☉La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
MONOGRAFIE
2. La vita della coscienza
☉Fonte [Sessioni 324, 758]
PARTE I — La coscienza come attenzione — Capitolo 1
Quando Elias descrive la coscienza, raramente ricorre a definizioni astratte. Preferisce mostrarla attraverso ciò che continuamente fa. La coscienza non è una condizione statica né una realtà compiuta che semplicemente esiste. È un’attività incessante.
Una delle affermazioni più significative in questo senso è:
“Consciousness is not finished, for it is continuously creating itself.” (Sessione 324)
“La coscienza non è un’entità definitiva, poiché si ricrea continuamente.”
La coscienza non viene quindi presentata come qualcosa di immobile o definitivamente costituito. Essa è continuamente impegnata nell’atto del creare.
Questo creare non risponde alla necessità di completare ciò che manca, né implica un passaggio da un essere incompleto a uno completo. Elias descrive piuttosto una dinamica intrinseca della coscienza: 👉creare costituisce la sua stessa modalità di esistere.
Per questo motivo la coscienza non può essere compresa come un luogo nel quale si entra, né come una condizione che si raggiunge al termine della manifestazione fisica.
Creare, scegliere, sperimentare e orientare l’attenzione non sono attività che iniziano dopo la transizione. Sono l’espressione continua della coscienza, indipendentemente dalla modalità percettiva attraverso cui vengono vissute.
In questa prospettiva anche la manifestazione fisica acquista un significato diverso. Essa non rappresenta un’interruzione della vita della coscienza, ma una delle modalità attraverso cui la coscienza continua a creare esperienza.
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