☉Fonte [Sessione 3] Ricostruzione tematica
I testi pubblicati da E80 in poi non sono più parafrasi né ricostruzioni editoriali. Sono ricostruzioni tematiche anche di più sessioni ottenute riorganizzando il dialogo originale di Elias, eliminando esclusivamente gli elementi dialogici e le ridondanze, senza alterarne il contenuto concettuale: il focus della ricostruzione è sul significato dell’insegnamento e sulla sua ontologia.
⌨ In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
Capitolo 1
La domanda sullo scopo nasce generalmente dall’idea che la vita debba condurre a qualcosa di diverso dalla vita stessa. Si cerca uno scopo come se fosse un obiettivo futuro, una meta da raggiungere o una funzione particolare da realizzare.
Ma questa ricerca nasce già da un’associazione. Essa associa lo scopo a qualcosa che ancora non è stato trovato.
Lo scopo della manifestazione fisica non è nascosto.
Non deve essere trovato.
È già espresso nell’azione stessa della manifestazione.
👉Il vostro scopo è fare esperienza.
Questa affermazione non significa che l’esperienza conduca a uno scopo.
L’esperienza è lo scopo.
La coscienza si manifesta perché sperimenta.
Essa non sperimenta per diventare qualcos’altro.
Sperimenta perché questa è la sua naturale espressione. Come Elias afferma anni dopo, 👉la natura della coscienza è esplorare se stessa; ogni manifestazione è un’espressione di questa auto-esplorazione.
Ma fare esperienza non significa semplicemente accumulare avvenimenti.
Significa sperimentare una realtà fisica.
La realtà fisica offre un tipo di percezione particolare.
- Essa offre la percezione dello spazio.
- Del tempo.
- Della separazione.
- Dell’emozione.
- Della sessualità.
Queste caratteristiche non costituiscono errori o limiti della realtà fisica. Costituiscono la sua natura. Sono il motivo per cui questa realtà viene scelta.
Fare esperienza significa quindi partecipare pienamente a questa modalità di percezione.
Per questo Elias aggiunge immediatamente un secondo elemento.
👉Il vostro scopo è focalizzarvi sulla vostra Essenza.
Questa affermazione può essere facilmente fraintesa se si pensa all’Essenza come a qualcosa di separato dall’individuo.
- Ma l’Essenza non è altrove.
- Essa non deve essere raggiunta.
- La manifestazione fisica non interrompe il rapporto con l’Essenza.
- Essa rappresenta semplicemente un particolare focus della coscienza.
- L’Essenza continua a esprimersi attraverso quel focus.
Per questo motivo l’attenzione non deve essere rivolta verso un ideale futuro, ma verso l’esperienza che si sta creando nel presente.
Da questa comprensione deriva una conseguenza. Molti individui associano il proprio scopo all’aiutare gli altri. Ma nessun individuo può vivere l’esperienza di un altro.
- Ogni individuo sceglie.
- Ogni individuo esplora.
- Ogni individuo dirige se stesso.
Per questo Elias afferma che non potete guidare gli altri. Potete offrire informazioni, condividere la vostra esperienza e interagire, ma il movimento dell’altro rimane sempre una sua scelta.
Ciò non significa che la vostra esperienza riguardi soltanto voi. Ogni cambiamento nella vostra espressione modifica inevitabilmente le vostre relazioni.
- Non perché cambiate gli altri.
- Ma perché cambia l’interazione.
- L’influenza è una conseguenza dell’espressione, non il suo obiettivo.
Quando questa prospettiva diventa più chiara, cambia anche il significato di ciò che molti chiamano “missione“.
Può sembrare di essere venuti nella realtà fisica per compiere qualcosa di particolare.
Ma, ampliando la propria consapevolezza, si riconosce che non è una missione a dare significato all’esistenza.
👉Il significato è già espresso nell’essere ciò che si è e nell’esplorare pienamente la propria esperienza. Il desiderio di condividere con altri può rimanere, ma non nasce più dall’idea di doverli salvare o guidare; nasce come naturale espressione della propria esperienza.
Per questa ragione la manifestazione non è un sistema di ricompense e punizioni.
- Non vi manifestate per pagare debiti (karmici).
- Non vi manifestate per espiare errori.
- Non vi manifestate perché una legge cosmica lo impone.
Vi manifestate perché la coscienza continua a esplorare.
E la realtà fisica costituisce una delle modalità attraverso le quali questa esplorazione si esprime.
Nota di uma. Nelle estrazioni tematiche della sessione 3 compaiono queste tre espressioni:
Il tuo scopo è fare esperienza.
Il tuo scopo è focalizzarti sulla tua essenza.
Il tuo scopo è sperimentare una vita fisica.
Abbiamo ancora pochi dati per interpretare correttamente la portata di queste affermazioni di Elias, dunque avanziamo domande e poniamo questioni che troveranno risposta nel tempo.
Una coscienza non impara, manifesta se stessa: ogni focus è un aspetto di ciò che essa è, lo esprime, lo contempla sperimentando; ha senso l’introduzione della nozione di contemplazione? Certo non appartiene a Elias…
L’espressione: il tuo scopo è fare esperienza può confondere perché l’esperienza è associata all’apprendimento. Allo stesso modo, considerare che una coscienza si manifesta attraverso un focus per esplorare se stessa in una determinata realtà può indurre a pensare che anche essa stia imparando.
Ma è anche possibile semplicemente considerare che stia, come dice Elias, esplorando, manifestando cioè nella dimensione fisica ciò che la costituisce, il suo essere ed esistere.
“Vi manifestate perché la coscienza continua a esplorare.
E la realtà fisica costituisce una delle modalità attraverso le quali questa esplorazione si esprime.“
Bisogna stare alla lettera di quanto espresso: esplorare è semplicemente esplorare, non va inteso diversamente, non è un simbolo, è un’esperienza e basta.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org