L'uno che è« Back to Questions List

L'uno è, in Lui non c'è movimento. Tutte le cose sono già, siamo noi che spostando l'attenzione sulle cose, diamo l'impressione del movimento e quindi del divenire. Ora se questo è, se sono già presenti anche tutti i "noi", come può essere che la coscienza, il pensiero, le emozioni transitino da un me all'altro senza movimento? Quando sono a uno stadio di crescita come aggancio il prima o penso al dopo se il me di quel momento è statico? Se il divenire è interno all'uno, qualcuno che è in movimento deve esserci, magari l'attenzione. Non so se sono stata chiara.
Posted by roberto
Asked on 15 Novembre 2022 10:37
È movimento generato dalla percezione. Le scene sono composte da fotogrammi, la percezione crea lo scorrere, ricordalo…
Posted by roberto
Answered On 16 Novembre 2022 15:44
La tua risposta è chiara ma qualcosa, nella comprensione mi sfugge. La legge della percezione del divenire che lega il bambino all’adulto o la legna alla cenere, non è movimento?
Posted by Catia
Answered On 15 Novembre 2022 19:15
Esiste la consapevolezza di ogni adesso, consapevolezza non mia ma dell’Assoluto relativa a quella particella che chiamo me. — I sensi creano l’illusione che vi sia continuità nella consapevolezza, un suo divenire, ma in realtà esistono solo flash. — Non c’è movimento nell’Uno, c’è solo nella percezione soggettiva, l’ultimo anello della catena. Prima ci sono gradi di sentire a sé stanti. — La legna non diviene cenere, il bambino non diviene adulto. Certamente c’è una legge che lega il bambino all’adulto, una legge della percezione, del divenire che mi permette di mettere i due in connessione (il sentire più evoluto segue il sentire meno evoluto): tutto l'apparente sviluppo del divenire, e la sua percezione, è governato dalle leggi e dagli archetipi transitori e permanenti.
Posted by roberto
Answered On 15 Novembre 2022 14:44