☉Fonte [Sessione 115, 25 agosto 1996] Probabilities5 Parafrasi estesa
In questa sessione Elias affronta un aspetto complementare al tema delle probabilità: la selettività, cioè il meccanismo per cui, tra il campo vastissimo di tutto ciò che è possibile, si finisce per attualizzare solo una parte molto specifica.
Il principio di apertura
Elias apre con un’affermazione che vuole essere ricordata: l’attenzione oggettiva dirige l’azione, e le proprie idee determinano la selettività della propria direzione. È, dice esplicitamente, una formulazione parallela al principio già noto secondo cui ciascuno crea la propria realtà. La selettività, in altre parole, è l’azione — molto raffinata e sviluppata — con cui ci si è abituati, nel corso della storia, a restringere il campo delle infinite probabilità disponibili a un insieme molto più piccolo, coerente con la propria direzione.
Non evoluzione, ma sperimentazione
Elias usa un esempio di ampio respiro per illustrare la selettività su scala collettiva: mette in discussione la lettura evolutiva classica della storia della vita sulla Terra, proponendo invece l’idea di una sperimentazione — condotta, all’origine, da quelle stesse essenze non completamente fisiche di cui aveva già parlato (i “Seers”, legati alla famiglia Sumafi) — con diverse forme di manifestazione fisica, alcune abbandonate, altre proseguite per la loro qualità di esperienza.
“Antropizzare” ciò che si incontra
Un’osservazione più immediatamente utile riguarda la tendenza, propria della nostra selettività attuale, a interpretare ogni altra forma di manifestazione — animali, piante — attraverso una lente umana, attribuendo loro caratteristiche “da persona”. Questo, spiega Elias, non è un errore da correggere quanto un esempio di come la selettività operi silenziosamente: si filtra automaticamente ogni cosa attraverso le proprie categorie familiari, senza accorgersene.
La selettività si estende oltre il singolo focus
Nella parte finale del passaggio centrale, Elias collega la selettività al tema più ampio del tempo simultaneo. Anche se, fuori dal tempo, ogni momento della storia esiste già ed essence vi si manifesta in qualche forma, questo non significa che ci si manifesti fisicamente in ogni singolo periodo storico: anche qui entra in gioco la selettività, che determina quali momenti vengono scelti per una manifestazione fisica diretta, e quali vengono invece vissuti attraverso counterparts — altre essenze con cui si condivide l’esperienza — piuttosto che attraverso un proprio focus diretto.
In sintesi
Questa sessione aggiunge al nucleo Probabilities un concetto complementare a quelli già visti: non basta che una probabilità esista nel campo infinito del possibile perché venga vissuta. È la selettività — l’attenzione diretta secondo le proprie idee — a stabilire quali probabilità, tra le infinite disponibili, prendono davvero forma nella propria esperienza, sia a livello individuale sia, come mostra l’esempio dei Seers, su scala collettiva e storica.
Nucleo Probabilities: ultima sessione storica, 203 (“Shifting Probabilities”).
© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org