Canti certosini con testo tradotto dal latino: Jubilate Deo

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  • Estrazione del testo e traduzione con Gemini AI. La traduzione può non sempre essere accurata ma, purtroppo, non siamo in grado di compiere le necessarie verifiche, ricerche e correzioni).
1. In principio

Et Verbum erat apud Deum
E il Verbo era presso Dio
Et Deus erat Verbum
E Dio era il Verbo
Hoc erat in principio apud Deum.
Questo era in principio presso Dio.
Omnia per ipsum facta sunt;
Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lui;
et sine ipso factum est nihil,
e senza di lui nulla è stato fatto,
quod factum est.
di ciò che è stato fatto.

2. Fulcite

Fulcite me floribus, stipate me malis:
Fortificatemi con delle schiacciate d’uva, sostenetemi con dei pomi
quia amore langueo.
perché sono malata d’amore.

Adiuro vos, filiae Ierusalem,
Vi scongiuro, figlie di Gerusalemme,
si inveneritis dilectum,
se trovate l’amato,
ut annuncietis ei:
che gli direte?:
quia amore langueo.
perché sono malata d’amore

3. Il brano contiene un Invitatorio (l’invito a lodare Dio, tipico dell’inizio della Liturgia delle Ore) seguito da versetti del Salmo 94 (95).

Dóminus regnávit: veníte, adorémus.
Il Signore ha regnato: venite, adoriamo.
(Ripetizione dell’Invitatorio)
Venite, exsultémus Dómino,
Venite, esultiamo al Signore,
iubilémus Deo, salutári nostro:
acclamiamo a Dio, nostra salvezza.
præoccupémus fáciem eius in confessióne,
Presentiamoci a lui con inni di lode,
et in psalmis iubilémus ei.
a lui acclamiamo con canti di gioia.

Quóniam Deus magnus Dóminus,
Perché Dio grande è il Signore,
et Rex magnus super omnes deos:
e Re sommo su tutti gli dèi.
quóniam non repéllet Dóminus plebem suam:
Poiché il Signore non respingerà il suo popolo:
quia in manu eius sunt omnes fines terræ,
poiché nella sua mano sono tutte le estremità della terra,
et altitúdines móntium ipsíus sunt.
e le altezze dei monti sono sue.

4. Dómine, ne in ira tua argúas me.

Neque in furore tuo corrípias me.
Miserére mei, Dómine, quóniam infirmus sum,
Sana me, Dómine, quóniam conturbáta sunt ossa mea.
Et ánima mea turbáta est valde.
Tu, Dómine, usquequo?

O Signore, non rimproverarmi nella tua ira
e non castigarmi nel tuo furore.
Abbi pietà di me, o Signore, perché sono debole,
Guariscimi, o Signore, perché le mie ossa sono sconvolte.
E la mia anima è molto turbata.
Tu, o Signore, fino a quando?

Questo testo è tratto dal Salmo 6, versi 2-4 (e l’inizio del v. 5)

5. Sint Lumbi

Sint lumbi vestri precincti,
et lucernae ardentes in manibus vestris.
Et vos símiles homínibus
expectántibus dóminum suum,
quando revertátur a núptiis.
Ut cum vénerit et pulsáverit,
conféstim aperiátur ei.

Siano i vostri fianchi cinti
e le lucerne ardenti nelle vostre mani.
E voi siate simili a uomini
che aspettano il loro padrone,
quando ritorna dalle nozze.
Affinché, quando verrà e busserà,
gli si apra subito.

Questo brano deriva dal Vangelo secondo Luca, capitolo 12, versi 35-36 (il “Discorso di Gesù sulla vigilanza”).

6. Vexilla Regis

Vexílla Regis pródëunt:
Fulget Crucis mystérium,
Quo cárne carnis Cónditor,
Suspénsus est patíbulo.

Confixa clavis cóncreta
Crux est salútis prétium.
Exi de látere lancéa,
Emmánavit unda et sánguis.

Adímplicéntur, quæ cóncinit
David fidéli cármine,
Dicéndo nátis gentium:
Regnávit a lígno Deus.

Arbor decóra et fúlgida,
Ornáta Regis púrpura,
Elécta digno stípite
Tam sancta membra tángere.

O Crux áve, spes única,
Hoc passiónis témpore,
Auge justítiam, réquis
Et rébus, et vínia.

Jesus, María, Joseph, Trinitas,
Clementia omnes spiritus.
Cujus Crucis mystérium
Salvas, benedicimus, preculo.

In avanzata vengono gli stendardi del Re:
Risplende il mistero della Croce,
Sulla quale il Creatore della carne, con carne umana,
Fu appeso al patibolo.

Solidificata dai chiodi conficcati
La Croce è il prezzo della salvezza.
Uscì dal fianco trafitto dalla lancia,
Scaturì acqua e sangue.

Si compiano le cose che cantò
Davide con fedele carme,
Dicendo ai popoli delle genti:
Dio ha regnato dal legno [della Croce].

O albero bello e risplendente,
Ornato con la porpora del Re,
Scelto con degno tronco
Per toccare membra così sante.

Ti saluto, o Croce, unica speranza,
In questo tempo di Passione,
Accresci la giustizia per i re
E la grazia e il perdono per i peccatori.

Gesù, Maria, Giuseppe, Trinità,
Misericordia per tutti gli spiriti.
Il mistero della cui Croce
Salvi, benediciamo, preghiamo.
Edizioni dell’inno e traduzioni

Questo è un inno cristiano, il “Vexilla Regis Prodeunt”, tradizionalmente attribuito a Venanzio Fortunato (VI secolo). Fa parte della liturgia cattolica, in particolare è l’inno dei Vespri della Passione e della festa dell’Esaltazione della Santa Croce. Il suo tema centrale è la gloria della Croce come strumento di redenzione.

7. Amen Amen
8. Audiam

Audio!
Domine!
Voce [mea] [ad] te.
Et da [nemu] di[ve]r[sa]
[Mirabil]ia tua.

Benedictus est Dominus.
[Vox] [mea] [usque] [ad] te.
Et da nemu diversa
Mirabilia tua.

Traduzione (Interpretativa)
Ascolta!
O Signore!
La mia voce [giunga] a Te.
E dona i Tuoi
miracoli/meraviglie.

Benedetto sia il Signore.
La mia voce [giunga] fino a Te.
E dona i Tuoi
miracoli/meraviglie.

9. Nunc Sancte nobis spiritus

Nunc Sancte nobis Spiritus
Unum Patri cum Filio.
Dignare promtus ingerens
Nostro refusus pectori.

Os, lingua, mens, sensus, vigor,
Confessionem per sonent.
Flammescat igne caritas,
Accendat ardor proximos.

Praesta Pater piissime,
Patrique compar Unice,
Cum Spiritu Paraclito,
Regnans per omne saeculum.
Amen.

O Spirito Santo, ora a noi,
Con il Padre e l’Unigenito Figlio,
Degnati, effondendoti rapidamente
Nel nostro cuore.

La bocca, la lingua, la mente, i sensi, il vigore,
Proclamino la (Tua) confessione.
Arda la carità con il fuoco,
Accenda il fervore nei prossimi.

Concedi, o Padre piissimo,
E Tu, Unigenito, pari al Padre,
Con lo Spirito Paraclito,
Che regni per tutti i secoli.
Amen.
Traduzione più accurata