più radicale: la coscienza è consapevole della coscienza.
E poiché Elias identifica l’Essenza con una configurazione della coscienza, questo rende plausibile parlare di consapevolezza intrinseca dell’Essenza, non acquisita attraverso un’attività successiva.
3. La consapevolezza non arriva dopo l’esperienza
Questo è il punto che interessa direttamente la nostra ipotesi. Nella 147 Elias dice che ogni manifestazione possiede coscienza ed è “aware of self”; addirittura questo vale fino al più piccolo link di coscienza. (eliasweb.org)
Quindi la consapevolezza non appare come un risultato che viene ottenuto dopo che qualcosa è stato esperito. È già una caratteristica dell’attività della coscienza.
Questo è importante perché altrimenti avremmo: realtà → esperienza → acquisizione di consapevolezza.
Ma il materiale suggerisce piuttosto: coscienza = attività consapevole.
L’esperienza non produce quindi necessariamente la consapevolezza della coscienza. L’esperienza è una modalità attraverso la quale la coscienza si esprime.
4. La 324 introduce direttamente «experience» nel discorso sull’Essenza
Qui troviamo un passaggio molto utile per il nostro problema.
Elias dice:
“As an essence within consciousness, you are within a continual state of becoming, and within this state of becoming, you are continuously exploring and experiencing and creating *new elements of consciousness.” (eliasweb.org)
In quanto essenza all’interno della coscienza, ti trovi in uno stato continuo di divenire e, all’interno di questo stato di divenire, esplori, sperimenti e crei continuamente nuovi elementi della coscienza.Nota di uma. Sessione 324: *new elements of consciousness. Colloca il discoso all’interno della dimensione fisica, del suo divenire; solo in quest’ottica ha senso quanto dice.
Quindi, nel suo linguaggio, abbiamo una connessione esplicita:
Essenza → becoming → exploring → experiencing → creating.
Ma attenzione: questa sessione usa anche il linguaggio di “new elements of consciousness”, quindi non possiamo semplicemente sostituire questa formulazione con la nostra tesi della simultaneità senza ulteriori verifiche. Questo è precisamente uno dei punti sui quali il corpus presenta una tensione che dobbiamo studiare, non risolvere arbitrariamente.
La stessa sessione dice che:
- tutte le manifestazioni sono coscienza;
- tutte sono simultanee;
- tutte sono la stessa coscienza in differenti configurazioni;
- ogni manifestazione è consapevole di sé;
- l’Essenza è una particolare configurazione/tono della coscienza;
- la coscienza detiene intent. (eliasweb.org)
Quindi possiamo cominciare a vedere qualcosa: la differenziazione dell’esperienza non richiede una differenziazione dell’Essere. Le diverse configurazioni sono diverse espressioni della stessa coscienza.
Nota di uma: l’attenzione è l’unica variabile? Dubito, tutte le attenzioni non possono che essere presenti simultaneamente.
– Quello che chiamo con il mio nome è un’attenzione, una delle molteplici dell’Essenza.
– Simultaneamente a questa attenzione sono tutte le attenzioni di tutti i focus.
– Ciascuna di queste attenzioni è consapevole di sé, chiama sé con un nome o con un non-nome.
Ne consegue che l’attenzione non si sposta di qui e di là; la consapevolezza ora non copre questo e ora quello: attenzione e consapevolezza sono sempre e coprono l’intera coscienza entro cui accadono Essenza e focus. In questa simultaneità unitaria, ciascuna attenzione è consapevole di sé.
Se ci sono mille luci, sono tutte accese, autoconsapevoli. Quello che chiamo me è una luce autoconsapevole: come avviene che mi sento in una dimensione fisica e poi mi posso sentire altrove?
Tutte le luci sono accese, tutte le attenzioni e consapevolezze presenti, cosa si sposta da questa dimensione fisica ad altro? L’attenzione relativa? Quella forma di divenire di cui parlano CF e CI presente anche nella dimensione del sentire. Non so se Elias accenna a questo.
5. La 156 è forse ancora più utile
Qui Elias parla di un’essenza capace di essere focalizzata in molte aree della coscienza contemporaneamente.
Dice:
“Awareness and knowledge of each of these directions is held simultaneously.” (eliasweb.org)
La consapevolezza e la conoscenza di ciascuna di queste direzioni avvengono simultaneamente.
Questo è estremamente importante. Non abbiamo soltanto:
l’Essenza esiste simultaneamente in molte direzioni.
Abbiamo:
awareness and knowledge of those directions are held simultaneously.
Quindi, almeno in questo caso, consapevolezza e molteplicità delle esperienze/direzioni non sono due fenomeni separati.
L’Essenza può essere simultaneamente coinvolta in molte direzioni e simultaneamente detenerne consapevolezza e conoscenza. Questo sostiene molto la nostra intuizione.
6. La 324 lo conferma con un’altra immagine
Elias usa l’immagine di una stanza con centinaia di televisori.
Ogni schermo è un focus.
Sono tutti contenuti nella stessa stanza.
E poi dice che:
“your essence is aware and interactive with all of these focuses of attention simultaneously.” (eliasweb.org)
La tua essenza è consapevole e interattiva con tutti questi focus di attenzione contemporaneamente.
Questo è molto significativo.
L’Essenza non sta semplicemente «producendo» centinaia di esperienze senza esserne consapevole.
È: aware and interactive with all of them simultaneously.
Quindi esperienza, attenzione, interazione e consapevolezza sono strettamente intrecciate.
