☉Fonte [Sessione 109, 4 agosto 1996] Probabilities2 Parafrasi estesa
Questa è una delle primissime sessioni di gruppo in cui Elias introduce formalmente il tema delle probabilità — un argomento che, spiega lui stesso all’inizio, era stato pensato per essere affrontato solo molti anni più avanti, ma che il gruppo si è mostrato pronto ad accogliere prima del previsto. È un testo antico e per certi versi arcaico nello stile, ma contiene la formulazione fondativa del tema.
Punto di partenza: tutto esiste e non esiste allo stesso tempo
Elias apre con un’affermazione volutamente spiazzante: ogni cosa esiste e insieme non esiste, creata simultaneamente nel presente, nel passato e nel futuro. Non ci sono davvero divisioni tra gli eventi — le divisioni sono un effetto del modo in cui percepiamo il tempo, che in realtà non ha una struttura rigida e si ripiega continuamente su se stesso. Un evento passato non è “fissato”: viene creato nel presente tanto quanto un evento futuro.
Un chiarimento è però necessario, per evitare un equivoco: questo non significa che il futuro sia già scritto e si limiti a “srotolarsi” nel tempo. Elias distingue tra il potenziale con cui si nasce — una gamma di capacità e possibilità disponibili fin dall’inizio, non ancora indirizzate in una direzione specifica — e la sua realizzazione concreta, che resta sempre aperta e viene generata da capo, momento per momento, senza che nessun esito sia predeterminato. Il potenziale è la materia grezza disponibile; quale forma prenderà, e quando, è ciò che si continua a creare nel presente.
La definizione: le probabilità sono scelte
È in questo contesto che Elias offre la definizione più diretta: le probabilità sono scelte. Per rendere l’idea, usa l’immagine di uno spettro di colori tra il blu e il blu reale: tra i due estremi esistono infinite sfumature, e ciascuna di quelle sfumature è essa stessa una probabilità. Tutto, dice Elias, è una probabilità — un campo continuamente in movimento, mai statico, che attraversa e si intreccia con gli elementi temporali.
Due immagini per capire il meccanismo
Elias offre due immagini per rendere concreto un concetto altrimenti astratto. La prima è tratta dalla fisica delle particelle: quando una particella viene accelerata ed “esplode” in centinaia di tracce apparenti, per poi ricomporsi in una sola traccia, si ha una versione fisica dello stesso meccanismo delle probabilità — scegliendo una direzione, se ne generano automaticamente molte altre, che continuano a esistere anche se l’attenzione segue solo quella scelta.
La seconda immagine è più quotidiana: la sensazione di affetto immediato e inspiegabile verso una nuova casa appena visitata, o il déjà-vu, o un senso di vicinanza verso una persona appena conosciuta. Questi vissuti, secondo Elias, non sono casuali: nascono dal fatto che, in altre aree della propria esperienza non riconosciute dalla coscienza ufficiale, ci si è già “stati” — si è già esplorata quella probabilità, semplicemente non con l’attenzione che si etichetta come “la propria vita reale”.
Entrare e uscire dalle probabilità
Elias collega questo meccanismo a un’immagine già discussa nelle sessioni precedenti con il gruppo: quella dell’attenzione che “lampeggia”, entrando e uscendo continuamente da altre aree di realtà — non solo altre dimensioni lontane, ma anche le proprie stesse probabilità. Il sogno è descritto come una forma più prolungata di questo stesso “lampeggiare”: non un’esperienza diversa in natura, solo un’attenzione che si sofferma più a lungo in un’altra area di probabilità rispetto al rapido entra-esci che accade in ogni istante di veglia.
Il perché di questa informazione
Nella parte finale, rispondendo a una domanda sul motivo per cui il gruppo si sia riunito proprio in quel momento, Elias collega tutto questo materiale al tema più ampio dello shift in consciousness: comprendere le probabilità, spiega, serve a prepararsi a un ampliamento della consapevolezza che altrimenti rischierebbe di generare shock e disorientamento, quando ciò che oggi sembra “irreale” comincerà a farsi più visibile nella percezione condivisa.
In sintesi
Questa sessione, per quanto densa e a tratti ostica nel linguaggio originale, resta il punto di partenza storico del tema: le probabilità sono definite come scelte, esistono come uno spettro continuo e mai statico, e ci si muove dentro e fuori da esse costantemente — nel sogno con più continuità, nella veglia con un’attenzione che le attraversa senza accorgersene. Sensazioni come il déjà-vu o l’affetto immediato per un luogo nuovo sono, secondo questa lettura, tracce di probabilità già esplorate altrove in se stessi.
Nucleo Probabilities: prossime sessioni storiche, 111 (“Probable Selves”), 113 (“Intersection Of Probable Selves”), 115 (“Selectivity Within Probabilities”), 203 (“Shifting Probabilities”).
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org