Elias: la sofferenza come esperienza [E157]

La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.

MONOGRAFIE
4. La sofferenza
☉Fonti del capitolo presente [Sessione 463]
Capitolo 3

Dopo aver definito il trauma e averne illustrato l’origine, Elias amplia la prospettiva entro cui comprenderlo. Il trauma non costituisce una realtà separata, ma una particolare modalità con cui il focus vive alcune esperienze. Per questo motivo, il tema si estende inevitabilmente alla sofferenza.

Nell’insegnamento di Elias la sofferenza non viene presentata come una punizione, un accidente o il risultato di una colpa, di un errore, di una non comprensione. Essa appartiene alle esperienze che 👉il focus sceglie di esplorare nella realtà fisica. È il focus, attraverso la propria percezione e i propri sistemi di credenze, ad attribuire alle esperienze il significato di piacevoli o dolorose, desiderabili o indesiderabili.
Seguono alcuni passaggi nei quali Elias espone questa prospettiva.

“…within the expression of acceptance, you also incorporate more of an understanding of the movement of consciousness and the choices of essence, recognizing that within your rational thought process, you may offer to yourselves that all that you create within physical expressions — or within all of consciousness — is an experience, and that this is an element of exploration, of being; that there is, outside of your physical dimension, outside of your physical belief systems and perceptions, a recognition that there are no judgments concerning ANY choice of ANY creation throughout consciousness. It is created as an experience.”

…nell’esprimere l’accettazione, incorporate anche una comprensione più profonda del movimento della coscienza e delle scelte dell’essenza, riconoscendo che, all’interno del vostro processo di pensiero razionale, potete offrire a voi stessi la consapevolezza che tutto ciò che create nelle espressioni fisiche — o in tutta la coscienza — è un’esperienza, e che questa è un elemento di esplorazione, di essere; che esiste, al di fuori della vostra dimensione fisica, al di fuori dei vostri sistemi di credenze e delle vostre percezioni fisiche, la consapevolezza che non vi sono giudizi riguardo a NESSUNA scelta di NESSUNA creazione in tutta la coscienza. Essa viene creata come esperienza.

Questo principio costituisce uno dei fondamenti dell’insegnamento di Elias. La coscienza non attribuisce valore morale alle esperienze. Esse sono esplorazioni.
Lo stesso concetto viene ripreso quando Elias descrive il significato degli eventi collettivi.

“…there are situations in which individuals collectively may be choosing to actualize certain expressions… but within the ‘big picture’ of consciousness, even those expressions are merely explorations of experiences.”

…ci sono situazioni in cui gli individui, collettivamente, potrebbero scegliere di concretizzare determinate espressioni… ma nel “quadro generale” della coscienza, anche quelle espressioni non sono altro che esplorazioni di esperienze.

La prospettiva rimane la stessa anche quando le esperienze assumono le forme che il focus vive come più dolorose.

“…different types of mass movements are creations… to be offering expressions within mass consciousness… Presently… you create a mass expression in dis-ease… addressing to the aspect of the belief system… allowing you to move into the acceptance of those aspects of belief systems.”

…i diversi tipi di movimenti di massa sono creazioni… che offrono espressioni all’interno della coscienza collettiva… Attualmente… state creando un’espressione collettiva di disagio… che riguarda l’aspetto del sistema di credenze… consentendovi di arrivare all’accettazione di quegli aspetti dei sistemi di credenze.

In questa prospettiva, anche la sofferenza non rappresenta un’eccezione all’esperienza. Essa rimane esperienza, pur essendo vissuta dal focus come dolore, conflitto o perdita.

Elias precisa tuttavia che ciò che viene vissuto come sofferenza non nasce dall’esperienza in sé, ma dalla relazione che il focus instaura con essa.

“Many expressions of trauma shall be… dissatisfaction within self; an objective recognition of the lack of acceptance of self and the tremendous conflict that this is creating in conjunction with your belief systems… individual trauma… is the spring from the lack of acceptance of self, and therefore the recognition of the lack of acceptance of the belief systems that the individual holds.”

Molte manifestazioni del trauma si traducono in… insoddisfazione interiore; un riconoscimento oggettivo della mancanza di accettazione di sé e dell’enorme conflitto che ciò sta generando in relazione ai propri sistemi di credenze… il trauma individuale… nasce dalla mancanza di accettazione di sé e, di conseguenza, dal riconoscimento della mancanza di accettazione dei sistemi di credenze in cui l’individuo crede.

In questa prospettiva, l’esperienza rimane neutra. È il rapporto del focus con l’esperienza, attraverso le proprie credenze e la propria percezione, a determinare il sorgere della sofferenza.

Questa distinzione costituisce uno dei passaggi fondamentali dell’insegnamento di Elias e prepara il tema affrontato nel capitolo successivo: il rapporto tra sofferenza, accettazione e trasformazione della percezione.


© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org

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