☉Fonte [Sessione 270, 19 marzo 1998]
ELIAS: «Nel mantenere focus simultaneamente all’interno di queste particolari culture*, questi trasudano (bleed through) verso gli individui e creano un ricordo*. L’attrazione che provate, le coincidenze che riconoscete… che non sono coincidenze, perché non esistono coincidenze. Non esistono nemmeno incidenti. Tutto, nella vostra creazione, è creato immacolatamente e perfettamente all’interno delle probabilità. In questo, permettete una trasudazione** di riconoscimento, di informazione. Possedete un focus all’interno di questa cultura. Nei vostri termini possedete una vita passata, che non è passata e non è una vita. È un focus, e sta avvenendo presentemente, simultaneamente. È semplicemente spostato in un’area parallela della coscienza, una realtà parallela a questa realtà, perché tutte avvengono simultaneamente. Sono lateralmente rispetto a voi (sideways). In questo, le azioni, l’informazione e la conoscenza di questo focus trasudano in questo particolare focus, e voi sperimentate un’attrazione.
*”Queste particolari culture” si riferisce a culture antiche che, secondo Elias, possedevano una consapevolezza oggettiva più ampia di certi aspetti della coscienza rispetto alla cultura occidentale contemporanea — esplicitamente nomina i Maya (calendario, numero tredici) e gli Egizi dell’epoca dei faraoni. Sono esempi concreti del fenomeno generale: molte persone, oggi, si sentono attratte verso queste civiltà antiche non per semplice curiosità storica, ma perché possiedono — secondo Elias — focus della propria essenza che vivono in quelle epoche e culture, e il fascino che provano è il bleed-through (la trasudazione) di quei focus paralleli.
**Trasudazione, “bleed through”: l’energia, l’informazione o l’influenza di un focus simultaneo che filtra, passa, “gocciola” verso un altro focus, senza che ci sia un controllo deliberato o una fusione completa. La trasudazione è una porosità che esiste già, per il semplice fatto che i focus condividono la stessa essenza.
Potreste anche fraintendere, come molti individui fraintendono, riguardo alle date nell’area della predizione. Nel corso delle vostre epoche, molte culture, molti individui, hanno creato predizioni, intercettando probabilità e la possibilità che queste probabilità si inserissero in questa realtà — ma sono probabilità. Non sono assolute. In questo, nel connettervi con un altro focus della vostra stessa essenza che partecipa a questa cultura (“antica”, come i Maya, ad esempio, ndr) e possiede i sistemi di credenze delle predizioni e i sistemi di credenze della cultura, questo trasuda nella vostra consapevolezza all’interno di questo particolare focus, ed è influente su come vedete la vostra realtà.
Questa è la distinzione che vi offro, dicendovi che 👉accedete continuamente ad altri focus👈. Semplicemente non riconoscete a cosa state accedendo. Questa è l’area che crea fraintendimento e distorsione dell’informazione, ed è ciò che presta energia all’attualizzazione di probabilità che CREERANNO trauma. Questo è anche il motivo per cui vi parlo, per offrirvi informazione per evitare questo; perché man mano che acquisite informazione, questo vi offre la capacità di riconoscere, all’interno del vostro focus, elementi di voi stessi e della realtà, e distinguere cosa è all’interno di questo particolare focus 👉e cosa è all’interno di un altro focus che vi sta influenzando. Questo è il motivo per cui siete influenzati.» [Sessione 270, 19 marzo 1998]
Tentativo di spiegazione
Primo passo: accedi continuamente ad altri focus (lo dice esplicitamente, “continuamente”, non come eccezione rara) — ma non riconosci che stai accedendo a un altro focus, e quindi non distingui ciò che è tuo (di questo focus presente) da ciò che è dell’altro.
Secondo passo: questa mancanza di distinzione è ciò che genera il fraintendimento e la distorsione. Non è l’accesso in sé il problema — è il fatto di scambiare per certezza propria, assoluta, una convinzione che in realtà appartiene a un altro focus (per esempio la fede genuina di un sacerdote Maya in una predizione catastrofica).
Terzo passo, il più importante e quello che la traduzione doveva rendere più chiaro: questa stessa distorsione — non la predizione in sé, ma il tuo fraintendimento che la trasforma in certezza — è ciò che “presta energia” all’attualizzazione della probabilità come trauma. Se confondi la convinzione di un altro focus con una verità su di te, e ci credi con la stessa intensità con cui ci credeva quel focus antico, quella credenza diventa percezione, e la percezione attualizza la probabilità — compreso, nel caso peggiore, l’esito traumatico previsto.
In sintesi più diretta: non è la predizione a essere pericolosa, è la non-distinzione tra “questa è il mio focus” e “questa è ciò che sento trasudare da un altro focus” che trasforma una probabilità tra tante in qualcosa a cui dai energia reale, fino a renderla la tua realtà. Ecco perché Elias insiste che l’informazione (riconoscere il meccanismo) è protettiva: ti permette di sentire l’attrazione per quella predizione senza doverla automaticamente adottare come verità sul tuo destino.
Il “trauma” di cui parla Elias non è qualcosa che ti arriva da fuori per destino o fatalità — è qualcosa che tu stesso contribuisci ad attualizzare, prestandogli energia attraverso la convinzione presa in prestito da un altro focus.
Il meccanismo è coerente con tutto ciò che abbiamo già visto: niente è assoluto, nessuna predizione è “scritta” — sono tutte probabilità tra infinite altre, in attesa di essere o non essere scelte. Quello che le rende reali è l’energia, l’attenzione, la credenza che vi indirizzi. Se confondi la fede genuina di un tuo focus Maya (che credeva sinceramente in una catastrofe a una data precisa) con una verità che riguarda te, oggi, in questo focus — quella convinzione presa in prestito diventa la tua percezione, e la percezione attualizza la probabilità.
Il trauma non è “predetto” in senso fatalistico, è generato da te, proprio attraverso il canale di una credenza che non distingui come estranea al tuo focus presente. È un meccanismo molto coerente con quanto visto altrove (la tempesta vista con paura, sessione 201502131): più ti agganci con intensità a un’aspettativa negativa, più presti attenzione esattamente a ciò che la confermerebbe, e più la tua realtà si organizza per attualizzarla.
Questo è anche il motivo per cui Elias chiude dicendo che parlarne, informarti, è un atto protettivo: non perché l’informazione ti renda immune dalle predizioni, ma perché ti permette di sentire l’attrazione verso una credenza antica senza doverla automaticamente adottare come tua, lasciandoti la libertà di scegliere se darle energia o no.
Un’applicazione concreta e bella del bleed-through (trasudazione): il talento naturale di Marisa con i cavalli come energia trasudata da altri suoi focus (in particolare quelli scozzesi…).
ELIAS: «E questo è un attingere energia da altri focus. Questo è parte dell’elemento di trasudazione (bleed-through) di cui vi ho parlato in precedenza, nel nostro ultimo incontro, perché vi siete permessi di accedere all’energia di altri focus che trasuda verso di voi, e attingete a questa energia per applicarla alla vostra espressione presente.
Nell’interazione che avete con questo individuo in altri focus… e avete ragione, possedete diversi focus nella località fisica della Scozia… ma vi impegnate anche in molta attività simile, ciò che chiamate fisicamente addestramento, corse, e attività sportive con queste particolari creature. Quindi ora attingete a quell’energia…» [Sessione 385, 18 aprile 1999]
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org