☉La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati.
☉Fonte [Sessione 79 e 138] Ricostruzione tematica
I testi pubblicati da E80 in poi non sono più parafrasi né ricostruzioni editoriali. Sono ricostruzioni tematiche anche di più sessioni ottenute riorganizzando il dialogo originale di Elias, eliminando esclusivamente gli elementi dialogici e le ridondanze, senza alterarne il contenuto concettuale: il focus della ricostruzione è sul significato dell’insegnamento e sulla sua ontologia.
⌨ In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
Capitolo 3
Nei capitoli precedenti abbiamo visto che lo scopo della manifestazione è l’esperienza e che ogni focus la esprime secondo un proprio intent. Sorge allora una domanda ancora più fondamentale.
Come può esistere un individuo senza essere realmente separato dal Tutto?
La risposta di Elias prende avvio dalla natura della coscienza. Per descrivere la realtà fondamentale egli utilizza espressioni come The Creating Universal One and Whole (La Creazione dell’Uno Universale e del Tutto) e All That Is (Tutto ciò che è).
Nella Sessione 79 precisa che queste espressioni non indicano un essere separato e le descrive come all consciousness, an action (tutta la coscienza, un’azione) e all encompassing (onnicomprensivo), avvertendo però che il linguaggio è inevitabilmente limitato quando tenta di esprimere una realtà priva di separazione. Per questo motivo è necessario considerare tali formulazioni come strumenti descrittivi e non come definizioni esaustive della natura di All That Is.
All’interno di questa prospettiva Elias colloca l’Essenza. Per descriverne il rapporto con All That Is utilizza l’espressione “portion of the whole”, correggendola immediatamente. L’Essenza può essere definita una “porzione” del Tutto soltanto nei limiti del linguaggio. In realtà non esiste alcuna divisione.
👉Ogni Essenza partecipa integralmente della coscienza e ogni elemento della coscienza contiene il Tutto.
👉L’assenza di separazione non elimina l’individualità.
Ogni Essenza possiede un proprio intent, una propria individualità e una propria espressione.
L’Essenza costituisce una modalità individuale di espressione della coscienza. Pur esprimendo una propria individualità, essa non è separata dalla totalità della coscienza.
Da questa prospettiva anche il focus assume un significato particolare. Nella Sessione 138 Elias richiama ripetutamente l’attenzione sul termine focused.
Il focus non viene descritto come una parte separata dell’Essenza, ma come la modalità attraverso cui l’esperienza fisica si organizza mediante una particolare focalizzazione.
È questa focalizzazione che rende possibile la percezione dello spazio, del tempo, dell’individualità e della realtà oggettiva.
Il focus non interrompe il rapporto con l’Essenza.
Per questo Elias non afferma che il focus perda la propria natura. L’attenzione si focalizza in modo tale da rendere oggettivamente accessibile soltanto una parte della memoria disponibile.
Permangono tuttavia intuizioni, impulsi e sapere interiori che orientano continuamente l’individuo verso il riconoscimento della propria Essenza.
È importante ricordare che Elias stesso precisa come il linguaggio della successione venga utilizzato soltanto per rendere comprensibili questi concetti. Nella stessa Sessione 79 corregge infatti la propria esposizione, affermando che non esiste un “prima” della coscienza e un “dopo” dell’Essenza. Tutto è simultaneo.
Per questo motivo anche le distinzioni tra coscienza, Essenza e focus non devono essere intese come fasi temporali, ma come aspetti di una medesima realtà descritti secondo le necessità del linguaggio umano.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org