☉La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
MONOGRAFIE
2. La vita della coscienza
☉Fonte [Sessioni 185]
PARTE II — La non separazione — Capitolo 3
Dopo aver compreso che l’Essenza incorpora innumerevoli attenzioni simultanee, può sorgere un’ultima domanda: queste attenzioni costituiscono realtà indipendenti?
Elias risponde superando la stessa idea di separazione.
Una delle sue affermazioni più significative è:
“You occupy all of consciousness.” (Sessione 185)
La coscienza non viene descritta come uno spazio suddiviso in compartimenti, né come una totalità distribuita in parti. Ogni focus appartiene interamente alla coscienza e partecipa alla medesima realtà coscienziale.
Lo stesso principio viene espresso in un’altra affermazione fondamentale:
“You are a focus of Essence. You contain all aspects of Essence.” (Sessione 185)
Tu sei il fulcro dell’Essenza. In te sono racchiusi tutti gli aspetti dell’Essenza.
Questa formulazione non significa che ogni focus sia l’intera totalità dell’Essenza in senso esclusivo, né che gli altri focus cessino di esistere. Elias intende piuttosto mostrare che nessun focus è una porzione isolata dell’Essenza. Ogni focus partecipa integralmente alla sua natura e non vive mai separato da essa.
Per rendere comprensibile questo principio, Elias ricorre all’immagine di numerose macchine fotografiche rivolte verso il medesimo panorama. Ogni macchina registra una prospettiva distinta, determinata dalla propria posizione e dal proprio obiettivo. Le immagini risultano differenti, ma il panorama rimane uno.

Allo stesso modo, ogni attenzione vive una prospettiva esclusiva senza che ciò comporti una separazione dalla coscienza o dalle altre attenzioni. La distinzione delle esperienze nasce dalla focalizzazione dell’attenzione, non dalla frammentazione dell’Essenza.
In questa prospettiva anche la relazione tra i focus assume un significato diverso. Non si tratta di stabilire una connessione tra realtà originariamente separate. La connessione non deve essere creata, perché non è mai venuta meno. Ciò che può variare è soltanto il riconoscimento di questa unità.
Per questo Elias descrive la coscienza come una continua esplorazione di sé.
“A continuous emergence and investigation of self.” (Sessione 185)
Una continua scoperta e analisi di sé.
La molteplicità delle attenzioni non rappresenta quindi una dispersione della coscienza, ma la modalità attraverso cui essa esplora simultaneamente le infinite prospettive del proprio essere.
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