Questa sera vi siete domandati: «Ma questa storia dell’evoluzione, come va a finire? Quando l’individuo ha finito di “sentire” i fotogrammi del piano fisico, del piano astrale, ha finito, lascia, abbandona la ruota delle nascite e delle morti, che cosa succede? Che cosa avremo da fare?».
sentire
Contemplazione: il sentire che diviene forma
Prendo lo spunto da questo post su Silere non possum, interessante per tanti versi a parte alcune punte polemiche inutili nel contesto.
Contemplazione: la filosofia essenziale e reale, la AI, l’intuizione
Jiso Forzani, ricordando Giangiorgio Pasqualotto recentemente scomparso, mi fornisce lo spunto per una breve considerazione.
Cerchio Firenze 77: i due generi del sentire individuale 26
Dobbiamo intenderci su cosa significa «sentire». Una volta voi avevate le idee chiare in proposito: il «sentire» era il «sentimento», il resto era sensazione, emozione, pensieri.
Contemplazione: la logica vittima-carnefice non spiega i processi
Il contemplativo è fuori dal tempo perché è oltre il tempo: risiede prevalentemente nel sentire che, per sua natura, è atemporale.
Contemplazione: il sentire diviene simbolo nei corpi
Il sentire è intenzione, pensiero, parola, affetto, emozione, azione, corpo: il sentire si incarna in ognuno di questi aspetti e diviene forma in quel piano d’essere.