☉Fonte [Sessione 187, 28 giugno 1997] Choice Parafrasi estesa
Questa sessione privata — con Stella, Letty, Marcos e Norma, oltre alla trascrittrice Vicki — tocca molti argomenti, ma il filo che li attraversa tutti è il tema della scelta: non solo come meccanismo tecnico di creazione della realtà, ma come libertà radicale, che non deve nulla al passato né a presunti obblighi karmici.
Perché si sceglie una vita difficile
Il nucleo della sessione nasce da una domanda molto personale di Stella, che si descrive come reduce da una vita segnata da grande sofferenza, ormai conclusa, e chiede a Elias cosa ne abbia ricavato. Prima di rispondere a lei nello specifico, Elias affronta un dubbio più ampio sollevato da Norma e Marcos: come si concilia il fatto di creare la propria realtà con situazioni in cui una persona sembra essere vittima — per esempio di un omicidio?
Elias è netto: nessuna esperienza è imposta dall’esterno. Anche le esperienze più dolorose nascono da un accordo — non un accordo consapevole nel senso comune del termine, ma una scelta fatta a livello di essence — e nessuna di esse è, in sé, negativa o positiva: sono tutte, semplicemente, esperienza.
Niente karma, nessun obbligo
Uno dei punti più liberatori della sessione riguarda il tema del karma. Alla domanda di Norma sul perché due persone che si scontrano in una vita sembrino ripetere lo stesso conflitto vita dopo vita, Elias risponde senza mezzi termini: 👉non si tratta di karma, non c’è nulla da “scontare” o da riequilibrare. Uno schema si ripete solo finché si continua a sceglierlo — e 👉può interrompersi in qualunque momento, per scelta, non per aver finalmente pareggiato un debito. Non esiste alcun obbligo a rivivere ruoli invertiti (essere stati genitore, poi dover essere figlio), né a “dover” essere vittima solo perché in un’altra vita si è stati, per esempio, violenti. Ogni combinazione resta sempre aperta alla scelta.
La libertà come punto di forza, non come colpa
Elias insiste su un punto centrale: nulla è imposto, nessuna azione è obbligatoria, nessuna interazione va necessariamente proseguita. In ogni istante si può scegliere di alterare la propria realtà, in qualunque direzione. Questo, per Elias, non è motivo di colpa — se una vita difficile è stata scelta, non lo è stata per errore o per punizione — ma occasione di libertà: si può scegliere diversamente a partire da adesso, senza dover prima “guadagnarsi” il cambiamento.
Il ciclo minimo di manifestazione nella fisicità
In un passaggio più tecnico, rispondendo a Letty sul momento in cui un’essenza smette di manifestarsi fisicamente, Elias spiega che, per questa dimensione, esiste un numero minimo di vite concordato — almeno tre — legato alla necessità di fare esperienza dei diversi orientamenti sessuali (maschile, femminile, e quello che Elias chiama “in mezzo”, corrispondente all’omosessualità).
Oltre questo minimo, il numero di vite scelte è del tutto libero: c’è chi ne sceglie poche, chi ne sceglie migliaia. Anche la decisione di non manifestarsi più fisicamente, o di farlo in un’altra dimensione, resta sempre una scelta aperta, non una tappa obbligata di un percorso predefinito.
Non capire tutto, e va bene così
Verso la fine, in un passaggio più delicato, Norma fa notare a Elias che sapere concettualmente che una persona ha scelto di andarsene non elimina il dolore di sentirne la mancanza. Elias non smentisce questo vissuto — anzi lo conferma come reale e legittimo — ma invita a distinguere tra l’emozione in sé, che va accolta, e le convinzioni collettive che spesso l’accompagnano senza che ce ne accorgiamo (per esempio l’automatismo di dire “mi dispiace” alla notizia di una morte). Riconoscere queste convinzioni non significa doverle eliminare, ma solo diventarne consapevoli — un passo che Elias lega esplicitamente al lavoro più ampio dello shift in consciousness.
In sintesi
Questa sessione chiude un ciclo restituendo il senso più profondo del tema Choice, scelte: nessuna esperienza — per quanto difficile — è mai davvero imposta, nessuno schema relazionale è mai davvero obbligato a ripetersi, e la libertà di scegliere diversamente è sempre disponibile, in ogni istante, senza bisogno di meriti accumulati o debiti da saldare. È forse la formulazione più diretta, in tutto il modulo, dell’idea che la scelta non è solo un meccanismo di creazione della realtà, ma la forma stessa della libertà.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org