La solitudine nel processo di unificazione

Il processo di maturazione della consapevolezza unitaria avviene nell’esperienza della solitudine interiore.
Le scene dell’esistenza sono popolate da attori ma la loro funzione si limita alla “collaborazione efficace”, all’essere strumenti dei processi di comprensione in atto.
Più la comprensione si amplia e la dimensione del sentire diviene evidente, più risulta chiaro un duplice aspetto:
– il film del vivere è personale, soggettivo: l’ampliamento del sentire avviene attraverso la coscienza che utilizza gli attori secondo le sue necessità di apprendimento;
– nessuna coscienza è sola, ciascuna condivide il sentire con quelle che hanno prossimità di sentire.

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La parusia: un Signore ci salverà da noi stessi?

Non credo. E ci dovrebbe salvare da cosa? Dal nostro egoismo? Ma non è forse la vita la grande officina per apprendere l’arte d’amare?
Dunque la salvezza è già intrinseca al creato, è la vita stessa che salva.
Ho preso lo spunto da questo commento di Enzo Bianchi al vangelo della prima domenica di avvento, Lc 21,25-28.34-36: la parusia, il ritorno del Cristo, la fine del tempo, la trasformazione definitiva e l’affermazione del Regno di Dio.

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L’odio e l’amore che si specchiano

Al Bataclan vediamo lo specchiarsi di odio ed amore, l’alfa e l’omega accadere simultanei.
Pur essendo presente nelle scene tutto lo spettro del divenire umano, le nostre menti limitate sottolineano inevitabilmente i kalashnikov puntati sulle vittime, i colpi, le vite spezzate.
Non vediamo, o non riusciamo a portare in primo piano, le vite donate, quelle offerte per salvare, per proteggere, quelle che dicono: “Prendi me, non lui, non lei!” (Qui le storie di coloro che si sono offerti)

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La mente divide, ma non per sempre

Per sua natura la mente analizza e di ciò che si mostra nella sua unitarietà coglie il dettaglio, evidenzia il particolare, sottolinea un aspetto.
Nello svolgere questa mansione ad essa connaturata, perde di vista l’insieme della cui natura poca sa comprendere.
D’altra parte, non è compito della mente occuparsi dell’insieme, ma della coscienza: essa è l’organo che tutto tiene assieme, che guida il procedere frammentato ed unilaterale dell’umano conferendogli direzione e scopo.

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la vita è un film

Tutta la realtà è una proiezione della coscienza

Qui trovate un compendio dell’escatologia cristiana: a noi sembra che, non avendo l’autore dell’omelia altro paradigma che quello della propria fede, mostri una difficoltà nel scendere nella profondità del simbolo che le stesse scritture a lui sacre gli aprono.
Tutta la realtà è simbolo e tutta parla dei processi dell’interiore: personali, individuali, collettivi.

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La piccola gioia

L’unica gioia della quale ho interesse a parlare è quella che sorge senza motivo apparente.
Quella che non ho desiderato, né cercato; quella che non ho trattenuto affinché mi accompagnasse.
So, per esperienza e per studio, che quelle gioie avvengono ogni volta che delle tessere di comprensione giungono a maturità, a pienezza nel corpo della coscienza.

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atomi dell'assoluto

Compassione, forse

Siamo atomi d’aria nel respiro dell’Assoluto.
Ogni giorno, ad ogni ora proviamo a conoscere, divenire consapevoli, comprendere.
Piccolo o grande che sia l’asino in noi, ciò che esprimiamo è sempre e solo un tentativo, un approccio, un’approssimazione, il segno di un incedere.
Prima di aprire la bocca, dubio di quello che dirò.
Mentre compio un’azione, so che sarà limitata.
Quando mi approssimo a te, so che farò difficoltà a vederti, ad ascoltarti e, a volte, il mio accoglierti è solo maniera.
Vedo l’irrilevanza e l’irrealtà di me e mi fermo, non c’è ragione da dimostrare, qualcosa da aggiungere.
Non c’è tristezza, compassione forse.

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