☉Fonte [Sessione 2227, 17 marzo 2007] Importance1 Parafrasi estesa
Questa è una sessione di gruppo molto ampia, tenuta a Castaic, in California, in occasione di una festività vicina a San Patrizio — da cui nasce l’immagine centrale che la attraversa: l’energia paragonata a un folletto irlandese, un leprecauno, che esaudisce ogni desiderio senza distinguere tra ciò che è gradito e ciò che non lo è. All’interno di questa cornice, Elias introduce il tema dell’importanza come uno dei meccanismi chiave che determinano cosa, di fatto, si finisce per creare nella propria realtà.
La cornice: l’energia non giudica, amplifica
Elias parte da un’osservazione sul modo in cui ci si interroga sulle proprie difficoltà: ci si chiede sempre “perché“, e quella domanda conduce spesso a ripiegarsi su se stessi in un rimprovero — se creo quello che non voglio, vuol dire che sono confuso, che non capisco abbastanza. Elias sposta il discorso altrove:
- più che analizzare il “perché”, conviene
- osservare cosa si sta facendo,
- cosa si pensa,
- e soprattutto quali associazioni — cioè quali vissuti emotivi — si portano dietro ogni pensiero e ogni azione.
È la combinazione di queste tre componenti (fare, pensare, sentire) a generare quella che Elias chiama “onda d’urto”: un’emissione di energia continua, presente in ogni istante, che agisce come un magnete e attira verso di sé ciò che le corrisponde. Il leprecauno — cioè l’energia stessa — non fa distinzioni di valore: risponde esattamente a ciò che gli si esprime, che lo si voglia o no.
Dove entra l’importanza
È dentro questa cornice che Elias introduce il meccanismo specifico dell’importanza. Si presta attenzione — dice — a ciò che diventa importante, qualunque cosa sia.
👉Se qualcosa non piace, proprio quel disagio diventa importante, e per il fatto stesso di essere importante continua a ricevere attenzione. Più energia si continua a dedicare in una direzione, più quella direzione si rafforza e si crea. Elias fa l’esempio di un mal di testa: più a lungo persiste, più cresce l’importanza che gli si attribuisce, e più cresce quell’importanza, più ci si ritrova a concentrarsi su di esso — in un circolo che si autoalimenta.
Questo stesso principio riemerge più avanti nella sessione, quando un partecipante (Steve) chiede come applicare la fiducia in se stessi alla guarigione di una caviglia distorta. Elias lo corregge su un punto sottile: descrivere con precisione il proprio malessere — “è dolorosa, non mi piace” — non è ancora il problema; il problema nasce quando si continua a caricare quel malessere di importanza, restando concentrati su ciò che non piace invece che sul fatto che la guarigione sia già in corso. La domanda che Elias suggerisce di porsi non è “voglio che questo finisca”, ma piuttosto “sto dando importanza a ciò che non mi piace, o sto riconoscendo che sto già guarendo?“.
Un caso applicato: l’importanza della motivazione
Un altro passaggio interessante riguarda una domanda di Angela sul modo di rallentare l’istante che intercorre tra un’esperienza indesiderata e la reazione automatica ad essa. Elias suggerisce, tra le altre cose, di fare una pausa e valutare cosa si sta realmente facendo e quale sia la motivazione dietro quell’azione — e aggiunge un’indicazione che rovescia il rapporto abituale con l’importanza: non è che la motivazione sia già importante di per sé, ma la si può rendere importante intenzionalmente, scegliendo di darle valore. È un uso consapevole dello stesso meccanismo che, lasciato all’automatismo, alimenta ciò che non si desidera.
La scala collettiva
Verso la fine della sessione, rispondendo a una domanda più ampia sul benessere nelle società sviluppate (che godono di maggiori risorse ma riportano livelli di felicità in calo), Elias collega lo stesso principio a una scala più larga: nella prima fase dello shift in consciousness l’attenzione collettiva si è concentrata sul progresso come fenomeno di massa, impersonale; nella fase attuale, invece, sta emergendo il riconoscimento dell’importanza del singolo individuo — non più un granello di sabbia in un ingranaggio, ma un centro di potere legittimo e paritario. Anche qui, l’importanza (cosa/chi riceve valore e attenzione) plasma direttamente ciò che si genera, questa volta su scala collettiva.
In sintesi
Il principio centrale di questa sessione, applicato a Importance, è semplice da enunciare ma esigente da praticare: ciò a cui si attribuisce importanza — che lo si scelga consapevolmente o lo si lasci accadere per abitudine — riceve energia, e ciò che riceve energia si rafforza e tende a manifestarsi con più insistenza. Non si tratta di “pensare positivo”: è un meccanismo di funzionamento dell’energia stessa, che non giudica ma amplifica. Riconoscere a cosa si sta dando importanza, momento per momento, è il primo passo per poterla indirizzare intenzionalmente, invece di lasciarla scorrere verso ciò che, semplicemente, ha già la nostra attenzione.
Nucleo Importance: sessione candidata successiva da verificare tra 2152, 2284, 2897 (voce piccola nel WordIndex I).
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org