☉ Fonte: sessione 796
VICKI: «L’unica altra cosa di cui vorrei parlarti oggi riguarda un argomento completamente diverso, e ha a che fare con questo concetto di come interagiamo con la nostra percezione di un altro individuo.»
ELIAS: «Molto bene.»
VICKI: «Alcune persone mi hanno scritto esprimendo confusione su questo concetto, in particolare sul fatto di non capire se stanno effettivamente creando la realtà di quell’altro individuo.
Ieri stavo lavorando su un transcript in cui hai offerto un’analogia a Mikey su un bambino che versa del liquido sul pavimento. Gli hai detto che in realtà era LUI a versare il liquido sul pavimento. Quindi ho riflettuto su questo, e non sono del tutto sicura di come rispondere a queste persone, né di come funzioni esattamente per me stessa.
Se sto interagendo con un bambino e lui versa del liquido sul pavimento, in realtà sto versando io quel liquido, secondo quanto detto in quel transcript. Ma allo stesso tempo, non sto creando la realtà di quell’altro individuo, corretto?»
ELIAS: «Corretto.»
VICKI: «Puoi spiegarmelo?»
ELIAS: «Molto bene. Lasciami dire, Lawrence, come ho già espresso, che voi vi manifestate in una dimensione e realtà fisica estremamente intricata. È altamente efficiente, ed è anche altamente precisa.
Ora, hai ragione: 👉non crei nemmeno un momento della realtà di un altro individuo, né alcun altro individuo crea alcuna parte della tua realtà. Ma come ti ho detto, non partecipate a questa dimensione fisica da soli. Ci sono moltissime altre essenze che focalizzano la propria attenzione e si manifestano anch’esse in questa realtà. Quindi, ogni individuo che incontri oggettivamente è esso stesso un altro focus di essenza. È una manifestazione fisica reale di un’altra essenza.
Il processo che genera l’altro e le scene
Ora, quando incontri ogni altro individuo all’interno della tua dimensione fisica, ciò che incontri è 👉l’energia di quell’individuo, e nel momento in cui ricevi quell’energia ,crei una proiezione di quell’individuo attraverso la tua stessa percezione. Quindi crei 👉la tua immagine personale di quell’individuo attraverso la tua percezione.
Ognuno di voi proietta energia individualmente; quell’energia che proviene dall’altro viene ricevuta o bloccata da ciascuno di voi. Nei momenti in cui ricevete energia da un altro individuo, ciò che create è 👉una traduzione di quella espressione energetica.
Filtrate quell’espressione energetica attraverso le vostre associazioni individuali, attraverso le vostre credenze, attraverso le vostre valutazioni di voi stessi, attraverso le vostre aspettative, e proiettate verso l’esterno, attraverso la vostra percezione, un’immagine e delle azioni.
Ora, quell’immagine e quelle azioni sono direttamente associate all’energia che avete ricevuto dall’altro individuo, ma sono anche influenzate dalla vostra percezione. Quindi possiamo usare l’esempio che hai offerto.
Un individuo può, nei vostri termini, versare il liquido sul pavimento. Sta creando un’azione. Sta creando una scelta; sta proiettando energia in una manifestazione specifica. Quell’energia viene proiettata verso l’esterno, non necessariamente diretta a un individuo in particolare, ma semplicemente proiettata verso l’esterno. Tu, come individuo in prossimità fisica e in interazione con l’altro individuo, ricevi quella proiezione di energia. Una volta ricevuta, filtri quell’energia attraverso molti diversi canali di comunicazione dentro di te e la proietti verso l’esterno attraverso la tua percezione, creando un evento molto simile. Potrebbe non essere identico come evento, ma può essere piuttosto simile.
Quindi, l’individuo che crea l’azione crea l’azione di versare il liquido. Tu crei un’azione molto simile nella tua proiezione di quell’individuo attraverso la tua percezione.
La distorsione che possiamo introdurre
👉Ora, a volte potete ricevere energia da un altro individuo e tradurla in modo abbastanza diverso, e quindi la vostra proiezione dell’evento che è accaduto in relazione a un altro individuo può essere piuttosto diversa da ciò che quell’individuo ha creato, e quindi le vostre percezioni si esprimeranno in modo abbastanza diverso. Ciò che osservate sarà molto diverso.
Approfondimento ⇣
NATASHA: «Vedo solo una persona divertente che esplora la vita e l’abbraccia, e mi piace!»
ELIAS: «Molto bene. Eccellente, eccellente. E la tua percezione di te stessa (indicando Natasha) qual è?»
NATASHA: «Non quella!» (Risate)
ELIAS: «Ecco, questo è un esempio: gli altri individui percepiscono sempre te in modo diverso da come percepisci te stessa. Indipendentemente da come ti percepisci, gli altri ti percepiranno sempre diversamente, perché ti percepiscono attraverso la loro lente e attraverso ciò che è importante per loro.
