☉Fonte [Sessione 202306031, 3 giugno 2023] Probabilities1 Parafrasi estesa
Questa sessione di gruppo, tenuta a Brattleboro, tocca molti temi nell’arco di oltre due ore di conversazione. Verso la fine dell’incontro, Ben pone a Elias una domanda che permette di chiarire, in una formulazione più recente e più accessibile rispetto alle sessioni storiche degli anni ’90, cosa siano davvero i “probable selves” — i sé probabili — e come si relazionino al tempo.
Il problema di partenza: come immaginare le altre versioni di sé
Ben riferisce di aver letto una sessione precedente in cui Elias lo correggeva su un’immagine mentale sbagliata: quella di realtà probabili già tutte esistenti, disposte come su un bancone, tra cui scegliere in ogni momento. Ben chiede quale sia allora il modello mentale corretto per concepire l’esistenza di molte versioni di sé — alcune non fisiche, altre manifestazioni fisiche in questa stessa vita.
La distinzione tra focus e sé probabili
Elias comincia distinguendo due categorie che spesso vengono confuse. Da un lato ci sono 👉i propri altri focus — le altre vite, in questa dimensione o in altre — che sono tutte simultanee, fuori dal tempo, e già pienamente esistenti come aspetti di essence.
Dall’altro lato ci sono 👉i sé probabili, che funzionano diversamente: si generano nel momento stesso in cui si compie una scelta di vita significativa. Ogni volta che si prende una decisione che cambia il corso della propria esistenza — cambiare scuola, sposarsi, divorziare, iniziare o lasciare una carriera, qualunque svolta che alteri la direzione della propria vita — ci si “divide” automaticamente, generando altri sé probabili che vivono, in altrettante realtà probabili, tutte le direzioni che non si sono scelte.
Alla domanda diretta di Ben — se questo significhi che quelle realtà “pre-esistono” già, dato che il tempo non è davvero lineare — Elias risponde con una precisazione importante: non pre-esistono, esistono simultaneamente. Fuori dal tempo, tutto accade insieme, nello stesso istante. Ma dentro una realtà fisica come la nostra, il tempo è reale e necessario — non è un’illusione da superare, ma una componente strutturale di ogni dimensione fisica, indispensabile perché la materia possa esistere. Per questo, dal punto di vista di chi vive dentro il tempo, si genera l’impressione di scelte che si susseguono una dopo l’altra, mentre dal punto di vista di essence, fuori dal tempo, tutte le direzioni possibili esistono già.
Un chiarimento importante: generazione non è consapevolezza
Un punto che vale la pena esplicitare, perché facilmente frainteso: il meccanismo appena descritto è automatico e strutturale, non condizionato da quanto la scelta sia stata vissuta come conflittuale. Una sessione del 1996 lo conferma con chiarezza: 👉ogni volta che si sceglie una direzione diversa da quella già intrapresa, o si compie una svolta significativa, si genera un sé probabile — automaticamente, indipendentemente dal fatto che la scelta sia stata sofferta o del tutto naturale e priva di esitazioni. Cambiare lavoro con assoluta chiarezza, senza un briciolo di dubbio, genera comunque un sé probabile che vive la linea non scelta, tanto quanto lo farebbe una decisione presa dopo mesi di tormento.
Ciò che differisce, in base a quanto la scelta sia stata combattuta, non è se il sé probabile si generi, ma se se ne diventi consapevoli. Una scelta netta tende a produrre un sé probabile “silenzioso”, con cui non si avverte alcuna interferenza. Una scelta vissuta con conflitto, invece, lascia più facilmente una sensazione di intersezione con quella diramazione — pensieri ricorrenti sul “e se avessi scelto altrimenti”, una curiosità che riaffiora, a volte persino immagini oniriche legate a quella direzione non presa. Il conflitto, in altre parole, non causa la generazione del sé probabile, ma ne aumenta la probabilità di essere percepito.
Non ogni scelta crea un sé probabile
Ben chiede se anche una scelta minima — cosa mangiare a colazione, per esempio — generi un sé probabile distinto. Elias è chiaro: no. I sé probabili nascono solo in corrispondenza delle 👉svolte significative, dei cambiamenti di rotta nella propria vita, non delle infinite micro-decisioni quotidiane.
“Tutte le scelte esistono già dentro di te”
Il punto più utile per un lettore che si affacci per la prima volta a questo tema arriva quando Ben propone un’analogia tratta dal materiale di Seth: i quadri che un pittore non ha ancora dipinto esistono già in consciousness, semplicemente non hanno ancora ricevuto un’impronta fisica. Elias conferma questa lettura: tutte le scelte, tutto ciò che si desidera o non si desidera, ogni direzione possibile, esistono già dentro di sé. Questo però non significa che il proprio percorso sia già scritto o predestinato: si possiede ogni possibilità, ma questo non equivale ad averla già manifestata. È la scelta stessa, nel tempo, a rendere concreta una direzione tra le infinite già contenute in essence.
Essence, consciousness e cosa resta fuori dal tempo
Nella parte finale dello scambio, Elias offre un’ulteriore precisazione concettuale: fuori dal tempo non si è altro che essence, e come essence si è, in un certo senso, tutto — non separati dagli altri, dallo stesso Elias, da nessun’altra essenza.
Consciousness è qualcosa di ancora più ampio di essence ≣: non è una “cosa” ma un’azione continua, mentre essence — pur essendo anch’essa azione — è anche una configurazione, un’entità, ciò che possiede la qualità della personalità che consciousness, nella sua interezza, non esprime.
(“Un’azione continua” è un’immagine fuorviante, si veda ≣, ndr)
In sintesi
Questa sessione offre una formulazione chiara e moderna di un concetto spesso frainteso: i sé probabili non sono alternative già pronte tra cui pescare, ma si generano proprio nel momento delle scelte significative, come diramazioni simultanee — fuori dal tempo — di una stessa essence. Dentro il tempo, che resta una struttura reale e necessaria per l’esistenza fisica, si vive consapevolmente una sola di quelle diramazioni alla volta; le altre non vengono abbandonate, ma vissute da altrettanti sé probabili, ugualmente reali, semplicemente non nella propria linea di esperienza diretta consapevole. Questo accade automaticamente a ogni svolta significativa, indipendentemente da quanto la scelta sia stata vissuta con conflitto — ciò che il conflitto influenza non è la generazione del sé probabile, ma la probabilità di diventarne consapevoli.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org