☉La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
MONOGRAFIE
3. Le espressioni della coscienza
☉Fonti del capitolo presente [Sessione 481]
PARTE VI — Le varianti della manifestazione — Capitolo 4
Una delle conseguenze più importanti della concezione eliasiana della realtà riguarda il significato delle realtà probabili. Esse non costituiscono un’aggiunta marginale alla teoria della creazione della realtà, ma rappresentano una conseguenza diretta del modo in cui la coscienza manifesta l’esperienza.
Per comprendere il loro significato è necessario partire da un principio già stabilito.
Ogni focus è continuamente chiamato a scegliere.
La scelta non consiste semplicemente nel decidere tra possibilità già esistenti, ma costituisce l’atto attraverso cui una particolare direzione viene inserita nella realtà oggettiva che quel focus sperimenta. Tuttavia, l’attualizzazione di una direzione non implica l’annullamento delle altre possibilità.
Secondo Elias, tutte le possibilità associate a una scelta significativa vengono ugualmente attualizzate. La differenza consiste nel fatto che soltanto una viene inserita nella realtà che il focus riconosce come la propria esperienza presente, mentre le altre vengono manifestate in realtà probabili. (Solo di una siamo consapevoli; ciascun sé probabile è consapevole solo della sua).
La realtà probabile nasce quindi nel momento in cui una scelta modifica significativamente il corso dell’esperienza.
👉Finché il focus esplora simultaneamente le proprie potenzialità, esse rimangono aspetti interni della sua struttura, gli alternate selves.
👉Quando invece una scelta determina una nuova direzione di vita, uno di questi aspetti viene proiettato in una linea esperienziale distinta. Da quel momento prende forma un probable self e, contemporaneamente, viene generata la realtà nella quale esso continuerà la propria esperienza.
- Questa realtà non è un semplice scenario ipotetico.
- È una realtà completa.
- Essa possiede una propria continuità,
- un proprio sviluppo temporale
- e una propria coerenza interna.
- Nel momento della sua generazione il suo passato coincide con quello della realtà originaria, perché il probable self è stato, fino a quell’istante, lo stesso focus.
- Da quel punto in avanti, però, la nuova realtà segue una propria storia, determinata dalle scelte che il probable self continuerà a compiere.
Elias sottolinea che il passato della nuova realtà viene immediatamente costituito, mentre il futuro non è prefissato ma si sviluppa attraverso le nuove scelte del probable self.
Ne consegue che la realtà probabile non rappresenta una copia incompleta della realtà originaria. È un’esperienza pienamente reale.
Gli oggetti, gli ambienti, gli eventi e le persone che la compongono possiedono la stessa consistenza ontologica della realtà normalmente percepita dal focus. Dal punto di vista di chi vive quella realtà, essa costituisce l’unica realtà oggettiva.
Questo implica un’altra conseguenza fondamentale.
Quando nasce una realtà probabile non viene creato soltanto il probable self del focus che ha originato quella scelta.
👉L’intera configurazione relazionale viene ricostituita.
👉Le persone che il probable self incontra in quella realtà non sono gli stessi individui della realtà originaria, ma i loro corrispondenti probable selves.
Ogni essenza partecipa infatti alla generazione della nuova configurazione esperienziale, così che la nuova realtà risulti completa e coerente in ogni suo elemento.
Le realtà probabili, tuttavia, non sono completamente isolate. Pur sviluppando storie autonome, esse continuano a mantenere uno scambio energetico con la realtà dalla quale hanno avuto origine. Questo scambio si manifesta generalmente in forme molto sottili.
👉Talvolta il focus sperimenta emozioni improvvise prive di una causa apparente, intuizioni, timori momentanei o immagini spontanee. Elias interpreta questi fenomeni come traduzioni energetiche provenienti dall’esperienza dei probable selves. Se, ad esempio, un probable self attraversa un evento fortemente traumatico, il focus può avvertire per un istante un’emozione corrispondente, pur non vivendo oggettivamente alcuna situazione analoga. L’influenza, tuttavia, è normalmente breve e transitoria, proprio perché il probable self sta vivendo quell’esperienza nella propria realtà e non è necessario che essa venga riprodotta integralmente anche nella realtà originaria.
In alcune circostanze il collegamento diventa più evidente. Sogni particolarmente vividi, improvvise visualizzazioni, immagini percepite come straordinariamente reali o scenari che sembrano appartenere a un’altra vita possono costituire brevi aperture verso realtà probabili. Elias precisa che tali esperienze non rappresentano necessariamente simboli psicologici, ma possono essere autentiche percezioni di altre realtà simultanee nelle quali un probable self sta vivendo un diverso sviluppo della medesima esistenza.
Questo spiega anche perché alcune di queste immagini risultino così convincenti. Esse non sono costruzioni immaginarie. Sono percezioni oggettive tradotte nella coscienza del focus.
L’immaginazione, lungi dall’essere una semplice fantasia, costituisce uno dei principali strumenti attraverso i quali la coscienza rende accessibili informazioni provenienti da altre realtà simultanee. Quando il focus amplia la propria consapevolezza può riconoscere tali immagini non come invenzioni, ma come manifestazioni di possibilità realmente attualizzate.
È importante distinguere le realtà probabili da altri concetti con i quali potrebbero essere confuse. Esse non sono vite precedenti, poiché non appartengono a una successione temporale.
Non sono reincarnazioni, perché non derivano dalla morte di un focus e dalla nascita di un altro.
Non sono semplici universi paralleli completamente indipendenti, poiché mantengono continui rapporti energetici con il focus dal quale hanno avuto origine.
Sono, piuttosto, l’espressione simultanea delle diverse direzioni che una medesima coscienza ha scelto di esplorare attraverso il proprio focus.
In questa prospettiva la realtà fisica non appare più come una linea unica lungo la quale il focus procede lasciandosi alle spalle possibilità ormai perdute.
Ogni scelta significativa apre una nuova linea esperienziale, e tutte queste linee continuano simultaneamente a svilupparsi. Il focus sperimenta una di esse come la propria realtà presente, mentre le altre vengono vissute dai rispettivi probable selves nelle loro realtà probabili.
Le realtà probabili rappresentano quindi il modo attraverso cui la coscienza esplora simultaneamente la ricchezza delle proprie possibilità senza rinunciare alla coerenza dell’esperienza individuale. Esse non negano l’unicità dell’esperienza del focus, ma ne mostrano il fondamento più ampio: ogni esperienza è reale, ogni scelta è pienamente vissuta e ogni direzione continua a esistere come manifestazione autentica della creatività della coscienza.
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