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MONOGRAFIE
3. Le espressioni della coscienza
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PARTE I — Le realtà di esperienza — Capitolo 2
Se ogni dimensione fisica costituisce una particolare realtà di esperienza, rimane da comprendere che cosa la distingua dalle altre.
Secondo Elias, una realtà fisica non è definita dal luogo nel quale si manifesta, ma dalla struttura che rende possibile quel particolare modo di sperimentare.
Ogni dimensione possiede infatti proprie dinamiche, proprie relazioni e proprie “equazioni”, attraverso le quali l’esperienza si organizza.
Questa struttura non è accessoria. È ciò che rende possibile quella specifica realtà.
Per questo Elias osserva che anche gli elementi caratteristici di una realtà fisica — come, ad esempio, i sistemi di credenze presenti nella nostra dimensione — non costituiscono aspetti universali della coscienza, ma appartengono alla struttura di quella particolare realtà.
La molteplicità delle dimensioni non deriva quindi dalla molteplicità dei luoghi, ma 👉dalla molteplicità delle strutture attraverso cui la coscienza rende possibile differenti esperienze.
Questa distinzione permette anche di comprendere perché Elias differenzi continuamente le dimensioni fisiche dalle aree della coscienza. Le aree della coscienza non sono realtà strutturate nello stesso modo delle dimensioni. Esse sono direzioni dell’attenzione e non luoghi né livelli della coscienza.
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