☉La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
MONOGRAFIE
3. Le espressioni della coscienza
☉Fonti del capitolo presente [Sessione 881]
PARTE VI — Le varianti della manifestazione — Capitolo 2
👉Questo post, E152, e il successivo, E153, forse dovrebbero essere invertiti nella pubblicazione e nella lettura perché, in realtà, gli alternate selves precedono i probable selves: se potete, leggeteli come un unico blocco.
Nel capitolo precedente abbiamo visto che la variazione non costituisce un fenomeno occasionale della coscienza, ma una sua proprietà fondamentale. La coscienza è continuamente dinamica; genera incessantemente nuove possibilità di espressione e non è mai racchiusa entro configurazioni assolute o immutabili.
Da questo principio emerge naturalmente una domanda: che cosa accade quando il focus si trova di fronte a una scelta?
Secondo la concezione ordinaria, scegliere significa abbandonare tutte le possibilità eccetto una. La scelta determina un unico corso degli eventi, mentre tutte le altre alternative rimangono semplici ipotesi mai realizzate. Elias propone una prospettiva radicalmente diversa.
Per lui, la scelta non elimina le altre possibilità. La coscienza non restringe la propria esplorazione a una sola direzione. Essa continua a esplorare simultaneamente molte delle possibilità che essa stessa genera.
È in questo contesto che introduce il concetto di probable self.
Fin dall’inizio, tuttavia, Elias invita a non interpretare questo termine secondo il significato abituale della parola “probabile”. Nel linguaggio comune una probabilità è qualcosa che avrebbe potuto verificarsi, ma che non è accaduto. Nel suo insegnamento, invece, una probabilità non rappresenta una semplice eventualità teorica. Essa costituisce una realtà effettivamente esplorata dalla coscienza.
Per questo motivo Elias precisa che, quando il focus genera un probabile, non sta creando una semplice immaginazione né un’ipotesi mentale. Sta dando origine a una diversa direzione dell’esperienza, realmente vissuta.
Ma proprio a questo punto introduce una precisazione ancora più importante.
Il probable self non è una frammentazione.
Questa affermazione può sorprendere, poiché in precedenza Elias ha descritto le frammentazioni dell’Essenza come autentici focus distinti, ciascuno impegnato nella propria esplorazione simultanea. Potrebbe quindi sembrare naturale interpretare anche i probable selves come nuove frammentazioni. Elias esclude esplicitamente questa interpretazione.
“A probable self is not a fragmentation and it is also not separate from you.”
Il “sé” probabile non è una frammentazione e non è nemmeno separato da te.
Questa frase costituisce uno dei passaggi più importanti dell’intero insegnamento sui probabili.
- Un probable self non è una nuova Essenza.
- Non è un nuovo focus indipendente.
- Non è una coscienza separata che procede autonomamente.
- Ma, nello stesso tempo, non è neppure una semplice costruzione mentale.
Che cos’è allora? Elias risponde immediatamente.
“It is another aspect of you which is creating different experiences.”
È un altro aspetto di te che sta dando vita a esperienze diverse.
Questa definizione merita di essere considerata attentamente.
Il probable self è un altro aspetto del medesimo focus.
L’identità fondamentale rimane la stessa, ma differenti aspetti di quel focus si impegnano nell’esplorazione di differenti direzioni dell’esperienza.
Da questa prospettiva diventa comprensibile perché alcuni probabili possano risultare molto simili all’esperienza attuale, mentre altri possano differirne profondamente.
Elias osserva infatti che alcuni probable selves sviluppano esperienze quasi identiche a quelle del focus attuale, mentre altri seguono direzioni completamente differenti. Tutto dipende dal momento in cui il probabile viene generato e dalle scelte che esso sviluppa successivamente.
Questo significa che la divergenza tra due probabili non dipende soltanto dalla scelta iniziale. Ogni probable self continua infatti a scegliere, a esplorare e a generare ulteriori sviluppi della propria esperienza.
La differenza tra due probabili può quindi aumentare progressivamente fino a produrre vite molto differenti.