Quindi, ciò che fate — ciò che fate tutti — quando incontrate un altro individuo, ed è straordinario quanto velocemente tutta questa informazione venga processata, più velocemente di qualsiasi computer che possiate progettare, valutate, nell’incontrare un altro individuo, prima ciò che vi piace. 👉Valutate immediatamente ciò che è attraente per voi, quindi ciò che è importante per voi, ciò che apprezzate e ciò che percepite come importante.» [Sessione 201410251, 25 ottobre 2014]
👉A volte non ricevete l’energia che viene proiettata da un altro individuo; bloccate. E in questa situazione, potete creare una percezione o una creazione della realtà molto diversa da quella dell’altro individuo.»
VICKI: «Sì, ho avuto quell’esperienza!» (Ridendo)
ELIAS: «Lasciami dire, Lawrence, che c’è un’interazione di energia tra individui. C’è una proiezione diretta e una ricezione di energia tra individui, ma la manifestazione fisica reale di qualsiasi interazione 👉è una creazione della percezione di ciascun individuo. (Il lettore non dimentichi che qui non si parla di soggettività della percezione, ma di percezione come generazione ≣; ndr)
L’interazione diretta tra te e qualsiasi altro individuo avviene nell’espressione energetica, non nella manifestazione fisica reale. La manifestazione fisica, la proiezione fisica, è creata da te, dall’individuo, attraverso il meccanismo della tua percezione.»
VICKI: «Quindi, quando osservo qualcuno rovesciare una tazza di liquido, in realtà sto facendo io quell’azione, ma anche l’altra persona sta proiettando l’energia di quell’atto fisico?»
ELIAS: «Sì, e potrebbe star creando quell’atto fisico, e tu potresti creare una percezione molto vicina e abbastanza simile a ciò che lei sta creando.»
VICKI: «Quindi in realtà, entrambi gli individui creano l’azione.»
ELIAS: «Corretto.»
VICKI: «È difficile da capire!» (Ridendo)
ELIAS: «Molte volte le vostre creazioni sono abbastanza simili. Quindi potete dirvi a vicenda di vedere lo stesso evento, di vedere la stessa azione o lo stesso oggetto. Potete descrivere aspetti delle vostre realtà in modo piuttosto simile, o ciò che vi appare come lo stesso, perché in molti momenti vi permettete di accogliere l’energia dell’altro individuo 👉senza colorarla troppo con le vostre comunicazioni e associazioni, e quindi vi permettete di creare un’espressione molto simile a quella che l’altro individuo sta creando.
Questo vi offre anche una spiegazione del perché a volte siete sorpresi da ciò che un altro individuo crea, perché la vostra aspettativa precedente alla creazione dell’altro potrebbe essere stata diversa. Ma nel momento presente, potreste permettervi di ricevere l’energia espressa dall’altro individuo, tradurla attraverso la vostra percezione con poca distorsione, e quindi creare una proiezione molto simile a quella espressa dall’altro individuo.»
VICKI: «Immagino che questo sia il modo in cui funziona la maggior parte delle volte.»
ELIAS: «Corretto.»
VICKI: «C’è una somiglianza in tutto questo.»
ELIAS: «Sì. Non state creando una differenza enorme nell’espressione attraverso la vostra percezione rispetto a ciò che viene proiettato dall’altro individuo.
Vi renderete conto oggettivamente nei momenti in cui state influenzando e interferendo con quell’espressione energetica, perché noterete la differenza tra le espressioni. Vi permetterete una consapevolezza dell’ampiezza della differenza tra la vostra percezione di un’azione o di un evento e la percezione dell’altro individuo.» [Sessione 796, 13 marzo 2001]
Spiegazione del paragrafo ⇣
Il senso è questo: di solito la tua percezione e la proiezione dell’altro coincidono abbastanza da non accorgertene. Ma nei momenti in cui interferisci con quell’energia — cioè quando la filtri pesantemente attraverso le tue credenze, aspettative, paure — il risultato che crei si allontana da ciò che l’altro stava proiettando, e questo scarto diventa visibile: è lì che noti la differenza tra “quello che ho creato io” e “quello che l’altro stava effettivamente offrendo”.
☉ Fonte [Sessione 1010, 17 febbraio 2002]
JIM: «Probabilmente l’area su cui tendo a riflettere di più, e che penso sia una delle nostre sfide più grandi, è credere di creare completamente la nostra realtà mentre interagiamo con altre persone. So, da quello che ho letto in altre sessioni, che parli di come in molti modi stiamo interagendo con noi stessi, perché stiamo creando la proiezione delle altre persone e traduciamo anche la loro energia nella nostra immaginazione e nelle nostre azioni.
Quindi, l’aspetto su cui ho una domanda è: dato che stiamo creando l’immagine dell’altra persona, e l’altra persona sta creando la propria immagine di me, per esempio, potremo mai sapere quando stiamo creando un’interazione diversa da quella che ciascuno di noi sta vedendo?»
