☉Fonte [Sessioni 136, 207, 210, 212, 214, 217] Shift in Consciousness 3 Ricostruzione tematica
I testi pubblicati da E80 in poi non sono più parafrasi né ricostruzioni editoriali. Sono ricostruzioni tematiche ottenute riorganizzando il dialogo originale di Elias, eliminando esclusivamente gli elementi dialogici e le ridondanze, senza alterarne il contenuto concettuale: il focus della ricostruzione è sul significato dell’insegnamento e sulla sua ontologia.
Lo Shift non si manifesta soltanto come un cambiamento nella percezione individuale. Secondo Elias, esso trova espressione anche nei Mass Events, che costituiscono la traduzione fisica di movimenti più profondi della coscienza.
È importante distinguere chiaramente questi concetti. Lo Shift non è un Source Event. È un Mass Event: l’espressione fisica di un Source Event che, nella sua interezza, non può essere inserito nella realtà fisica. I Mass Events sono quindi le modalità attraverso cui i movimenti della coscienza si rendono osservabili nell’esperienza collettiva. (Sessioni 100, 210).
I grandi eventi collettivi non sono soltanto fatti storici. Essi offrono all’umanità la possibilità di osservare se stessa. Ogni risposta individuale e collettiva rende visibili sistemi di credenze, identificazioni, paure, modalità di relazione e percezioni della separazione. Per questo Elias afferma che i Mass Events sono specchi attraverso i quali la coscienza può osservare la propria espressione. (Sessioni 212, 214).
Un elemento fondamentale dell’insegnamento di Elias è che non esiste separazione. Ciò che si manifesta in un Mass Event coinvolge tutta la coscienza, anche quando le risposte individuali sono molto diverse. Alcuni si identificano con la separazione, altri con l’interconnessione; alcuni reagiscono intensamente, altri quasi per nulla.
Anche la mancanza apparente di risposta costituisce una risposta. Nessuna reazione è casuale: ciascuna rende visibili i sistemi di credenze attraverso i quali ogni individuo interpreta l’esperienza. (Sessione 212).
In questo senso, lo Shift non consiste nel produrre determinati eventi, ma nel diverso modo in cui essi possono essere osservati. I Mass Events diventano occasioni per riconoscere l’interconnessione della coscienza, osservare le proprie credenze e ampliare la propria consapevolezza. Lo stesso evento può quindi essere vissuto come conferma della separazione oppure come opportunità di riconoscerne l’illusorietà.
Elias afferma inoltre che lo Shift non appartiene al futuro. Nelle probabilità esso è già attualizzato. Ciò che rimane aperto riguarda le modalità con cui differenti probabilità vengono inserite nella realtà fisica. Per questo l’attenzione, l’awareness (la consapevolezza) e le scelte degli individui partecipano all’espressione concreta dello Shift senza che questo debba essere “realizzato” nel senso di qualcosa che ancora non esiste. (Sessione 210).
Lo Shift, quindi, non invita a cercare eventi straordinari. Invita a osservare gli eventi collettivi come immagini attraverso cui la coscienza rende visibile a se stessa la propria struttura, offrendo a ciascuno l’opportunità di riconoscere ciò che prima rimaneva inconsapevole.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org