☉La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
MONOGRAFIE
3. Le espressioni della coscienza
☉Fonti del capitolo presente [Sessione…]
PARTE IV — Le conseguenze della multifocalizzazione — Capitolo 4
Al lettore/lettrice: nei paragrafi che seguono frequentemente si sente il condizionamento dell’ambiente nel quale Elias opera, ambiente di impronta New Age e con una visione della reincarnazione non matura. Abbiamo cercato di mitigare quelle influenze, ma inevitabilmente traspaiono. Nel capitolo seguente approfondiremo la questione.
Dopo aver chiarito che la remanifestazione genera un nuovo focus, Elias affronta una delle conseguenze più profonde del proprio insegnamento.
Se il nuovo focus nasce dalla medesima Essenza, è lo stesso “progetto esistenziale” che continua la propria esperienza sotto un’altra forma?
Questa domanda nasce spontaneamente, perché il pensiero lineare tende a immaginare una successione di vite appartenenti allo stesso progetto/processo, dove la vita di oggi ha fondamenta nella vita di ieri. Elias, tuttavia, invita a mettere in discussione proprio questo presupposto. (👉Tema in approfondimento).
La continuità esiste, ma non appartiene alla personalità. Essa appartiene all’Essenza. La manifestazione è attribuibile per intero, com’è ovvio, all’Essenza e non c’è una vita che “travasa” nell’altra qualcosa, magari un karma. (👉idem)
Ogni focus costituisce una manifestazione distinta, con una propria identità, una propria percezione, proprie scelte e una propria esperienza. Durante la manifestazione fisica esso costruisce una storia personale irripetibile, che continua anche dopo il disimpegno nella realtà non fisica.
Per questo motivo la conclusione della manifestazione non determina la scomparsa della personalità. Il focus continua a esistere. Continua a percepire. Continua a scegliere.
È proprio questa continuità che rende impossibile immaginare il suo ritorno come se ricominciasse una nuova vita fisica.
La nuova manifestazione non rappresenta quindi la prosecuzione della precedente. Rappresenta una nuova origine.
Elias insiste più volte su questo punto parlando di new creation.
La nuova personalità non costituisce la riattivazione della precedente. Non riprende necessariamente il cammino di comprensione là dove il focus precedente lo aveva interrotto. Essa viene generata come una nuova espressione dell’Essenza, dotata di una propria individualità fin dall’inizio.
Questa distinzione modifica radicalmente il modo di intendere la continuità. Secondo Elias, ciò che permane non è l’identità personale del focus. Permane l’Essenza. È l’Essenza che mantiene simultaneamente la relazione con tutti i propri focus. Ogni focus, invece, rimane interamente se stesso.
Per questa ragione Elias distingue costantemente tra identità dell’Essenza e identità del focus.
Confondere questi due livelli conduce inevitabilmente a interpretare la remanifestazione come reincarnazione. Se invece si mantiene distinta la prospettiva dell’Essenza da quella del focus, diventa comprensibile come possano esistere nuove manifestazioni senza che vi sia una continuità con le precedenti.
Questo chiarisce anche un’altra conseguenza. Domande come:
- «Chi ero nella vita precedente?»
- «In quale personaggio storico mi sono reincarnato?»
presuppongono già la continuità personale del focus.
Per Elias, invece, la domanda dovrebbe essere formulata in modo diverso.
Non quale focus io sia stato, ma quali manifestazioni appartengano alla medesima Essenza.
Il cambiamento non è soltanto terminologico. È un cambiamento di paradigma. La continuità non collega una serie di vite unite da un filo conduttore: non lo stesso individuo che si reincarna — come può derivare da una lettura immatura della reincarnazione che sembra presente tra gli interlocutori di Elias; egli nega che l’apprendimento sia governato da una legge karmica che trasferisce automaticamente debiti, crediti o lezioni da un focus al successivo. (👉idem)
La continuità collega una molteplicità di focus che appartengono alla stessa Essenza, pur rimanendo ciascuno una manifestazione distinta. Per questo Elias rifiuta di utilizzare il termine reincarnazione. Non perché neghi la continuità, ma perché colloca tale continuità a un livello differente da quello della personalità e perché libera ogni personalità dal legame karmico incombente e “automatico” presente invece nella reincarnazione tradizionale. (👉idem)
La remanifestazione descrive la capacità dell’Essenza di generare nuove manifestazioni senza riprodurre quelle precedenti.
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