☉La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
MONOGRAFIE
3. Le espressioni della coscienza
☉Fonti del capitolo presente [Sessione 481]
PARTE VI — Le varianti della manifestazione — Capitolo 3
Uno degli equivoci più frequenti consiste nel considerare gli alternate selves come una variante dei probable selves. Elias, invece, li distingue con estrema precisione.
I probable selves e gli alternate selves non sono lo stesso fenomeno. Essi appartengono a due livelli differenti della struttura del focus.
Il punto di partenza è il focus stesso. Per Elias il focus fisico non coincide con un individuo semplice e unitario. Quello che il focus percepisce come il proprio “io” è soltanto il centro dell’attenzione oggettiva. In realtà il focus comprende simultaneamente molti aspetti di sé che operano nello stesso momento. Questi aspetti sono gli alternate selves.
Essi non sono altri focus, né altre incarnazioni, né individui separati. Sono aspetti del medesimo focus che condividono la stessa coscienza e partecipano continuamente alla medesima esperienza. Elias afferma che questi aspetti possono essere considerati altri “sé”, ma precisa subito che essi esistono come elementi del focus, non come entità autonome. Essi sono continuamente interattivi, cooperano incessantemente e contribuiscono insieme alla costruzione della realtà che il focus sperimenta.
Per questo motivo l’individuo non è, in senso stretto, un’unica persona. È una molteplicità simultanea. Ciò che normalmente viene identificato come 👉l’io cosciente rappresenta soltanto uno dei punti di attenzione attraverso cui questa molteplicità si organizza nell’esperienza fisica.
Gli alternate selves non vivono in realtà differenti. Operano nella medesima realtà fisica, condividono il medesimo campo di coscienza e mantengono una continua comunicazione energetica reciproca.
Quando il focus entra in contatto con uno di questi aspetti, non incontra un altro individuo. Incontra un’altra espressione di se stesso.
Per questa ragione Elias osserva che, in tali esperienze, compare spesso una sorta di barriera percettiva. Non è una barriera imposta da altre coscienze. È il focus stesso che la genera, perché il riconoscimento immediato della propria simultaneità potrebbe risultare destabilizzante per l’identità costruita nell’esperienza fisica. La comunicazione può avvenire, ma il focus mantiene inizialmente una distinzione percettiva tra l’identità ordinaria e l’altro aspetto di sé.
Questa distinzione diventa ancora più importante quando Elias introduce i probable selves. Finché il focus continua semplicemente a esprimere i propri molteplici aspetti, questi rimangono alternate selves. Ma quando il focus incontra una scelta realmente determinante, la situazione cambia. In quel momento 👉uno degli alternate selves viene, per così dire, proiettato in una diversa linea di esperienza.
Da quel punto in avanti esso non rimane più soltanto un aspetto del focus originario. 👉Diventa un probable self, inserito in una realtà probabile che svilupperà una propria continuità esperienziale, pur mantenendo l’origine comune. Elias descrive questo passaggio come una sorta di “scissione” figurativa: fino alla scelta, quell’aspetto era semplicemente un alternate self; nel momento in cui la nuova direzione viene attualizzata, esso acquista una propria storia e una propria linea di sviluppo in una realtà probabile.
Questa precisazione permette di comprendere la relazione tra le due categorie.
Gli alternate selves non derivano dai probable selves. Accade il contrario.
Il probable self nasce quando uno degli alternate selves viene inserito in una realtà probabile.
Questa distinzione spiega anche perché Elias descriva gli alternate selves come “più vicini” al focus rispetto ai probable selves. Essi continuano infatti a partecipare della stessa struttura del focus e seguono generalmente un’esperienza molto simile, mentre i probable selves, una volta originati, sviluppano progressivamente una storia propria, fondata sulle scelte che caratterizzano la nuova realtà.
Negli insegnamenti più recenti Elias mantiene questa stessa impostazione. Quando parla dei probable selves introduce infatti una categoria intermedia: altri aspetti di sé che non sono ancora probable selves e che non appartengono ancora a una realtà probabile, pur essendo già espressioni simultanee del focus. Essi sono attualizzati nella realtà presente, ma non costituiscono ancora realtà probabili autonome.
L’insieme di queste affermazioni permette di ricostruire la struttura proposta da Elias.
- Il focus non è un individuo semplice ma una molteplicità simultanea di aspetti.
- Questa molteplicità costituisce gli alternate selves.
- Quando una scelta fondamentale modifica la direzione dell’esperienza, uno di questi aspetti viene proiettato in una nuova realtà probabile.
- Da questo processo ha origine il probable self.
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