La morale personale e il sentire che evolve

Se avette tempo, leggete quello che il Cerchio Ifior dice sulla morale.
L’esperienza dell’evoluzione del sentire è plastica, concreta, quasi fisica direi: si inscrive nei comportamenti quotidiani, nei pensieri che attraversano la mente, nella qualità e quantità delle emozioni, nelle relazioni soprattutto.
È nel rapporto con l’altro che tutto si palesa e si evidenzia: i passi compiuti e quelli da compiere, sono sotto i nostri occhi quando l’altro bussa con il suo essere, i suoi bisogni, le sue richieste, le sue paure.

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Evoluzione della coscienza e della forma

Evoluzione della coscienza e della forma. Dizionario del Cerchio Ifior L’evoluzione è stata definita come il passaggio da uno stato di coscienza limitato ad uno stato di coscienza più ampio. In realtà, come vedrete nell’affrontare i volumi sull’insegnamento filosofico l’accezione del termine evoluzione è molto più ampio e complesso, e investe non solo l’essere umano ma l’intera Realtà. … continua..

Onestà verso sé e coscienza

Onestà. Dizionario del Cerchio Ifior Essere onesti non è certamente una cosa semplice da attuare, in maniera particolare nei propri confronti: sotto la spinta del nostro Io che vorrebbe essere perfetto e che tende a considerarsi il «meglio del meglio» facilmente perdiamo obiettività su noi stessi e sulle nostre intenzioni nell’agire di tutti i giorni. Non ci … continua..

Gradi di sentire e libero arbitrio

Chiede Massimo nel commento al post Il mondo specchio dell’interiore: “In termini di libero arbitrio, quanto siamo liberi di comprendere e quindi di cambiare? O anche la comprensione (e di conseguenza l’intenzione) è un processo su cui non abbiamo margine di manovra?”
La coscienza, all’inizio del ciclo delle incarnazioni, può essere altruista?
Difficilmente. Perché? Perché il sentire che possiede, ovvero la struttura del corpo akasico che ha realizzato, è così relativa che l’altruismo non trova modo di articolarsi.

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Lasciare che ognuno impari dalla propria condizione

Il Papa ha dato voce a quell’interrogativo sul silenzio di Dio che aveva tenuto nel cuore durante la visita di questa mattina ad Auschwitz-Birkenau. “Dov’è Dio? Dov’è Dio se nel mondo c’è il male, se ci sono uomini affamati, assetati, senzatetto, profughi, rifugiati? Dov’è Dio, quando persone innocenti muoiono a causa della violenza, del terrorismo, delle guerre? Dov’è Dio, quando malattie spietate rompono legami di vita e di affetto? O quando i bambini vengono sfruttati, umiliati, e anch’essi soffrono a causa di gravi patologie? Dov’è Dio, di fronte all’inquietudine dei dubbiosi e degli afflitti dell’anima?”, ha detto papa Bergoglio dopo aver letto il versetto del Vangelo di Matteo in cui Gesù dice: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.

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Procedere velocemente in una via spirituale?

Un caro amico mi suggerisce: “Andiamo avanti velocemente, non facciamoci rallentare!”
E’ un’affermazione interessante, che parla dell’interiore di quell’amico, ma che qui prenderò a pretesto per affrontare il duplice tema dell’andare avanti e del rallentare.
Andare avanti: procedere speditamente nella via interiore. Cos’è l’andare avanti, come si fa, cosa lo ostacola?
Un gruppo di persone che vuole procedere speditamente nella via, come fa?
Si tratta di vedersi spesso, di fare pratiche assieme che permettano di realizzare determinati stati interiori di chiarezza, di consapevolezza, di unità?

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