☉La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
MONOGRAFIE
4. La sofferenza
☉Fonti del capitolo presente [Sessione 723; 1185; 1551: 1640; 1736]
Capitolo 8
La sofferenza non nasce soltanto dagli eventi che il focus vive. Esiste una tensione più profonda che attraversa molte sessioni dell’insegnamento di Elias. Essa riguarda il rapporto del focus con la propria espressione.
Progressivamente Elias mostra che il focus tende a limitare se stesso attraverso il dubbio, la paura, il controllo e le credenze. Per questo ritorna continuamente sugli stessi inviti:
– fidarsi di sé,
– permettersi di esprimersi,
– smettere di combattere contro se stessi,
– diventare familiari con ciò che si è.
Queste affermazioni non compaiono come insegnamenti isolati. Costituiscono una linea costante del corpus. Nella Sessione 723, rivolgendosi a Daryl, Elias sposta immediatamente l’attenzione dall’esterno all’interno del focus:
“What is the expression of fear within you in relation to your natural flow?”
In che modo si manifesta in te la paura rispetto al tuo flusso naturale?
“It’s another expression of fear of self and being myself, whatever that is, because I really don’t know what that is.”
È un’altra manifestazione della paura di me stesso e dell’essere me stesso, qualunque cosa ciò significhi, perché in realtà non so proprio cosa sia.
“Correct.”
La paura viene così ricondotta non al mondo esterno, ma al rapporto del focus con se stesso. Nella stessa sessione Elias aggiunge:
“Refamiliarize yourself with YOU.”
“They are not hideous expressions and monstrous creatures. They are wondrous elements of you.”
Riscopri te stesso.
Non sono espressioni orribili né creature mostruose. Sono elementi meravigliosi di te stesso.
Ciò che il focus teme di trovare in sé non è, secondo Elias, qualcosa di mostruoso, ma aspetti autentici della propria natura. Lo stesso tema riappare nella Sessione 1185. Seale osserva:
“I’m getting down to some pretty deep fear about being myself.”
Sto iniziando a provare una paura piuttosto profonda all’idea di essere me stessa.“Correct.”
“The beginning movement of the process is to be acknowledging its existence…”
Il primo passo di questo processo consiste nel riconoscerne l’esistenza…“…discontinue fighting with yourself.”
…smetti di lottare contro te stesso.
La paura non viene superata opponendole altra forza. Comincia a dissolversi quando il focus cessa di combattere contro se stesso. Nella Sessione 1551 il tema si approfondisce ulteriormente. Elias afferma:
“…allow yourself permission to express yourself freely…”
…concediti il permesso di esprimerti liberamente…“…you incorporate a fear of your own abilities… allowing yourself to express them and allowing yourself to express your own power.”
…si accetta la paura delle proprie capacità… permettendosi di esprimerle e di manifestare il proprio potere.
La paura riguarda ora la libertà di esprimere il proprio potere. Ma Elias rassicura nuovamente:
“Other individuals do not receive energy in confidence and strength and powerfulness as threatening. They receive that as inspiring.”
Altre persone non percepiscono l’energia che trasmette sicurezza, forza e potenza come una minaccia. La percepiscono invece come fonte di ispirazione.
Il pericolo non appartiene all’espressione del focus, ma alla convinzione che essa debba essere trattenuta. La Sessione 1640 introduce un ulteriore elemento. Elias parla del timore di esprimere liberamente la propria libertà:
“…there is fear that if you are expressing your freedom and allowing yourself to freely express yourself…”
…si teme che, se esprimi la tua libertà e ti permetti di esprimerti liberamente…“…allowing yourself to genuinely express your freedom actually incorporates no danger and is quite liberating.”
…permettersi di esprimere sinceramente la propria libertà non comporta in realtà alcun pericolo ed è piuttosto liberatorio.
Nella stessa conversazione Katrin osserva:
“…I know that I have not lost my identity.”
…So di non aver perso la mia identità.ed Elias conferma:
“You are quite correct… you are not a different individual… you have widened your awareness.”
Hai perfettamente ragione… non sei una persona diversa… hai ampliato la tua consapevolezza.
Questa risposta è particolarmente significativa. L’espansione della consapevolezza non elimina l’identità del focus. Ciò che cambia è l’ampiezza della sua consapevolezza.
Infine, nella Sessione 1736, Elias porta questa linea fino alla sua formulazione più compiuta.
“What you genuinely desire is to allow yourself to express you. That is what you genuinely want, for that is what you generally deny.”
Ciò che desideri davvero è concederti di esprimere te stesso. È questo che vuoi davvero, perché è proprio ciò che di solito ti neghi.
Poi collega questo movimento al remembering:
“Remembrance is… a knowing… the awareness of… what you are as consciousness, as essence.”
Il ricordo è… una consapevolezza… la consapevolezza di… ciò che sei come coscienza, come essenza.“The key is being aware of you.”
La chiave sta nell’essere consapevole di te stesso.“…becoming intimately familiar with you.”
…imparare a conoscerti a fondo.
Lette nel loro insieme, queste sessioni mostrano una sorprendente continuità. Il tema non è la rinuncia al focus, né il superamento della propria individualità.
L’invito costante di Elias è permettere al focus di esprimere pienamente se stesso.
Alla luce di questo percorso acquista un significato più preciso anche l’affermazione della Sessione 3:
“Pain is unnecessary. When you choose pain, it is because you fear… This is a physical manifestation of a fear of connecting with your essence.”
Il dolore non è necessario. Quando scegli il dolore, è perché hai paura… Questa è una manifestazione fisica della paura di entrare in contatto con la tua essenza.
Il corpus suggerisce che il connecting with your essence non descriva il passaggio verso qualcosa di estraneo al focus. Esso coincide piuttosto con la piena autoespressione del focus stesso, con il riconoscimento di ciò che esso è già.
La paura non sembra allora rivolta all’Essenza in quanto tale. Essa nasce dal timore che lasciar emergere pienamente se stessi comporti perdita, pericolo o dissoluzione della propria identità, o magari della possibilità del controllo. La paura anche, e forse sopprattutto, di non riconoscersi più.
Le rassicurazioni ricorrenti di Elias rispondono costantemente a questa tensione.
L’espansione della consapevolezza non sostituisce il focus.
Non lo dissolve.
Non lo rende un altro.
Gli permette di riconoscere più pienamente ciò che è sempre stato.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org