Per questo motivo Elias afferma che un probabile può presentare caratteristiche estremamente diverse rispetto al focus che stiamo osservando.
- Può aver vissuto un’infanzia differente.
- Può aver incontrato persone differenti.
- Può persino essere nato in circostanze diverse.
👉Alla domanda se un probabile possa avere altri genitori, Elias risponde semplicemente: “Yes.”
👉E quando gli viene chiesto se possa essere stato generato prima della nascita del focus che ora consideriamo “attuale”, risponde ancora: “Yes.”
Queste affermazioni mostrano come il concetto di probable self non possa essere compreso all’interno di una concezione lineare del tempo. Per Elias il tempo non procede come una successione rigida di eventi irrevocabili. Tutti i momenti sono accessibili alla coscienza.
Di conseguenza, anche la generazione dei probabili non è limitata al futuro della scelta. Essi possono essere associati a qualsiasi punto dell’intera struttura temporale del focus. Questo conduce a una delle affermazioni più profonde di Elias.
Egli osserva che, in ogni scelta, tutte le probabilità vengono attualizzate.
Questa frase, tuttavia, richiede una precisazione. Elias aggiunge infatti che non ogni probabilità diventa automaticamente un probable self. Molte possibilità vengono comunque attualizzate come aspetti della realtà, senza costituire una vera e propria realtà probabile distinta.
Questa osservazione impedisce di trasformare il concetto di probable self in un meccanismo automatico secondo il quale ogni minima scelta produrrebbe necessariamente un nuovo sé probabile. L’insegnamento di Elias è molto più sottile. La coscienza attualizza continuamente possibilità, ma solo alcune di esse danno origine a quei particolari aspetti del focus che egli definisce probable selves.
Il rapporto tra sé
Un’altra conseguenza importante riguarda il rapporto tra il focus attuale e i suoi probabili. Poiché essi non sono separati, ma costituiscono aspetti dello stesso focus, tra loro esiste una continua relazione.
Elias afferma esplicitamente che 👉il focus influenza i propri probabili e che, nello stesso tempo, 👉ne viene influenzato.
Descrive questa relazione come simile all’azione dei counterpart, ma precisa immediatamente una differenza fondamentale: in questo caso tutta l’interazione avviene all’interno dello stesso focus.
Questo spiega perché, talvolta, sia possibile percepire improvvisamente esperienze che sembrano non appartenere alla propria vita. In una sessione molto recente, un partecipante racconta di vivere improvvise immagini estremamente vivide e violente, come se stesse realmente compiendo azioni che non riconosce come proprie.
Elias non interpreta tali esperienze come fantasie né come contenuti inconsci. Risponde invece che il partecipante sta entrando in contatto con uno scenario probabile realmente esistente.
In quei momenti, egli sta osservando un altro aspetto di sé che, in una realtà probabile, ha effettuato una scelta diversa e sta vivendo conseguenze completamente differenti.
Questa percezione, precisa Elias, si manifesta frequentemente quando il focus attuale e il probabile condividono inizialmente circostanze molto simili. È proprio la forte somiglianza tra i due percorsi a rendere possibile una momentanea apertura percettiva verso l’altra esperienza.
Infine, Elias estende questo principio all’intera realtà probabile. Quando un individuo genera una realtà probabile, non cambia soltanto il proprio percorso.
L’intera realtà viene costruita coerentemente con quella nuova direzione.
Anche le persone che vi partecipano non sono gli stessi focus della realtà che abbiamo lasciato, ma i loro rispettivi probable selves.
👉La coscienza genera quindi una configurazione completa e coerente dell’intera esperienza, nella quale ogni individuo partecipa attraverso il proprio aspetto probabile corrispondente.
Alla luce di queste spiegazioni, il termine probable self assume un significato molto più preciso.
Non indica una semplice possibilità rimasta inespressa.
Non indica una persona diversa.
Non indica una nuova frammentazione.
Esso designa uno degli aspetti attraverso i quali il medesimo focus continua simultaneamente la propria esplorazione, sviluppando differenti direzioni dell’esperienza all’interno della creatività inesauribile della coscienza.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org