☉La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
MONOGRAFIE
1.Il disimpegno dalla dimensione fisica e la continuità della coscienza
☉Fonte Sessioni principali: 158, 916. Sessioni integrative: 210 (definizione di Essenza e di focus), 232 (rapporto tra consapevolezza soggettiva ed Essenza).
PARTE III — Focus ed Essenza — Capitolo 1
Il disimpegno dalla realtà fisica non modifica il rapporto tra il focus e la propria Essenza. Elias afferma ripetutamente che il focus non ritorna all’Essenza, perché non ne è mai stato separato. La transizione non ricostituisce un’unità perduta né realizza una riunificazione. Il focus è già espressione dell’Essenza durante tutta l’esperienza fisica e continua a esserlo durante la transizione.
Per questa ragione la comunicazione con l’Essenza non inizia dopo il disimpegno. Essa è continua. L’informazione proveniente dall’Essenza è sempre disponibile, ma durante l’esperienza fisica il focus concentra la propria attenzione nella realtà oggettiva e interpreta prevalentemente l’esperienza attraverso i sistemi di credenze. Quando 👉questi iniziano a perdere forza, il focus diviene progressivamente più disponibile a riconoscere l’informazione che l’Essenza gli comunica costantemente.
Elias sottolinea che l’Essenza non impone questa comunicazione né sostituisce il focus nelle sue scelte. Essa non dirige la transizione dall’esterno e non elimina i sistemi di credenze. Offre continuamente informazione, mentre il focus riconosce tale informazione nella misura in cui amplia la propria consapevolezza. Per questo Elias afferma che l’Essenza non tradisce mai il focus e non gli è mai dannosa. Il riconoscimento nasce dal focus stesso.
La transizione non modifica il rapporto tra il focus e l’Essenza; modifica il riconoscimento che il focus ha di tale rapporto.
In questa prospettiva acquista significato anche l’assistenza prestata da altri individui durante la transizione. Essa non sostituisce il rapporto con l’Essenza, ma lo affianca. Gli individui che svolgono questa funzione aiutano il focus a orientarsi nell’esperienza della transizione attraverso modalità percettive che gli risultano familiari. L’Essenza costituisce invece la relazione permanente che non è mai venuta meno.
Il punto decisivo della transizione non consiste quindi in un ritorno all’Essenza. Elias esclude esplicitamente ogni idea di re-mergenza. Ciò che cambia è l’attenzione. Durante l’esperienza fisica essa è orientata in modo singolare verso un particolare focus. Con il venir meno dell’oggettività fisica questa limitazione si dissolve e diviene possibile riconoscere simultaneamente le altre espressioni dell’Essenza, senza che l’individualità del focus venga annullata.
La transizione non conduce dunque a diventare ciò che il focus non era ancora. Essa rende progressivamente riconoscibile ciò che è sempre stato: il focus non è mai esistito separatamente dalla propria Essenza.
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