☉Fonte [Sessione 201410251, 25 ottobre 2014] Self-Directing1 Parafrasi estesa
Questa lunga sessione di gruppo, tenuta a Brattleboro, nel Vermont, è interamente dedicata a quelle che Elias definisce le tre parole più determinanti del linguaggio: amore, sì e no. È un materiale centrale per il tema Self-Directing, perché mostra concretamente come si passi da un’esistenza vissuta per automatismo a una vissuta per scelta consapevole.
Ogni scelta contiene sia un sì che un no
Il punto di partenza è semplice ma radicale: in ogni istante della giornata, dal risveglio al sonno, si sta continuamente scegliendo — dicendo sì a qualcosa e no a qualcos’altro. La maggior parte di queste scelte, però, avviene per automatismo, non per scelta intenzionale. Ed è proprio questa differenza — tra creare sempre la propria realtà (cosa che accade comunque) e 👉crearla intenzionalmente (cosa che richiede consapevolezza) — a essere, secondo Elias, uno degli obiettivi centrali dello shift in consciousness.
Elias introduce poi un principio che ricorre in tutta la sessione: sì e no non sono mai assoluti, sono intercambiabili e interdipendenti. Ogni volta che si dice sì a qualcosa, si sta anche dicendo no a qualcos’altro, e viceversa — è la dualità stessa della realtà fisica. 👉Il vero potere, spiega Elias, non sta nello scegliere “il lato giusto”, ma nel sapere con chiarezza cosa si sta scegliendo, e perché.👈
“Fare eco”: cedere il proprio potere senza accorgersene
Uno degli esempi più concreti offerti da Elias riguarda un’abitudine molto comune: quando un amico racconta con irritazione un episodio spiacevole vissuto con una terza persona, e si risponde facendo eco a quella irritazione (“hai ragione, che maleducato”), pur non essendo stati coinvolti in prima persona. Questo, spiega Elias, non è un gesto di compassione, come si tende a credere — è cedere il proprio potere, aderendo automaticamente all’energia di un’altra persona invece di generare una risposta scelta. Un gesto realmente di supporto sarebbe piuttosto riconoscere lo stato emotivo dell’altro (“vedo che sei arrabbiato”) senza fondersi in quell’emozione.
La responsabilità verso se stessi come fondamento
Elias lega questo tema alla responsabilità verso se stessi: essere responsabili verso di sé significa essere consapevoli di sé — dei propri criteri, delle proprie verità di fondo, del proprio flusso naturale di energia. Un punto particolarmente diretto: ogni volta che si accusa o si dà colpa a qualcun altro, questo è sempre il segno di una mancata accettazione di se stessi, non un giudizio oggettivo sull’altra persona. Non si tratta di essere sempre d’accordo con tutti — si può dissentire da un’azione senza per questo giudicare il valore della persona che la compie — ma accusare e colpevolizzare sono, secondo Elias, sempre un modo per proteggersi dietro un “no” invece di assumersi la responsabilità del proprio disagio.
Il metodo pratico: fermarsi e chiedersi sì o no
Il cuore pratico della sessione è un metodo semplice che Elias propone come alternativa al bisogno di analizzare tutto: invece di saltare subito all’analisi di una situazione complicata (che porta con sé infiniti “perché”, aspettative, convenzioni sociali), fermarsi prima e chiedersi semplicemente: cosa sta dicendo sì, e cosa sta dicendo no, in questo momento? Questa domanda, più semplice di quanto sembri, aiuta a individuare la motivazione reale dietro una scelta, prima ancora di iniziare a razionalizzarla. Analizzare troppo in fretta, spiega Elias, spesso significa analizzare le convenzioni sociali intorno alla scelta (cosa penseranno gli altri, cosa “si dovrebbe” fare), non la scelta stessa — che resta, nella sua essenza, un semplice sì o no.
Sentimenti come segnali, non come stati permanenti
Elias offre un chiarimento importante sui sentimenti: sono segnali, non stati fissi. Cambiano nell’istante in cui l’attenzione si sposta altrove — a meno che non li si continui ad alimentare con il pensiero, creando quello che Elias chiama un “sentimento del poi”: non necessariamente qualcosa di lontano nel tempo, ma anche solo un’emozione di cinque minuti prima che si continua a rimuginare. Il metodo del sì/no aiuta anche a riconoscere con più precisione cosa si sta davvero provando (per esempio, distinguere un’ansia reale da un imbarazzo mascherato da ansia).
Come riconoscere l’intuizione
Un passaggio molto pratico riguarda la differenza tra un ricordo che influenza una scelta (per esempio, evitare un evento perché uno simile in passato non è piaciuto) e una vera intuizione. Elias spiega che quando il pensiero è già occupato a valutare una situazione, l’intuizione non passa più attraverso il pensiero, ma attraverso una sensazione — un disagio fisico che si fa più intenso man mano che ci si avvicina all’evento. Riconoscerlo, senza reprimerlo né forzarsi ad agire comunque, è ciò che permette di scegliere con più chiarezza.
Ora è il momento di semplificare, non di analizzare ancora
Verso la fine, Elias offre quello che sembra un messaggio conclusivo pensato per l’intero percorso di questo gruppo: dopo anni di analisi e comprensione teorica di questi concetti, è arrivato il momento di applicare, non di continuare a teorizzare. Non serve valutare ogni singola azione della giornata (nemmeno lavarsi i denti richiede un’analisi), ma quando ci si trova davanti a un disagio o a un’esitazione, fermarsi e chiedersi semplicemente: 👉sto dicendo sì a me, o sto dicendo sì a qualcos’altro fuori di me?
In sintesi
Questa sessione offre il punto di ingresso più diretto al tema Self-Directing: dirigere se stessi non significa avere sempre un piano o capire ogni meccanismo delle proprie scelte, ma tornare, in ogni momento di esitazione, a una domanda semplice — cosa sto scegliendo, e per chi lo sto scegliendo davvero. La responsabilità verso se stessi, più che un dovere, è qui presentata come la base da cui, quasi per estensione automatica, nasce anche la responsabilità verso tutto ciò che si ha intorno.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org