7. La 135 aggiunge un elemento decisivo: consapevolezza senza assimilazione
Elias dice:
“I am aware of all of my essence focuses, and am actively involved with each.” (eliasweb.org)
Sono consapevole di tutti i miei focus essenziali e sono attivamente coinvolto in ciascuno di essi.
Ma subito precisa che ciascun focus rimane individuale e conserva la propria integrità.
Quindi la consapevolezza simultanea non significa che le diverse esperienze vengano fuse in una singola esperienza indifferenziata.
Possiamo avere: unità della coscienza + pluralità delle esperienze + simultaneità della consapevolezza.
Questa triade sembra essere molto più vicina a ciò che stiamo cercando.
8. Ma allora che cosa significa «esperienza»?
Qui dobbiamo fare attenzione. Elias non sembra definire experience come: acquisizione di un’informazione che prima mancava.
Nella 185 dice che l’Essenza *dirige energia *verso focus “to be experiencing.” (eliasweb.org) (*: sono termini del divenire)
E nella 324 collega direttamente Essenza, esplorazione ed esperienza. (eliasweb.org)
Quindi l’esperienza sembra essere una modalità di espressione/focalizzazione della coscienza.
Non abbiamo ancora però una definizione di Elias che autorizzi a dire: «esperienza = stato di consapevolezza».
Questa equivalenza sarebbe per ora una nostra ipotesi interpretativa.
Ma possiamo dire qualcosa di più prudente:
Nel modello di Elias, esperienza e consapevolezza non appaiono come due attività indipendenti: l’Essenza può essere simultaneamente coinvolta in molteplici esperienze e simultaneamente esserne consapevole.
Questo è direttamente sostenuto.
9. La distinzione più importante: awareness ≠ attention
Il corpus distingue chiaramente:
attention = direzione/focalizzazione
da
awareness = riconoscimento/conoscenza.
La 185 utilizza la metafora delle telecamere: ogni lente focalizza una determinata area, mentre tutte le telecamere possono in teoria guardare lo stesso spazio. (eliasweb.org)
La 324 dice invece che l’Essenza può essere aware di tutti i focus contemporaneamente. (eliasweb.org) Quindi:
📌attenzione seleziona; consapevolezza non necessariamente seleziona nello stesso modo.
Questo è importantissimo per il nostro problema.
📌 Potremmo avere una realtà totalmente simultanea e un’Essenza consapevole simultaneamente di molte sue espressioni, mentre una singola attenzione è focalizzata su una particolare direzione.
10. Questo ci permette di riformulare la domanda sull’esplorazione
La domanda non è più: «Perché l’Essenza esplora se non c’è nulla di nuovo da scoprire?»
Possiamo cominciare a formularla così:
Se l’Essenza è già consapevole della totalità delle proprie espressioni, che cosa significa per essa esperire una particolare espressione?
Questa è una domanda molto più profonda perché introduce una differenza fra:
consapevolezza della possibilità
ed
esperienza della possibilità attraverso una particolare focalizzazione.
E questa differenza potrebbe essere proprio ciò che stavamo cercando.
11. Un’ipotesi che il corpus rende plausibile
Potremmo avere: consapevolezza della totalità ≠ esperienza di ogni modalità della totalità.
L’Essenza può essere consapevole di tutti i propri focus simultaneamente.
Ma ogni focus rappresenta una particolare configurazione dell’esperienza.
Quindi l’esplorazione potrebbe non servire a informare l’Essenza di qualcosa che non conosce.
Potrebbe servire a realizzare differenti modalità di esperienza all’interno di una consapevolezza che già comprende la totalità.
12.
Se mettiamo insieme:
- all of consciousness is aware of all of consciousness — 142; (eliasweb.org)
Tutta la coscienza è consapevole di tutta la coscienza - all manifestations are aware of self — 147; (eliasweb.org)
Tutte le manifestazioni sono consapevoli di sé - awareness and knowledge of multiple directions simultaneously — 156; (eliasweb.org)
Consapevolezza e conoscenza di più direzioni contemporaneamente - Essence is aware and interactive with all focuses simultaneously — 324; (eliasweb.org)
L’essenza è consapevole e interattiva con tutti i focus contemporaneamente - Essence is aware of all its focuses and actively involved with each — 135; (eliasweb.org)
Essence è consapevole di tutti i suoi focus e attivamente coinvolta in ciascuno
emerge una struttura molto precisa:
La consapevolezza non sembra essere il risultato dell’esplorazione. È una proprietà intrinseca dell’attività della coscienza.
E allora:
📌l’esplorazione non serve a rendere la coscienza consapevole di ciò che è.
La coscienza è già consapevole.
L’esplorazione può invece riguardare le differenti modalità nelle quali quella consapevolezza si esprime attraverso l’esperienza.
13. Forse la formulazione più promettente è questa
📌La coscienza è già consapevole di sé nella sua totalità, mentre le sue espressioni possono essere continuamente esperite attraverso differenti focalizzazioni dell’attenzione.
📌Forse l’esperienza dell’Essenza non consiste nell’acquisizione di nuova consapevolezza, ma nell’attualizzazione esperienziale di differenti configurazioni all’interno di una consapevolezza che già comprende la totalità.
“Attualizzazione”, però, va usata con cautela, perché anche questa parola può suggerire che qualcosa prima non fosse reale.
📌L’esperienza potrebbe essere intesa come una particolare modalità di espressione della consapevolezza dell’Essenza.
Nota conclusiva
La questione è lontana dall’essere risolta, ma non intendiamo perseverare nell’indagine.
Questi sono alcuni semi, vedremo come l’intuizione li curerà.