ELIAS: «Sì. Come ho già detto, per la maggior parte il modo in cui si esprime “tu crei la tua realtà” è che voi interagite effettivamente con l’energia di un altro individuo. Proiettate energia verso altri individui, e altri individui proiettano energia verso di voi. Quando ricevete l’energia dall’altro individuo, la configurate filtrandola attraverso le vostre credenze, e proiettate verso l’esterno la vostra percezione, che è la creazione fisica reale dell’altro individuo. In questo, per la maggior parte, mentre generate questa azione, state ricevendo l’energia dall’altro individuo e la state configurando in modo abbastanza simile a ciò che l’altro individuo sta proiettando.
Ora, come ho detto, filtrate anche questa energia attraverso le vostre credenze e associazioni. Quindi può esservi proiettata e voi potreste alterare la configurazione effettiva dell’energia, ma nella partecipazione con un altro individuo, questa può ancora essere configurata in modo abbastanza simile al modo in cui è stata proiettata dall’altro individuo. Perché avete scelto di essere interattivi con individui specifici in momenti specifici, permettendovi di ricevere energia che sarà configurata in modo simile alla loro proiezione, ma anche come riflesso di ciò che state generando in quel momento internamente. Quindi, c’è una cooperazione che avviene.»
JIM: «Credo di sì.»
ELIAS: «Quindi, alla tua domanda — se saprete oggettivamente nei momenti in cui non state effettivamente coinvolgendo l’attenzione di un altro individuo — sì, vi offrite delle prove di questa azione. Ma come ho detto, per la maggior parte state configurando l’energia in modo simile attraverso la vostra percezione e generando la proiezione dell’altro individuo in associazione con ciò che vi viene proiettato dall’altro individuo. In realtà, amici miei, il modo in cui interagite attraverso l’energia e proiettate manifestazioni fisiche in questa dimensione è altamente efficiente.» (Periodo non particolarmente chiaro, ma evito approfondimenti perché il senso generale è chiaro, ndr).
JIM: «Come vediamo gli altri individui è quindi, in un certo senso, un riflesso di noi stessi?»
ELIAS: «Corretto.»
MAVIS: «Quindi 👉vogliamo comunicare quel messaggio a noi stessi?»
ELIAS: «Sì. È questo il modo in cui vi permettete di vedervi👈 oggettivamente.»
MAVIS: «Interessante.»
ELIAS: «Ora, questa è anche in parte la sfida che si presenta in associazione con questo shift in consciousness, perché l’azione di volgere la propria attenzione a se stessi, mantenendola su di sé mentre simultaneamente si osserva la propria proiezione di manifestazioni attraverso la propria percezione, è piuttosto inusuale.»
MAVIS: «E restare fuori dalla modalità vittima mentre lo si fa!»
ELIAS: «Esatto.» (Risate) «Perché la vostra associazione con questa azione è stata che non state proiettando l’immagine dell’altro individuo; l’altro individuo è l’altro individuo, e quindi le sue espressioni sono generate da lui, e quindi voi non incorporate scelta in associazione con altri individui — e questo è scorretto.»
JIM: «Questo si collega alla mia prossima domanda. Una delle cose che ho notato di me stesso, e che considero una sfida, è che ho una forte tendenza a voler evitare il conflitto nell’interazione con le persone, e una tendenza a non voler ferire i sentimenti degli altri. Probabilmente lo faccio — so che lo faccio — mi trattengo più di quanto dovrei. Una delle cose che mi chiedevo è se questo derivi dal mio…» (Inaudibile)
ELIAS: «Non necessariamente. Questo si genera in un’espressione molto più strettamente associata alle vostre credenze. Perché 👉l’evitamento del conflitto può essere espresso in associazione con la preoccupazione per altri individui, e questo è associato alla credenza che voi creiate certi aspetti della realtà di un altro individuo — che è anche associata alla credenza, o è lo stesso uccello visto da un’angolazione diversa, secondo cui ci sono alcuni aspetti della vostra realtà creati da altri individui.
Per esempio, la credenza si esprime così: un altro individuo possiede la capacità di creare un aspetto della vostra realtà se sta esprimendo qualche azione o comunicazione verso di voi che percepite come dolorosa. Non lo vedete come un’espressione che voi state generando; esprimete che 👉state rispondendo o reagendo a un dolore che è stato creato dall’altro individuo. Quindi, allo stesso modo, 👉voi stessi incorporate la capacità di creare la realtà di un altro individuo nel ferirlo.»
JIM: «È esattamente ciò che crediamo.»
ELIAS: «Corretto, e in questo, il punto
– non è cercare di eliminare questa credenza, cambiarla o ignorarla, ma semplicemente
– riconoscere che la incorporate, e riconoscere che incorporate anche la scelta — che
– potete allinearvi con quella credenza oppure no, ma che questa è una scelta, e non importa quale sia.
La libertà si esprime nel prestare attenzione a voi stessi, nel familiarizzare con voi stessi, e quindi nel riconoscere e comprendere le vostre preferenze e il modo in cui le vostre espressioni energetiche fluiscono naturalmente, e nella consapevolezza che incorporate scelta in associazione con qualsiasi credenza.» [Sessione 1010, 17 febbraio 2002]
© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org