Qui Ciò-che-È significa anche Colui-che-È, anche Assoluto, Uno, Divino.
In evidenza
La condizione di vuoto riguarda innanzitutto la narrazione
Man mano che il vuoto avanza, la narrazione si ritira e il suo indebolirsi coincide con la scomparsa di bisogni e desideri.
La comprensione delle “Beatitudini” nel Sentiero
Una contemplazione delle Beatitudini di Mt.5,1-12, e di quelle della Voce del CF77: in poche frasi il sentire unitario del Sentiero.
Dōgen, Busshō: commento (1) di J.Forzani a Busshō 12 [busshō12.2]
[Sommario IA] Viene confrontata la visione di Seian (“il tutto è il tutto che vive: natura autentica ente”) con quella di Dai I (“il tutto è il tutto che vive, natura autentica niente”), evidenziando come quest’ultima sia ritenuta superiore per la sua capacità di evitare la cristallizzazione in dogmi.
Il sentire e l’amare di un evoluto
Il testo che segue è di Kempis, Cerchio Firenze 77. Lo condivido sotto questo titolo perché del sentire e dell’amore che genera la condizione esistenziale dell’evoluto effettivamente parla, e di ciò che da lui sorge come capacità d’amare di un amore non suo.
La vita nell’Essere di chi non è più
La metafora del deserto indica la vita lontana dai valori del “mondo”, vita orientata da una moltitudine di archetipi transitori cui il nostro sentire aderisce e di cui è parte costituente e attiva. Il contemplativo diviene uno straniero perché ogni aderenza agli archetipi transitori viene meno e così si consegna a una vita nel deserto.